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Speciale elezioni europee 2024: il programma del Partito Democratico

Il 15 maggio scorso, a tre settimane dal voto, il Partito Democratico ha presentato il suo programma [1] politico per le elezioni europee. È composto da cinque capitoli ed è accompagnato dallo slogan “L’Europa che vogliamo”. Niente nomi all’interno del simbolo ma solo un riferimento ai Socialisti & Democratici (S&D), il gruppo politico in cui gli eurodeputati del Partito Democratico confluiranno. In linea con la natura dello speciale elezioni europee, analizzeremo le proposte riguardanti esclusivamente l’ambito comunitario, così da filtrare propaganda e misure irrealizzabili tra Strasburgo e Bruxelles.

Carta d’identità: Partito Democratico

Leader: Elly Schlein

Orientamento: Centro-sinistra. Tra le ideologie si annoverano progressismo, riformismo ed europeismo.

Gruppo politico al Parlamento europeo: Socialisti & Democratici (S&D)

Ultima legislatura: 19 eurodeputati eletti

I capolista nelle cinque circoscrizioni: Cecilia Strada (nord-ovest), Stefano Bonaccini (nord-est), Elly Schlein (centro e isole), Lucia Annunziata (sud)

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Programma

Le votazioni in Europa

La comunicazione politica

Dopo le critiche per la sua comunicazione politica, Elly Schlein ha cambiato le carte in tavola e ha puntato forte sulla presenza social, con reel brevi su temi sentiti dall’agenda del pubblico (lavoro, sanità, servizi) e dirette con realtà vicine all’universo dem. Non mancano poi le foto e i video – spesso ritraenti la segretaria tra la folla – che chiudono gli appuntamenti elettorali appena passati. Saltato il duello tv con Giorgia Meloni, Elly Schlein ha ripiegato su attacchi a distanza, prontamente replicati dalla presidente del Consiglio.

Merita una menzione speciale la campagna elettorale di Antonio Decaro, sindaco di Bari candidato alle europee nelle liste del PD, che a maggio ha pubblicato uno spot [12] diventato presto virale, che lo ritraeva intento a studiare il necessario per un’eventuale vittoria, dunque le lingue e i dialetti dell’Italia meridionale, così da far “finalmente sentire in Europa la voce del Sud”. Il video ha conquistato anche Matteo Renzi, esponente della lista Stati Uniti d’Europa ed ex segretario del PD, che ha commentato con l’emoj “🔥”.

In poche parole

Voto-truffa sì, voto-truffa no? Il Partito Democratico ha risposto presente, insieme a Fratelli d’Italia, Forza Italia e Azione, candidando la propria segretaria – nonché membro della Camera dei Deputati. In caso di elezione Elly Schlein, così come Giorgia Meloni, Antonio Tajani o Carlo Calenda, rinuncerà al nuovo incarico, mantenendo quello a Montecitorio. I voti raccolti, in parte facendo leva sulla deriva personalistica della politica, non andranno però persi e anzi saranno distribuiti tra gli altri candidati presenti nelle liste del PD.

Fa particolarmente riflettere, vista l’autodefinizione di forza “progressista, socialista e democratica”, la posizione del Partito Democratico di fronte al genocidio in corso a Gaza, che appiattisce e riduce la pluridecennale questione palestinese [13] agli ultimi otto mesi, spacciando l’attacco della resistenza palestinese come momento estemporaneo e l’invasione totale di Israele a Gaza come semplice “risposta” e non come tassello coerente di una lunga storia di colonizzazione, apartheid e morte.

Per altri temi, come il lavoro e l’immigrazione, la segreteria Schlein propone un superamento del passato, inserendo nel programma il potenziamento dell’accoglienza a livello europeo, che deve passare anche per la cessazione degli accordi di esternalizzazione delle frontiere. La questione ambientale viene coniugata con quella sociale in modo da non lasciare ai soli lavoratori l’onere finanziario della transizione ecologica.

Più che ai lavoratori, nell’agosto scorso e dunque pochi mesi dopo l’insediamento di Elly Schlein, il Partito Democratico ha fatto [14] un bel favore alla lobby della plastica. Al Parlamento europeo era in discussione un regolamento che prevedeva il riciclo entro il 2025 del 65% di tutti i rifiuti da imballaggio, con gli Stati membri impegnati a ridurre tali scarti del 5% entro il 2030, quando presso la Commissione per l’industria, la ricerca e la scienza, l’eurodeputata socialista Patrizia Toia (in forza al Partito Democratico) ha presentato [15] una relazione che, attraverso più di 90 emendamenti, ha annacquato la proposta. A quanto pare la relazione è stata convincente, dal momento che è stata approvata con l’appoggio di tutto l’arco politico italiano presente all’Eurocamera.

[di Salvatore Toscano]