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Julian Assange è stato liberato

Il fondatore di WikiLeaks è stato liberato dal carcere inglese di Belmarsh dove era detenuto da ormai cinque anni e sta tornando in Australia. A darne notizia è stata la moglie, Stella Morris, che alle tre di questa notte ha scritto [1] su X: «Julian è libero!!!! Le parole non possono esprimere la nostra immensa gratitudine a VOI, sì proprio VOI, che vi siete tutti mobilitati per anni e anni per far sì che tutto ciò diventasse realtà». Parole accompagnate dalle prime immagini video di Assange, che appare in buone condizioni prima mentre parla con i suoi avvocati e poi mentre sale le scale dell’aereo destinato a riportarlo in patria. Secondo quanto riportato da WikiLeaks la libertà gli è stata concessa su cauzione dall’Alta Corte di Londra dopo un accordo raggiunto con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, il fondatore di WikiLeaks avrebbe «accettato di dichiararsi colpevole dell’accusa di cospirazione per aver ottenuto e diffuso informazioni sulla difesa nazionale». Questo l’accordo che i suoi legali avrebbero raggiunto con il Dipartimento di Giustizia americano, che farà in modo che il pubblico ministero possa chiedere una condanna a 62 mesi di carcere, tempo che equivale al periodo che Assange ha già scontato nel Regno Unito mentre combatteva contro l’estradizione.

«Julian Assange ha lasciato il carcere di massima sicurezza di Belmarsh la mattina del 24 giugno, dopo avervi trascorso 1901 giorni. Gli è stata concessa la libertà su cauzione dall’Alta Corte di Londra ed è stato rilasciato nel pomeriggio all’aeroporto di Stansted, dove si è imbarcato su un aereo ed è partito dal Regno Unito. Questo è il risultato di una campagna globale che ha coinvolto organizzatori di base, attivisti per la libertà di stampa, legislatori e leader di tutto lo spettro politico, fino alle Nazioni Unite. Ciò ha creato lo spazio per un lungo periodo di negoziati con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, che ha portato a un accordo che non è stato ancora formalmente finalizzato. Forniremo maggiori informazioni il prima possibile. Dopo più di cinque anni in una cella di 2×3 metri, isolato 23 ore al giorno, presto si riunirà alla moglie Stella Assange e ai loro figli, che hanno conosciuto il padre solo da dietro le sbarre. WikiLeaks ha pubblicato storie rivoluzionarie di corruzione governativa e violazioni dei diritti umani, ritenendo i potenti responsabili delle loro azioni. In qualità di caporedattore, Julian ha pagato duramente per questi principi e per il diritto delle persone a sapere. Mentre ritorna in Australia, ringraziamo tutti coloro che ci sono stati accanto, hanno combattuto per noi e sono rimasti totalmente impegnati nella lotta per la sua libertà. La libertà di Julian è la nostra libertà», questo il comunicato integrale [2] rilasciato da WikiLeaks.