domenica 6 Aprile 2025

Il Consiglio Europeo ha approvato il piano von der Leyen per il riarmo

«Questo è un momento spartiacque per l’Europa e per l’Ucraina come parte della nostra famiglia europea». Con queste parole, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha presentato ai leader dell’UE il nuovo piano di riarmo europeo, denominato “ReArm Europe”. Duplice l’obiettivo: da un lato rafforzare le capacità militari del continente di fronte alle crescenti tensioni geopolitiche, dall’altro fornire sostegno diretto all’Ucraina. Di fianco a lei c’era il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, giunto a Bruxelles per partecipare al Consiglio straordinario UE. Le conclusioni sulla parte della difesa sono state adottate all’unanimità dai leader degli Stati membri, mentre quelle sull’Ucraina sono state adottate da 26 Paesi, con la sola contrarietà dell’Ungheria di Orbán.

Nella cornice del vertice, Von der Leyen ha ribadito che l’Europa si trova ad affrontare un pericolo chiaro e immediato e che il piano ReArm Europe risponde a questa necessità con un aumento significativo della spesa per la difesa. «Non c’è bisogno di descrivere la natura grave delle minacce che affrontiamo – ha affermato -. La vera domanda è se l’Europa è pronta ad agire con la velocità e l’ambizione necessarie». Diversi i punti principali del piano, che ha ottenuto il semaforo verde del Consiglio. In primis, si prevede che gli Stati membri potranno aumentare significativamente le spese militari senza incorrere nelle restrizioni del Patto di stabilità e crescita, generando fino a 650 miliardi di euro di investimenti nei prossimi quattro anni. Si mette mano inoltre alla creazione di un fondo da 150 miliardi di euro per prestiti agli Stati membri destinati a investimenti nel settore della difesa, aprendo all’utilizzo del bilancio dell’UE per incentivare investimenti militari attraverso programmi della politica di coesione e altri strumenti finanziari comunitari. Si prevede poi il coinvolgimento del settore finanziario privato nella produzione e nello sviluppo di tecnologie per la difesa e una revisione dello statuto della Banca Europea degli Investimenti, che potrà finanziare l’industria della difesa.

Zelensky ha accolto con favore il piano di von der Leyen, sottolineando l’importanza del continuo supporto europeo nella guerra contro la Russia. «Siamo molto grati di non essere soli. E queste non sono solo parole, lo sentiamo», ha dichiarato il presidente ucraino. Il piano prevede infatti la possibilità per i paesi europei di investire nell’industria della difesa ucraina o fornire direttamente equipaggiamenti militari a Kiev. Il Patto, ha detto von der Leyen, «è a vantaggio del riarmo dell’Europa, del riarmo dell’Unione europea, ma anche dell’armamento dell’Ucraina nella sua lotta esistenziale per la sua sovranità e integrità territoriale». Contestualmente, in una dichiarazione alla stampa la presidente della Commissione UE ha ringraziato Zelensky per essere approdato a Bruxelles, parlando di «un momento molto importante per dimostrare che siamo al fianco dell’Ucraina per tutto il tempo necessario».

Il piano ReArm Europe è stato accolto con favore da diversi leader europei, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz, che hanno sottolineato l’importanza di una strategia comune per garantire la sicurezza dell’Europa. Tuttavia, alcuni Stati membri, tra cui l’Ungheria di Viktor Orbán, hanno espresso perplessità sulla possibilità di aumentare la spesa militare senza compromettere gli equilibri di bilancio nazionali. Zelensky, nel frattempo, ha avuto un bilaterale con Macron, che ieri aveva denunciato una minaccia russa all’Europa intera e proposto di estendere l’ombrello nucleare francese al continente. Dopo aver ringraziato Macron per la sua «posizione chiara nel sostenere l’Ucraina e per la necessità di misure nuove e più serie per proteggere l’intera Europa», il presidente ucraino ha reso noto su Telegram che l’11 marzo si terrà una riunione a livello dei rappresentanti militari dei Paesi «volenterosi» per il sostegno a Kiev. Parallelamente, la Russia continua a consolidare la sua posizione nelle regioni occupate del Donbass, mentre i negoziati tra Mosca e Washington avanzano senza il coinvolgimento diretto dell’UE. Nel frattempo, dopo la lite avuta con Trump nello studio ovale la scorsa settimana, Zelensky ha confermato di aver ripreso a collaborare con gli USA, dicendo che i funzionari dei due Paesi dovrebbero incontrarsi la prossima settimana.

[di Stefano Baudino]

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6 Commenti

  1. Purtroppo la SUPERBIA dei nostri leader ci ha portato a questo: non volere ammettere di avere sbagliato FIN DALL’INIZIO a considerare che la ragione fosse tutta dalla parte di Zelensky, e questo per fare contenti gli americani. Ed ora che con Trump tutto è cambiato, questi leader UE da Operetta, si ostinano a fare opposizione a Trump come fossero in campagna elettorale. Per giunta fa molto male notare come sia Macron che Scholz parlano come se rappresentassero i loro Popoli. Proprio loro che governano grazie a squallidi accordi di minoranze. Purtroppo siamo in mano a presuntuosi, e noi tutti pagheremo terribilmente la loro presunzione.

  2. Semplicemente criminali, l’unico paese in grado di difendere la Groenlandia dalle mire USA evidentemente è la Russia, solo la scema von del cazz non lo capisce, come non capisce che i Russi non vogliono gestire non Slavi, neanche per tutto l’oro del mondo.

  3. Repetita iuvant… La finanza internazionale e soprattutto americana (Blackrock e Vanguard) sono passati dal green, attraverso il farmaco, alle armi. La strategia è sempre la stessa; incutere paura: prima della CO2 e del riscaldamento climatico, poi della pandemia e adesso della belligeranza russa. I manovrabili, già assoldati a suo tempo, sono sempre gli stessi con poche modifiche, i margini di guadagno in netto aumento.

  4. Spero che Putin, il male assoluto, secondo la von Der bomben bombardi quel quartiere di Bruxelles dove ci sta il parlamento e i lobbisti delle armi.
    Oppure che i politici vadano in prima linea sul fronte Ucraino a beccarsi l’esercito russo in faccia.
    Ma tanto ci vanno i poveracci in guerra mica i magnasoldi. Ora che i neo conservatori americani sono lasciati a se stessi da Trump, hanno trovato terreno fertile a Bruxelles

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