Nuove testimonianze fotografiche, ottenute sorvolando alcune zone del Brasile, hanno svelato che la terra di una delle tribù più vulnerabile e incontattata del mondo è stata illegalmente invasa e distrutta per farne allevamenti di carne bovina.
Le immagini satellitari del 25 ottobre 2021 mostrano vaste aree deforestate, segni di incendi e la presenza di numerosi allevamenti, [1]nel pieno della loro attività produttiva. Si vedono anche camion in movimento, case occupate, strade in costruzione, una pista di atterraggio e ranch con mandrie di bovini. Tutto si svolge in maniera illegale, perché l’allevamento di bestiame ha raggiunto alcune zone dove vivono i Piripkura.
Secondo la legge la loro terra indigena, che si estende a cavallo dei municípios di Colniza e Rondolândia, nello stato del Mato Grosso, dovrebbe essere monitorata e protetta dal recente rinnovo di settembre dell’Ordinanza per la protezione del suolo (Portaria de Restrição de Uso) e una sentenza della Corte Federale che ne vieta l’invasione. Ma, a conti fatti, non c’è mai stato un definitivo stop allo sfruttamento. Anzi, il territorio è minacciato da decenni dal disboscamento portato avanti dalle multinazionali agricole. Tuttavia con il governo di Bolsonaro lo scenario è andato via via peggiorando.
Negli ultimi due anni, infatti, il tasso di deforestazione ha toccato picchi di oltre il 27.000%, con più di 12.000 ettari già stati distrutti [2]: secondo l’Instituto Socioambiental (Sirad) equivalgono a più di 7 milioni di alberi abbattuti. Già tra luglio e settembre è stata deforestata, tramite incendi dolosi, un’area che ospitava 1,3 milioni di alberi. Insomma, terreno pronto per essere destinato al pascolo.
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Il sorvolo del mese scorso ha messo in luce anche questo. Motivo per cui il monitoraggio è stato fortemente voluto dal COIAB (l’organismo di coordinamento delle organizzazioni indigene dell’Amazzonia brasiliana) e dall’OPI (l’Osservatorio per i diritti umani dei popoli indigeni incontattati e recentemente contattati), con il supporto di APIB (Articulação dos Povos Indígenas do Brasil), ISA (Instituto Socioambiental) e Survival International, per portare avanti la campagna e petizione “Uncontacted or Destroyed”.
Sarah Shenker, portavoce di Survival, ha dichiarato che [4]: “Non potrebbe esserci prova più grande della totale impunità – anzi, del sostegno attivo – di cui godono gli invasori della terra sotto il presidente Bolsonaro:: operazioni commerciali di allevamento in un territorio indigeno di vitale importanza che dovrebbe essere protetto dalla legge. Solo una grande protesta pubblica può impedire il genocidio dei Piripkura e di altre tribù incontattate”.
[di Gloria Ferrari]