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Sequestri in tutta Italia per sostanze tossiche in shampoo e creme: ecco la lista

Proseguono i ritiri in tutta Italia e non si arrestano le segnalazioni al sistema di allerta rapido europeo (Rapex) per la presenza di Lilial: sostanza tossica per la riproduzione vietata già da marzo 2022. Dopo i ritiri già trattati in un altro articolo [1] de L’Indipendente, ora tocca ad un nuovo lungo elenco di shampoo, saponi e deodoranti. Inutile quindi il tempo concesso alle aziende (fino al 1° marzo 2023) per liberarsi delle scorte rimanenti rivendendole ai produttori: i prodotti con Lilial sono ancora presenti nei magazzini dei distributori. Inoltre, Cosmetica Italia ha dichiarato che “i produttori non sono né responsabili né obbligati a ritirare dal commercio i prodotti immessi prima che scatti il divieto e la sensazione, quindi, è che i consumatori siano vittime dell’ennesimo scarica barile tra produttori e distributori.

Il Lilial è un composto chimico usato a lungo come profumo nelle preparazioni di shampoo e saponi e nelle polveri per il bucato. Tuttavia, dal 2019 il Comitato Scientifico per la sicurezza dei Consumatori della Commissione Europea ha concluso [2] che l’uso nei cosmetici “non può essere considerato sicuro” e, dopo che gli studi sugli animali hanno scoperto prove di tossicità per la riproduzione, è stato riclassificato come sostanza proibita nell’UE e ne è stato vietato l’uso [3] nei cosmetici da marzo 2022. Per riconoscerlo in etichetta, come stabilito dalla Nomenclatura Internazionale degli Ingredienti Cosmetici, basta verificare la presenza del codice BMHCA o di Buthyfenil Methylpropional. Ecco la lista dei nuovi prodotti ritirati dalle autorità italiane e segnalati al Rapex, che si aggiungono a quelli già trattati in un altro articolo [1] de L’Indipendente:

Resta da spiegare che cosa non abbia funzionato nell’iter di smaltimento dei prodotti nocivi e per quale motivo moltissimi articoli siano rimasti all’interno dei magazzini nonostante il nuovo regolamento. Se da una parte alle aziende era stato concesso fino al 1° marzo 2023 per rivendere le scorte rimanenti ai fornitori, dall’altra Cosmetica Italia, l’associazione di categoria di Confindustria che rappresenta i produttori di settore, ha risposto [4] a Il Salvagente che “i produttori non sono responsabili né obbligati a ritirare dal commercio i prodotti immessi prima che scattasse il divieto” e che “sono quindi i distributori che devono preoccuparsi di togliere dal commercio e stoccare in un deposito ad hoc i prodotti contenenti la sostanza tossica per avviarli poi alla distruzione”. Alla luce dei continui ritiri e della preoccupazione in aumento, sembra che l’ipotesi più probabile sia che alcune piccole-medie aziende e catene di vendita non si siano ancora organizzate con depositi dedicati alla distruzione dei prodotti contenenti Lilial e da qui si spiegherebbero i sequestri di questi giorni. Ciò che è certo, invece, è che a pagarla sulla propria pelle sono stati ancora una volta i consumatori.

[di Roberto Demaio]