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Nuovi sequestri di cosmetici con sostanze tossiche, è la volta dei saponi: ecco la lista

Continua ad allungarsi la lista dei prodotti cosmetici ancora presenti nei magazzini e negli scaffali dei supermercati contenenti il Lilial [1]: composto chimico aromatico il cui impiego è vietato da marzo 2022 dalla Commissione europea in quanto classificato come tossico per la riproduzione. Il Lilial, indicato in etichetta con la sigla BMHCA o con la scritta “Buthylfenil Methylpropional”, può infatti comportare gravi danni al sistema riproduttivo, oltre che nuocere alla salute del feto e causare sensibilizzazione cutanea. Nonostante il divieto, questa sostanza è ancora contenuta in molti prodotti per l’igiene personale commercializzati sul mercato e per questo la Guardia di Finanza ha effettuato [2] in questi giorni ritiri in tutta Italia. Sono 26 i nuovi prodotti inseriti questa volta, che si aggiungono agli altri 118 segnalati al Rapex (il sistema di allerta rapido europeo) e già sequestrati dal 14 luglio ad oggi. Ecco la lista:

Questo è, invece, l’elenco dei prodotti ritirati e segnalati al Rapex dal 14 luglio a oggi:

Il Lilial era stato inserito [3] in un elenco di 26 sostanze allergizzanti potenzialmente cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione con il regolamento 2021/1902. Le aziende avrebbero dovuto eliminare entro il 1° marzo 2023 dai propri magazzini gli articoli che lo contengono, ma molti sono ancora in commercio. Cosmetica Italia, l’associazione di categoria di Confindustria che rappresenta i produttori di settore, ha riferito che “i produttori non sono responsabili né obbligati a ritirare dal commercio i prodotti immessi prima che scattasse il divieto” e che “sono quindi i distributori che devono preoccuparsi di togliere dal commercio e stoccare in un deposito ad hoc i prodotti contenenti la sostanza tossica per avviarli poi alla distruzione”. La sensazione, quindi, è che il continuo allungarsi della lista di prodotti tossici ritirati sia frutto di uno scarico di responsabilità tra produttori e distributori in cui a rimetterci sono i consumatori.

[di Roberto Demaio]