La Finlandia, entrata nell’Alleanza Atlantica nel 2023, ha annunciato che intende abbandonare la Convenzione di Ottawa che vieta l’uso, la produzione e lo stoccaggio delle mine antiuomo. Allo stesso tempo, ha reso noto che aumenterà le spese per la difesa portandole al 3% del Pil entro il 2029. Entrambe le decisioni dovrebbero servire a fronteggiare quella che la nazione nordeuropea considera la crescente minaccia militare proveniente dalla Russia. «Il ritiro dalla Convenzione di Ottawa ci darà la possibilità di prepararci ai cambiamenti nell’ambiente della sicurezza in modo più versatile» ha affermato il primo ministro Petteri Orpo, il quale però ha anche precisato che non esiste una minaccia militare immediata, pur ribadendo che la Russia rappresenta una minaccia a lungo termine per tutta l’Europa. La decisione non riguarda solo la Finlandia: si tratta, infatti, di un approccio che accomuna diversi Paesi europei, tra cui gli Stati Baltici e la Polonia, che già il mese scorso avevano annunciato di volere uscire dalla convenzione che vieta le mine antiuomo. Il tutto avviene in un clima di crescente bellicismo che sta caratterizzando l’intera UE, mentre gli Stati Uniti di Donald Trump stanno lavorando a un cessate il fuoco che però al momento si profila ancora lontano.
In merito all’aumento delle spese per la difesa, il presidente Alexander Stubb ha scritto in un post su X che «Questo è un aspetto del contributo della Finlandia affinché l’Europa si assuma una maggiore responsabilità per la propria difesa». Allo stesso tempo, il primo ministro finlandese ha specificato che Helsinki stanzierà tre miliardi di euro aggiuntivi, aumentando il livello di spesa militare dal 2,41% del 2024 al 3% del prodotto interno lordo entro il 2029. Per quanto riguarda il ritiro dalla Convenzione di Ottawa, il ministro dell’Agricoltura e delle Foreste, Sari Essayah, ha voluto rassicurare l’opinione pubblica asserendo che «La Finlandia utilizzerà le mine in modo responsabile, ma è un deterrente di cui abbiamo bisogno». Gli annunci arrivano in un momento in cui gli Stati Uniti sembrano intenzionati a non fornire più il loro ombrello di difesa alle nazioni europee creando un divario tra le due sponde dell’Atlantico. Circostanza che ha spinto l’Ue a intensificare i piani di riarmo fomentando anche un clima di isteria bellicista ai vertici della comunità europea.
La Finlandia, che ha aderito alla NATO nel 2023 abbandonando la sua storica neutralità, ha cominciato a considerare la possibilità di ritirarsi dal trattato internazionale sulle mine antiuomo quando i vertici militari hanno allertato il governo sulla questione, facendo notare l’uso di tali ordigni da parte della Russia in Ucraina. La Russia, infatti, insieme a Stati Uniti e Cina, non ha aderito alla Convenzione di Ottawa del 1997. Secondo Amnesty International, le mine antiuomo sono state utilizzate regolarmente in Ucraina in seguito allo scoppio della guerra nel 2022, rendendola uno dei più grandi campi minati al mondo. Secondo il Landmine Monitor 2023, l’Ucraina ha registrato 608 vittime di mine nel 2022. Un maggior numero di vittime per questo tipo di ordigni si registra solo in Siria (834). Da parte sua, la Finlandia è stato l’ultimo Stato dell’Ue a firmare la Convenzione, ratificata o sottoscritta da oltre 160 Paesi, e dal 2012 ha distrutto oltre un milione di mine antiuomo. Queste ultime sono progettate per essere nascoste nel terreno e detonare automaticamente quando qualcuno ci cammina sopra o passa nelle loro vicinanze. La maggior parte delle vittime delle mine sono spesso proprio i civili che continuano a morire anche una volta terminate le guerre, in quanto i terreni spesso non vengono bonificati.
Per abbandonare il trattato contro le mine antiuomo, Helsinki dovrà avere l’approvazione del parlamento finlandese e si prevede che non vi saranno difficoltà in tal senso, dato l’ampio sostegno alla proposta dei partiti di maggioranza e di opposizione. La Finlandia, come gli altri Paesi europei, ha deciso di armarsi e di prepararsi per una guerra contro la Russia, nonostante l’inversione di tendenza degli Stati Uniti, piuttosto che intraprendere la via della diplomazia. La strada del riarmo è quella privilegiata dalle nazioni europee anche per riconvertire la loro industria, provata da una profonda crisi economica. In questa cornice, in cui spicca in particolare la Germania, gli Stati baltici e i Paesi nordici come la Finlandia non fanno eccezione e sono anzi quelli più propensi al riarmo, spinti dalla loro storica ostilità verso Mosca.
Da anni i Finlandesi sono tra i primi nei test Invalsi per quanto riguarda il grado di istruzione. Questo è il classico esempio che istruzione ed intelligenza raramente vanno di pari passo ed anzi spesso l’ istruzione acritica è l’ anticamera della stupidità. Scordiamoci velocemente di imitare i Paesi Scandinavi.
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“La Finlandia utilizzerà le mine in modo responsabile”
Questi pensano che siamo tutti dei cojoni…