Dopo una battaglia condotta con centinaia di migliaia di email, migliaia di telefonate, imponenti campagne social e persino dopo aver fatto volare una mongolfiera sopra la sua sede centrale in Italia, la casa di moda Max Mara ha confermato di non vendere prodotti realizzati con pellicce da alcune stagioni e che assicurato che anche i prodotti realizzati in futuro seguiranno tali linee guida. Lo riporta una nota interna aziendale destinata ai dipendenti, nella quale si legge che non c’è «nessuna intenzione» di introdurre «prodotti realizzati con pelliccia nelle prossime collezioni di Max Mara».
Max Mara è una casa di moda italiana con sede a Reggio Emilia appartenente alla società Max Mara Fashion Group (MMFG) che si occupa di progettazione, produzione e vendita di abbigliamento femminile. La società è stata fondata nel 1951, ad oggi conta oltre 2.500 negozi in 105 paesi del mondo ed è nota alle associazioni animaliste per la produzione di guanti di visone, polsini in pelliccia di volpe e portachiavi a forma di cane procione. Dopo mesi di battaglia, la casa di moda ha confermato di aver smesso di vendere prodotti realizzati con pellicce, facendo festeggiare diversi attivisti e associazioni a tutela degli animali. In un comunicato interno destinato al personale infatti, Max Mara scrive: «La Compagnia non vende, né online né in nessuno dei suoi punti vendita fisici, alcun prodotto realizzato con pelliccia, né vi è presente l’intenzione di introdurre qualsiasi prodotto realizzato con pelliccia nelle prossime collezioni di MaxMara». Ad ulteriore conferma vi sono le dichiarazioni di un dirigente, che ha affermato: «Max Mara, compreso il MMFG e tutte le sue filiali, ha adottato una policy fur-free e non ha intenzione di introdurre la pelliccia in nessuna delle prossime collezioni per nessuno dei marchi del MMFG». Il colosso della moda precisa, tuttavia, che si tratta di «una scelta» e non di una modifica delle politiche aziendali. Un modo, verosimilmente, per affermare che non è detto che l’azienda non possa ricominciare a produrre vestiti in pelliccia nelle prossime stagioni.
In tutti i casi, la conferma del fatto che la casa di moda non produca più prodotti realizzati con pellicce ha soddisfatto comunque ambientalisti come Martina Pluda, Direttrice per l’Italia di Humane Society International/Europe, la quale ha dichiarato: «Siamo lieti di congratularci finalmente con il Max Mara Fashion Group per essersi unito ai numerosi gruppi di moda, marchi e rivenditori che hanno già preso la decisione etica di eliminare le pellicce dalle loro collezioni e dai loro scaffali. Sembra che la voce degli attivisti di tutto il mondo e il messaggio inviato a febbraio da Lav e HSI/Europe, con una mongolfiera in volo sopra la sede di Max Mara a Reggio Emilia, abbiano contribuito a convincere il gruppo a fare la cosa giusta».
[di Roberto Demaio]
Beh, da decenni vado spesso in Germania e da decenni non ci sono più “signore” a zonzo a fare shopping con la pelliccia. Mentre lo scorso inverno in Val Gardena numerose “signore” italiane si mostravano come Inuit nell’ inverno polare. Forse non è solamente un problema di MaxMara…
A VOLTE SI VINCE….
La partecipazione reale dal basso può sconfiggere quella simulata e pilotata dall’alto. Il futuro non è scritto e la lotta paga. Se ci consideriamo sempre già sconfitti, allora siamo già sconfitti. In fondo, è proprio di questo che ci vogliono convincere.
PASSO DOPO PASSO IL CAMMINO VERSO LA LIBERAZIOBNE PROSEGUE