È stato pubblicato il Rapporto 2024, la cosiddetta “Controfinanziaria”, di Sbilanciamoci!, network di associazioni, movimenti ed economisti critici focalizzati sulle alternative di politica economica, con un’attenzione particolare a beni pubblici, lavoro, ambiente, pace e disarmo. All’interno del report, presentato al Senato con una conferenza stampa, viene delineata una “Legge di Bilancio” alternativa a quella messa a punto dal governo Meloni, recante 84 proposte specifiche e dettagliate per una manovra complessiva di oltre 46 miliardi di euro. In aperta contrapposizione rispetto all’impianto partorito dall’esecutivo, che secondo il network “favorisce l’evasione fiscale e i privilegiati, aumenta le spese militari, taglia i fondi alla sanità e al welfare, criminalizza i migranti”, non guarda “alla lotta a diseguaglianze e cambiamenti climatici” e “devolve miliardi di euro a un’opera dannosa e inutile come il Ponte sullo Stretto”, Sbilanciamoci! ha scritto una finanziaria finalizzata a veicolare la spesa pubblica verso un modello di sviluppo sostenibile, che punti all’interesse collettivo, alla transizione ecologica e al disarmo.
Sbilanciamoci! articola [1] una finanziaria in cui si allocano risorse per la sanità, le fasce più povere, il clima e i giovani, chiedendo in primis l’eliminazione dei 780 milioni concessi al Mit per la realizzazione del Ponte sullo Stretto, di cui, spiega il network, “non esiste un progetto esecutivo, non si conoscono i costi finali, non esiste né una valutazione d’impatto ambientale né una valutazione costi-benefici e un piano economico-finanziario è ancora tutto da vedere”. Sul fronte delle politiche sanitarie, si propone un potenziamento a 6 miliardi della dotazione annuale del SSN “al fine di provvedere urgentemente ad un piano assunzionale adeguato alle esigenze del servizio e a garantire l’ampliamento dei servizi attualmente insufficienti” e quello dell’assistenza domiciliare, nonché l’attuazione della legge sulla non autosufficienza. A livello fiscale, per venire incontro ai cittadini meno abbienti, Sbilanciamoci! punta sul prelievo sui grandi patrimoni e sull’aumento del grado di progressività del sistema fiscale attraverso l’innalzamento dell’aliquota sulle rendite, delle imposte di successione e delle tasse sulle transazioni finanziarie. Sul tema casa e affiti, si finanziano invece il fondo per l’attuazione del programma di edilizia residenziale pubblica e un fondo affitti e per la morosità incolpevole, inaugurando un reddito di formazione che possa supportare gli studenti a fronteggiare il caroaffitti e programmando la realizzazione di studentati pubblici che possano sopperire alla forte richiesta. La campagna procede in direzione ostinata e contraria rispetto all’azione governativa anche sui temi della sicurezza, della gestione del fenomeno immigrazione e della legislazione penale, con la chiusura dei CPR e dei CAS e la loro sostituzione con un modello di accoglienza basato su realtà piccole e diffuse, il varo di una missione pubblica di ricerca e soccorso dei naufraghi in mare, l’istituzione di un Fondo nazionale contro le discriminazioni, il potenziamento delle misure alternative al carcere e la legalizzazione delle droghe leggere. Si propone poi la riduzione del personale della Difesa, il taglio dei programmi militari finanziati dal MIMIT e delle acquisizioni dei nuovi sistemi d’arma. Al contempo, si ampliano i fondi per il servizio civile.
Nel quadro della Missione Sviluppo sostenibile, Sbilanciamoci! destina inoltre molte risorse “alla realizzazione di Progetti di recupero e riqualificazione ambientale e di messa in sicurezza di siti urbani o extraurbani partecipati dai cittadini e dalle loro espressioni organizzate associative e sindacali”, veicolandone inoltre per la creazione di “Eco-Sol-Hub” locali a valere sul Fondo Crescita Sostenibile, mentre nell’ambito dei fondi della Nuova Sabatini si promuovono “interventi diretti a salvaguardare l’occupazione e assicurare la continuità delle attività imprenditoriali” attraverso “la nuova costituzione di società cooperative formate dai dipendenti di aziende in crisi per la riconversione ecologica e solidale degli stabilimenti interessati”. A livello agroalimentare, si punta tutto sull’implementazione delle leggi-quadro per le Politiche del cibo, sui biodistretti agroalimentari e sull’aiuto ai progetti di Agricoltura sostenuta dalle comunità. Per contrastare l’inflazione si propone inoltre di avviare 50 progetti pilota di Piccola distribuzione organizzata e, in ultimo, si decide di finanziare la legge che ha istituito il Fondo dedicato al commercio equo e solidale.
Rispetto alla Manovra del governo Meloni, Sbilanciamoci! ha le idee chiare, sostenendo [2] si tratti di provvedimento che, al netto del condivisibile accorpamento al 23% delle due aliquote intermedie e delle risorse per il contratto nazionale del pubblico impiego, contiene “misure sbagliate e maldestre“, come “la conferma della flat tax al 15%” e quella “dell’aliquota del 43% per le classi di reddito medio”, definite “uno schiaffo alla progressività e alla giustizia fiscale”. Il portavoce della campagna, Giulio Marcon, sostiene che la legge di Bilancio sia «regressiva» e favorisca «sostanzialmente i ricchi e i privilegiati», non chiedendo «nessun contributo ai miliardari e agli speculatori della finanza» e non concedendo «nessun vantaggio per i poveri e per le classi di reddito medio-basse». Marcon ritiene inoltre «vergognosa» l’idea del «contributo di 2.000 euro richiesto ai migranti per iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale».
[di Stefano Baudino]