Il PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) «deve deporre le armi e sciogliersi». Lo storico appello di Abdullah “Apo” Öcalan, leader e fondatore del PKK, ha scosso a fine febbraio l’universo dei curdi, il più grande popolo senza patria del mondo: 40 milioni di persone divise tra Turchia, Iran, Iraq e Siria, storicamente emarginate e represse. Per molti di loro Apo non è solo un simbolo, ma un capo indiscusso. Il cui carisma è stato, se possibile, accresciuto da un quarto di secolo trascorso in isolamento nell’isola-prigione di İmralı, senza mai rinnegare la causa del suo popolo né la lotta ...
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