Napoli si sta trasformando in un souvenir a cielo aperto, complice il vortice di turistificazione che si è abbattuto ai piedi del Vesuvio. Una tempesta che comporta e normalizza l’espulsione degli abitanti dai luoghi di vita per fare spazio ai turisti mordi e fuggi, che in media restano nel capoluogo campano per appena tre giorni. La trasformazione della città è accompagnata dalla retorica del turismo come fenomeno intoccabile generante ricchezza, che però si guarda bene dallo specificare chi intasca il profitto e chi invece partecipa alla sua creazione in una condizione di subalternità. Depri...
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