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A Malaga migliaia di persone hanno protestato contro i danni del turismo

Nella Spagna del sud, la città di Malaga ha vissuto una intensa giornata di mobilitazione con migliaia di persone che sono scese in strada per chiedere che vengano intraprese misure per contrastare i danni del turismo di massa. In particolare, i cittadini chiedono innanzitutto misure concrete per frenare il fenomeno degli affitti brevi e contrastare l’aumento dei prezzi degli affitti per i residenti sul mercato immobiliare, giunto a livelli considerati insostenibili. In Spagna le iniziative popolari contro le conseguenze del turismo si stanno moltiplicando e la protesta di Malaga segue di poche settimane un’analoga mobilitazione che ha interessato le isole Canarie.

La manifestazione, dallo slogan “Málaga per vivere, non per sopravvivere”, ha visto, secondo i dimostranti, circa 25.000 adesioni, mentre le forze dell’ordine spagnole hanno stimato circa 5.000 partecipanti. Il corteo arriva dopo tre mesi di incontri e processi di organizzazione, che hanno visto protagonisti cittadini, attivisti, e sindacati come il Sindacato delle inquiline e degli inquilini di Málaga [1]. I manifestanti sono partiti da Plaza de la Merced e hanno simbolicamente girato attorno al centro storico “dal quale siamo stati espulsi” per poi entrarvici a fine manifestazione, in modo da sottolineare che Málaga “non è un parco tematico di attrazione” per turisti e speculazione. Alla fine del corteo, i cittadini si sono così “riappropriati” del centro, confluendo nella centrale Piazza della Costituzione, dove si è tenuto il presidio di fine manifestazione con la lettura del manifesto e gli interventi.

Nello specifico, i dimostranti chiedono un cambio del modello turistico che permetta un “degno” ritorno alle logiche cittadine. Al primo posto tra le richieste, la limitazione delle case turistiche, che nella città spagnola, stando alle stime dello stesso sindacato degli inquilini, avrebbero ormai superato quota 12.000. Queste, sottolinea il sindacato, starebbero aumentando vertiginosamente, e porrebbero Málaga sul gradino più basso del podio delle città spagnole con il maggior numero di case dedicate ai turisti, dietro alle sole Madrid e Barcellona. Molte tra le nuove affittanze turistiche, secondo la stessa organizzazione, sarebbero inoltre fuori norma. Il numero di case riservate ai turisti è un problema che va di pari passo con il forte aumento dei prezzi delle abitazioni che da anni colpisce la città spagnola. Secondo le statistiche di Idealista [2] è anni ormai che il costo della compravendita delle case risulta in aumento, tanto da avere toccato i massimi storici da almeno il 2006. Situazione analoga anche per gli affitti [3], mai così alti dall’inizio della registrazione dei dati.

Málaga non è la prima città spagnola a sollevarsi contro l’incombente fenomeno del turismo di massa. Ad aprile i cittadini delle Canarie si sono riuniti per la prima volta nella loro storia in una manifestazione congiunta contro il turismo che da anni soffoca le isole, e in generale la questione è molto sentita anche in grandi poli di attrazione come le Baleari e Barcellona [4], che da anni lotta contro la speculazione turistica.

[di Dario Lucisano]