L’aria della Pianura Padana è tornata a essere irrespirabile. Da giorni, i livelli di polveri sottili hanno superato ogni limite di sicurezza, con concentrazioni di PM10 e PM2.5 che mettono seriamente a rischio la salute pubblica. A certificarlo i dati provenienti dalle centraline in tutte le principali città. A Milano, ad esempio, le centraline Arpa hanno registrato una concentrazione media di Pm10 di 82,12 microgrammi per metro cubo (µg/m³), ben oltre i limiti considerati tollerabili per la salute umana che sono di 50 µg/m³. In Europa il solo inquinamento da polveri sottili e ultrasottili è considerato causa di circa 400 mila decessi ogni anno.
«La Lombardia continua a respirare un’aria semplicemente tossica: solo la pioggia o il vento previsti potranno portare sollievo alla nostra salute respiratoria e cardiovascolare», ha scritto Legambiente in una nota stampa, sottolineando che «nessuna misura è stata ancora una volta attivata in Lombardia, a differenza di quanto fatto invece in Piemonte ed Emilia-Romagna, né per la limitazione del traffico motorizzato, né per la sospensione temporanea degli spandimenti di liquami zootecnici che, in questo periodo dell’anno, in cui gli agricoltori svuotano le loro cisterne di liquami accumulati durante l’inverno per ‘ingrassare’ i campi, costituiscono la prima fonte di emissione di ammoniaca e di molecole organiche volatili responsabili della formazione di particolato sospeso». L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indica come soglia di sicurezza per il particolato ultrafine un valore di 5 microgrammi per metro cubo, ma in molte località si sono registrati picchi fino a 100 microgrammi per metro cubo. Un dato venti volte superiore a quello raccomandato, che certifica l’emergenza ambientale in atto.
Per particolato fine (PM 2,5) si intendono le particelle inquinanti solide e liquide sospese in aria con un diametro compreso tra 0,1 e 100 micrometri. Sono quelle di dimensioni più piccole causate dalla combustione, ovvero in particolar modo dal traffico automobilistico di auto a combustibili fossili, dal riscaldamento (in particolare quello a legna), dagli impianti per la produzione di energia e da molti altri processi industriali. È considerato più pericoloso per la salute umana rispetto al PM10, insieme di particelle derivanti da combustioni, processi industriali e attività agricole che possono essere inalate e raggiungere le vie respiratorie superiori.
I dati confermano dunque ancora una volta la fragilità del sistema ambientale padano, un’area in cui la conformazione geografica, la densità abitativa e l’attività economica rendono la qualità dell’aria un problema cronico. «Il potenziale inquinante delle attività che si svolgono nella nostra regione resta troppo alto, insieme alle misure di mitigazione occorre anche ripensare il sistema agroalimentare della Lombardia, puntando ad un equilibrio territoriale che riduca il carico di attività inquinanti, a partire dagli allevamenti intensivi, in rapporto al territorio e alla sua fragilità ambientale», ha dichiarato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. D’altronde, le statistiche fenomeno dell’inquinamento nella Pianura Padana sono impietose ormai da anni: le rilevazioni sulla qualità dell’aria progressivamente diramate dall’Agenzia europea dell’ambiente (EEA) la indicano come la regione più inquinata dell’Europa occidentale. Nel 2020 e nel 2022, l’Italia è stata già condannata dalla Corte di Giustizia UE per aver sforato ripetutamente, dal 2008 al 2017, i limiti giornalieri sia di particolato fine che di biossido d’azoto.
L’anno scorso, oltre trecentomila cittadini lombardi hanno presentato manifestazioni di interesse per una class action contro i livelli di smog della Pianura Padana e della città di Milano, chiedendo il risarcimento di danni fisici e morali. Considerando i dati scientifici che evidenziano la correlazione tra inquinamento e morti premature, la causa mirava in particolare a smuovere le istituzioni affinché intervenissero in maniera sistematica sulla questione. Un obiettivo che, come da ultimo dimostra anche la cronaca di questi giorni, non è stato raggiunto.
[di Stefano Baudino]