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Sostanze tossiche nei cosmetici, tocca a intimo e bagno schiuma: i marchi coinvolti

Torna ad allungarsi la lista di sostanze che contengono Lilial, sostanza vietata dalla Commissione Europea nel 2022 in quanto dannosa per il sistema riproduttivo (per questo definita «reprotossica») e lo sviluppo del feto, che potrebbe causare anche irritazioni cutanee. Si tratta, come negli altri casi, di prodotti con vecchie formulazioni ma ancora in circolazione, che la Guardia di Finanza sta procedendo a sequestrare in tutta Italia. Va segnalato che gli stessi prodotti della lista sono stati oggetto di nuove formulazioni e potrebbero non contenere il Lilial nella lista degli ingredienti; in tal caso, essi possono essere utilizzati tranquillamente. I nuovi prodotti ritirati e segnalati al Rapex (il sistema di allerta europeo per i prodotti dannosi per la salute) sono [1]:

Solamente dall’inizio di luglio di quest’anno, sono quasi duecento [2] i prodotti ritirati in quanto contengono questa sostanza, ovvero:

La lista si allunga notevolmente considerando tutti i prodotti [3] ritirati a partire dal settembre 2023. Il Lilial era già stato inserito [4] in una lista di 26 sostanze allergizzanti potenzialmente cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione attraverso il regolamento 2021/1902. Le aziende avevano tempo fino al 1° marzo 2023 per ritirare dal commercio i prodotti contenenti questa sostanza ma, nonostante ciò, molti di questi si trovano ancora in commercio. Secondo Cosmetica Italia, l’associazione di categoria di Confindustria che rappresenta i produttori di settore, «i produttori non sono responsabili né obbligati a ritirare dal commercio i prodotti immessi prima che scattasse il divieto» e «sono quindi i distributori che devono preoccuparsi di togliere dal commercio e stoccare in un deposito ad hoc i prodotti contenenti la sostanza tossica per avviarli poi alla distruzione». Appare dunque piuttosto evidente che il continuo incremento della lista di prodotti tossici ritirati sia la conseguenza di uno scarico di responsabilità tra produttori e distributori in cui, a rimetterci, sono i consumatori.

[di Valeria Casolaro]