A quattro mesi esatti dal colpo di stato militare, non si fermano le proteste dei cittadini birmani. Ancora ieri manifestazioni si sono tenute in varie città della nazione e fonti locali riportano l’uccisione di cinque manifestanti da parte delle forze di polizia. In diverse città (a partire da Yangon) si sono negli ultimi giorni registrati attentati ed esplosioni. Atti non rivendicati che il governo attribuisce ai manifestanti e che vengono utilizzati per giustificare la repressione, ma che secondo i manifestanti sono invece opera degli stessi militari.