Il procuratore generale USA, Pam Bondi, ha ordinato ai procuratori federali di chiedere la pena di morte per Luigi Mangione, accusato dell’omicidio del CEO di UnitedHealthcare, Brian Thompson. La decisione segue un ordine esecutivo di Trump che impone la pena capitale per reati gravi. Mangione è stato incriminato a livello federale il 19 dicembre 2024 e il crimine è stato classificato come “violenza politica”. La condanna a morte sarebbe possibile in caso di verdetto unanime della giuria. Mangione, che ha rivendicato l’omicidio, è al centro di un vasto movimento di solidarietà popolare per aver agito per condannare le pratiche con le quali le assicurazioni sanitarie mandano sul lastrico i cittadini americani.
Era l’alba del 4 dicembre 2024 quando Brian Thompson, appena uscito dal suo hotel di lusso a Manhattan, veniva raggiunto da tre colpi di pistola. L’assassino, con il volto coperto, si dileguava rapidamente, facendo perdere le sue tracce. Tuttavia, la fitta rete di telecamere di New York ha permesso agli investigatori di risalire alla sua identità. Dopo un breve periodo di latitanza, Luigi Mangione è stato arrestato il 9 dicembre in un McDonald’s di Altoona, Pennsylvania, grazie alla segnalazione di un dipendente che lo aveva riconosciuto dalle immagini diffuse dalla polizia. Al momento dell’arresto, il giovane era in possesso di una pistola stampata in 3D, un silenziatore, documenti falsi e un manifesto in cui attaccava le compagnie assicurative private, definite «parassiti». Mangione ha dichiarato di aver agito per vendicare le sofferenze di chi non può permettersi cure adeguate negli Stati Uniti, Paese con il sistema sanitario più costoso al mondo ma al 42° posto per aspettativa di vita.
La decisione di Pam Bondi di chiedere la pena di morte per il giovane è coerente con la politica di Trump, che ha ripristinato la pena capitale per i reati più gravi dopo una moratoria federale durata dal 2021. «L’omicidio di Brian Thompson è stato un assassinio premeditato e a sangue freddo che ha scioccato l’America», ha dichiarato Bondi. Tuttavia, la pena capitale non è automatica: spetterà alla giuria di Manhattan decidere l’eventuale condanna. Mangione sta affrontando per lo stesso fatto due processi separati: a quello federale se ne aggiunge infatti un altro dello Stato di New York, dove l’imputato rischia una condanna all’ergastolo ostativo, essendo stata la pena di morte abolita nel 2007. Negli Stati Uniti, a differenza che nel nostro Paese, la medesima azione criminale può essere infatti perseguita contemporaneamente da due distinte autorità.
Luigi Mangione, noto per il suo passato brillante, ha sempre frequentato scuole prestigiose: si è diplomato da primo della classe alla Gilman School e ha poi conseguito laurea e master in informatica all’Università della Pennsylvania. Cresciuto nel comfort di una famiglia benestante, ha avuto un percorso accademico e professionale invidiabile. Tuttavia, la sua vita ha subito un drastico cambiamento quando, a seguito di un intervento chirurgico fallito per una spondilolistesi, il giovane ha attraversato una crisi personale che lo ha portato a isolarsi e a nutrire un profondo risentimento verso il sistema capitalistico. Nei suoi scritti, Mangione ha espresso ostilità verso le mutue private, definendole «mafiosi diventati troppo potenti» e accusandole di sfruttare il Paese per accumulare profitti a discapito della salute dei cittadini.
L’assassinio di Thompson ha avuto un forte impatto mediatico, dividendo l’opinione pubblica. Molti lo considerano un atto di terrorismo politico, mentre altri lo vedono come una forma estrema di protesta contro le speculazioni della sanità privata. La popolarità di Mangione ha superato i confini nazionali: una campagna di raccolta fondi per le sue spese legali ha raggiunto 775mila dollari. Sin dai primi istanti dopo la cattura di Luigi Mangione, l’assassino dell’amministratore delegato di UnitedHealthCare, dal web è emerso un ingente moto di solidarietà nei confronti del ragazzo. In rete hanno iniziato a circolare meme, battute, commenti di vicinanza e pagine dedicate al giovane informatico. C’è chi è arrivato a scrivere canzoni sulle sue azioni e chi ha disegnato magliette raffiguranti l’attimo che precede l’omicidio, stampato sotto le stesse parole incise sui proiettili che hanno colpito Brian Thompson. Non appena il nome di Mangione è uscito sui giornali del Paese, la popolarità del ragazzo è schizzata alle stelle. I suoi profili social hanno guadagnato centinaia di migliaia di follower e sui maggiori canali è esploso l’hashtag (una parola o frase preceduta dal simbolo del cancelletto, utilizzata per categorizzare e rendere facilmente ricercabili i contenuti) di tendenza #FreeLuigi.
Ricordo una curiosità statistica che le condanne a morte sono inversamente proporzionali agli studi conseguiti, vedremo se la statistica verrà confermata oppure stravolta.