Nel comune di Caivano, nella provincia napoletana, ed in quelle di Caserta, Benevento, Bergamo, Isernia, Imperia, Forlì-Cesena e Cosenza, i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, supportati dai Comandi Arma territorialmente competenti, hanno eseguito una misura cautelare personale emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 49 individui. Questi ultimi sono stati ritenuti vicini al clan “Sautto-Ciccarelli” e sono stati accusati di: associazione finalizzata al traffico di droga, detenzione ai fini di spaccio nonché reati aggravati da metodo e finalità mafiose.
La propaganda pro-Tav è finanziata con 8 milioni di euro pubblici
La Telt, azienda che ha il compito di realizzare la Tav (linea ferroviaria ad alta velocità Torino – Lione), ha recentemente pubblicato una gara d’appalto per la comunicazione per i prossimi quattro anni avente un valore complessivo di 8 milioni di euro. Si tratta di 2 milioni di denaro pubblico che ogni anno verranno spesi per sostenere la propaganda in favore di questa opera: la Telt, infatti, è un’azienda francese di proprietà al 50% dello Stato francese e al 50% delle Ferrovie dello Stato Italiane. Le aziende vincitrici dell’appalto dovranno occuparsi in Francia e in Italia, tra l’altro, di: progettazione e realizzazione di contenuti editoriali e grafiche, monitoraggio delle opinioni, monitoraggio dei media, relazioni con la stampa, supporto per l’organizzazione di eventi come visite dei cantieri, esposizioni ed eventi culturali.
La decisione di cercare di convincere le persone ad avere un’opinione favorevole nei confronti della Tav è probabilmente legata al fatto che molti cittadini nutrono dubbi nei confronti di quest’opera. In tal senso il movimento «No tav», formato da gruppi di cittadini che da più di 20 anni si oppongono alla costruzione della Tav, ritiene che essa sia inutile, dannosa per l’ambiente ed economicamente insostenibile. Per questi motivi, molte proteste sono state fatte nel corso del tempo contro la realizzazione della Tav, ultima in ordine di tempo quella tenutasi nelle scorse settimane a San Didero, in Val di Susa, zona che è stata occupata militarmente per consentire lo svolgimento dei lavori per il nuovo autoporto, nel quale saranno predisposti piazzali di sosta e servizi per i mezzi pesanti.
[di Raffaele De Luca]
Afghanistan: bomba colpisce autobus, almeno 11 morti e 28 feriti
In Afghanistan, nella provincia di Zabul, durante la notte una bomba posizionata sul ciglio di una strada ha colpito un autobus provocando la morte di almeno 11 persone e ferendone altre 28. L’incidente è stato riportato dal portavoce del ministero degli Interni, Tareq Arian. Tale attacco è stato effettuato poche ore prima che i talebani annunciassero un cessate il fuoco della durata di tre giorni in occasione della festa, denominata Eid al-Fitr, che si terrà questa settimana in onore della fine del Ramadan.
Italia, il coprifuoco ormai non regge più: violazioni ovunque
Nonostante in Italia sia ancora presente il coprifuoco alle ore 22:00, negli ultimi giorni in diverse città italiane i cittadini lo hanno volontariamente violato: Napoli, Firenze e Milano sono solo alcune delle città in cui le persone hanno dato vita ad una vera e propria disobbedienza civile.
A Napoli, centinaia di cittadini sono rimasti in piazza dopo le 22:00. Nello specifico a Largo Banchi Nuovi, nel centro storico di Napoli, centinaia di persone prive di mascherina hanno violato il coprifuoco al grido di «Libertà». Vi è stato poi l’intervento delle forze dell’ordine: in una nota del comando provinciale dei Carabinieri si legge che questi ultimi sono intervenuti per evitare criticità di ordine pubblico e che complessivamente nella notte tra sabato e domenica sono state sanzionate 52 persone, dispersi centinaia di ragazzi dalle piazze più affollate del centro e diffidati 2 bar.
Anche a Milano i cittadini non hanno rispettato tale restrizione. Nella serata di venerdì, presso le Colonne di San Lorenzo 2000 persone sono rimaste in piazza e successivamente sono intervenute le forze dell’ordine, ma non vi sono stati problemi di ordine pubblico. Il giorno seguente, invece, vi sono stati alcuni scontri tra la polizia ed una parte di manifestanti. Infatti, 1000 ragazzi hanno violato il coprifuoco e, nel momento in cui sono arrivati gli agenti, 100 di loro hanno lanciato delle bottiglie verso la polizia, così sono stati chiamati i rinforzi e dopo pochi minuti i ragazzi sono fuggiti. Inoltre, anche tra corso Garibaldi e largo La Foppa più di 1000 persone hanno continuato a bere per strada e solo dopo l’intervento delle forze dell’ordine sono andate via.
A Firenze venerdì sera centinaia di persone si sono radunate in piazza Santa Croce ed hanno dato vita ad una festa con tanto di musica: i manifestanti hanno continuato a ballare dopo le 22:00 in segno di protesta. Molti di loro non hanno indossato la mascherina e con ogni probabilità saranno sanzionati dalla polizia con una multa. Infine, a Chivasso (Torino) migliaia di persone si sono radunate sabato pomeriggio davanti alla ormai nota Torteria di Rosanna Spatari, la signora che per mesi ha disobbedito alle regole previste dalle normative anti Covid aprendo la sua attività anche nel periodo in cui la Regione Piemonte si trovava in zona rossa. In tal senso, le persone hanno espresso solidarietà a Rosanna dopo l’ordinanza di chiusura del locale eseguita giovedì dai carabinieri e firmata dal tribunale di Ivrea. Al termine della manifestazione, però, gli agenti hanno multato 165 persone per violazione delle norme anti Covid per un totale di 66.000 euro.
Dunque, mentre in questi giorni è in corso il dibattito a livello governativo circa l’ipotesi di posticipare il coprifuoco, esso, in base al comportamento di molti cittadini italiani, di fatto non è più in vigore.
[di Raffaele De Luca]
Migranti: quasi mille sbarchi a Lampedusa
Un migliaio di arrivi in poche ore sulle coste di Lampedusa. Questa mattina è stato identificato a tre miglia dalla costa e scortato in porto dalle motovedette delle autorità italiane un peschereccio con a bordo 398 persone di varie nazionalità, di cui 24 donne e 6 bambini. Nella notte – secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa – erano già state soccorse una barca in legno di venti metri con 415 migranti, una seconda carretta con 90, e altre due imbarcazioni rispettivamente con 98 e 16 persone a bordo.
Gerusalemme: oltre 100 palestinesi feriti dalla polizia israeliana
Ancora una notte di scontri a Gerusalemme Est, la zona della città a maggioranza palestinese. Scontri tra palestinesi e polizia israeliana nella zona della Moschea di al-Aqsa, dove circa 90mila palestinesi erano riuniti per le ritualità del ramadan. I palestinesi protestano contro il piano di evacuazioni di famiglie arabe messo a punto dal governo israeliano nel quartiere di Sheikh Jarrah, a Gerusalemme est.
Kabul, esplosione davanti a scuola: almeno 25 morti
Non si placano le violenze in Afghanistan nonostante sia iniziato il ritiro degli occupanti americani. Una esplosione davanti a una scuola nel distretto di Dasht-e-Barchi della capitale Kabul ha provocato – secondo il ministro degli Interni afghano – 25 morti e 52 feriti. La zona dell’attentato è abitata da sciiti, spesso oggetto di attacchi da parte di gruppi armati appartenenti alla maggioranza sunnita.
La multinazionale francese Total finanzia la giunta militare in Birmania
Il colosso petrolifero Total rischia di essere coinvolto in un terremoto di proporzioni internazionali per aver finanziato la giunta golpista del Generale Min Aung Hlaing. A rivelare lo scandalo è stato il quotidiano francese Le Monde, svelando come la multinazionale francese avrebbe finanziato i militari che hanno preso il potere in Birmania rendendosi colpevoli di gravissime violazioni dei diritti umani mettendo tra l’altro agli arresti, con futili motivazioni, l’ex Consigliere di Stato del Myanmar e premio Nobel per la pace (1991) Aung San Suu Kyi, ma anche tutti i vertici del suo partito, la Lega Nazionale per la Democrazia.
L’inchiesta di Le Monde si è focalizzata principalmente sulla società Moattama Gas Transportation Company (MGTC), fondata nel 1994 con sede alle Bermuda e proprietaria del gasdotto di Yadana, un giacimento di gas offshore nel mare delle Andamane, di cui Total, con il 31%, è il maggior azionista. Secondo le relazioni dei revisori dei conti, la società francese dichiara un livello di profitti altissimo (98% utile netto al lordo delle imposte), e la multinazionale proprietaria del gasdotto, la MGTC ha registrato, nel 2019, un fatturato di quasi 523 milioni di dollari (433 milioni di euro), per soli 11 milioni di dollari di spese.
Secondo i documenti consultati, il quotidiano transalpino ha riscontrato che l’azienda avrebbe istituito un sistema articolato di ripartizioni finanziarie detraendo i costi di trasporto dai ricavi dei giacimenti di gas. In questo modo è possibile ridurre automaticamente le cifre delle royalties e la parte dei profitti ricevuti dallo Stato birmano per farle affluire direttamente dalle casse dello Stato alla Myanmar Oil and Gas Enterprise (MOGE), una società statale, gestita in modo opaco e controllata dai militari.
Le Monde ha pubblicato anche le testimonianze di alcuni dipendenti birmani del colosso petrolifero francese. Nell’intervista essi riconoscono che, pur non esistendo soluzioni semplici, auspicano che Total smetta di finanziare la giunta e dichiarano che molti lavoratori, per essersi uniti alle proteste contro il golpe, sono stati minacciati e richiamati all’ordine dai loro superiori.
[di Federico Mels Colloredo]
Razzo cinese in caduta libera: allerta in 10 regioni italiane
Il razzo spaziale cinese “Lunga marcia 5B” è in caduta verso la Terra per un atterraggio non controllato. L’impatto è previsto per le ore 2.24 del 9 maggio, con una incertezza di sei ore. Gran parte di esso si distruggerà attraversando l’atmosfera e secondo gli esperti i rischi che qualcuno possa farsi male sono molto bassi. Tuttavia, per estrema precauzione, la protezione civile ha emanato l’allerta in tutto il centro-sud Italia (dove il razzo potrebbe cadere) invitando i cittadini a non uscire di casa e di restare lontani da porte e finestre.