Dalla fine di dicembre vasti incendi boschivi stanno colpendo l’area andina del sud dell’Argentina, in Patagonia, costringendo migliaia di persone all’evacuazione e distruggendo abitazioni, infrastrutture e foreste. La zona più colpita è quella di Epuyen, nella provincia di Chubut dove le fiamme, alimentate da temperature elevate, siccità prolungata e forti venti, hanno raggiunto in poche ore zone le zone abitate, sorprendendo residenti e turisti e rendendo necessario l’intervento delle brigate antincendio e dell’esercito.
Secondo le autorità locali, il rogo che ha colpito Epuyén è uno dei più gravi registrati negli ultimi anni. Le operazioni di spegnimento sono rese difficili dalle condizioni climatiche estreme e dalla vastità dell’area interessata. Un’emergenza che si inserisce in una stagione segnata da incendi sempre più frequenti e intensi, sullo sfondo di una crisi climatica che colpisce duramente i territori del sud dell’Argentina.
Il panorama è apocalittico, con colonne di fumo che si alzano da entrambi i lati del monte Cerro Pirque e una costante pioggia di cenere, mentre le fiamme hanno già devastato più di 6500 ettari di territorio. Secondo i media locali l’incendio ha riguadagnato forza ieri pomeriggio, quando i forti venti hanno alimentato il fuoco spingendolo sul versante orientale della montagna, verso la Route 40, una delle arterie stradali più importanti dell’Argentina che, nel tratto che passa da Epuyén, svolge una funzione chiave di collegamentodella Patagonia andina. Sono diverse le testimonianze di persone costrette a fuggire, mentre l’incendio dalla Route 40 si spostava verso Coihue Hill, tra la laguna di El Plesiosaurio e il ranch Las Mercedes.
Abel Nievas, Segretario delle Foreste della provincia di Chubut, ha raccontato a La Nacion che: “La situazione è complessa; l’incendio è estremamente attivo. Stiamo cercando di contenere le fiamme che avanzano lungo il fianco sinistro, nella zona di Pedregoso. Abbiamo tentato di evacuare tutti dalla zona e l’incendio l’ha attraversata. Probabilmente diverse case saranno colpite”. E poi racconta che: “Abbiamo anche due grandi fronti di incendio: uno vicino a El Monasterio, il fianco destro dell’incendio, sopra il lago Epuyén, che minaccerà l’area intorno a Puerto Bonito. E poi un altro fronte che brucia attraverso il ranch di Leleque, che sta avanzando rapidamente verso sud-est. Stiamo lavorando lì con macchinari pesanti, cercando di contenere quel fianco”. Nel frattempo Ignacio Torres, governatore di Chubut, ha ordinato l’evacuazione di oltre 3mila turisti e lanciato un appello: “Dobbiamo fare di tutto per proteggere la Cordigliera delle Ande e i suoi abitanti”.
Secondo Nievas: “La gente è piuttosto esausta. Ora stanno arrivando altri 75 vigili del fuoco da Córdoba ed Entre Ríos. Attualmente, circa 550 persone stanno lavorando per combattere l’incendio, tra vigili del fuoco e personale di supporto”. Per il Segretario delle foreste il problema principale: “È la siccità estrema; l’avevamo previsto. Sapevamo che la situazione era complessa, ma non immaginavamo che sarebbe stata così”. Le autorità hanno diramato avvisi spiegando che la città di Epuyén potrebbe dover essere presto evacuata se le fiamme dovessero raggiungere Puerto Bonito.
“Il problema che abbiamo oggi è l’enorme quantità di vegetazione disponibile per essere bruciata, che è sconcertante. La siccità è un fattore chiave. Faccio questo lavoro da quasi 35 anni, sono un vigile del fuoco da 40, ho dedicato tutta la mia vita al fuoco e non abbiamo mai vissuto una situazione simile”, ha dichiarato Nievas.










