domenica 29 Marzo 2026
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Russia: vietato ingresso a 963 cittadini statunitensi, tra cui il presidente Joe Biden

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Il ministero degli Esteri russo ha pubblicato un elenco contenente i nomi di 963 cittadini statunitensi a cui viene vietato in maniera permanente l’ingresso in Russia. All’interno della lista, predisposta in risposta alle sanzioni anti-russe imposte dagli Stati Uniti, vi sono anche il presidente Joe Biden, il segretario di Stato Antony Blinken ed il capo della Cia William Burns. La pubblicazione della lista ha inoltre fatto seguito a quella relativa a 26 cittadini canadesi diffusa circa un’ora prima, con cui “in risposta alle prossime sanzioni anti-russe annunciate dalle autorità canadesi” che riguardano “non solo i rappresentanti della dirigenza, degli ambienti militari e degli affari”, ma in alcuni casi i “parenti più stretti” degli individui inseriti nella lista, l’ingresso in Russia viene impedito alla medesima categoria di cittadini canadesi.

Come ridurre gli effetti nocivi delle sigarette con l’alimentazione

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Malgrado le campagne contro i pericoli delle sigarette, milioni di persone ancora oggi scherzano col cancro e le malattie del cuore, coi danni al fegato e al cervello e con il rischio reale di una morte prematura, continuando a fumare. La ricerca scientifica però indica che certe sostanze nutritive possono almeno ridurre gli effetti negativi di questa cattiva abitudine. La premessa doverosa da fare prima di parlare di queste sostanze in parte protettive contro i danni del fumo, è però che non esistono diete, integratori e neppure farmaci capaci di offrire una protezione assoluta dai danni del fumo. Tutto ciò va sottolineato con fermezza, dato che alcuni fumatori assumono regolarmente integratori pubblicizzati dal marketing come integratori anti-fumo e per questo tendono a ridurre il loro impegno nello smettere di fumare o addirittura pensano di aver neutralizzato del tutto il problema. Ma la verità è che eventuali benefici sono comunque limitati e per tutelare la propria salute si dovrebbe prima di tutto ridurre drasticamente il numero di sigarette fumate, o meglio ancora smettere del tutto di fumare.

Detto questo, vediamo ora alcune sostanze, cibi, o integratori che possono in effetti darci alcuni effetti protettivi contro i danni del fumo.

Vitamina C e acetaldeide

La prima, e più preziosa sostanza per i fumatori è la vitamina C, dal momento che il corpo la consuma in quantità superiore rispetto a come succede per le persone non fumatrici. Alcuni ricercatori hanno stimato che ogni sigaretta consuma nell’organismo una dose pari a circa 20-30 milligrammi di vitamina C. Per dare un’idea considerate che la vitamina C contenuta in 100 grammi di arance è pari a 50 milligrammi. L’organismo usa la vitamina C per combattere i radicali liberi prodotti dal fumo e per smaltire la nicotina dal circolo sanguigno. Inoltre, la utilizza per neutralizzare una sostanza molto tossica chiamata acetaldeide, presente nel fumo e responsabile di molti dei tumori che si presentano nei fumatori. Considerate anche però che la vitamina C nel corpo serve per una miriade di reazioni chimiche e di compiti importanti per la salute, non solo per combattere le sostanze tossiche che arrivano dal fumo, dall’inquinamento, dallo stress ecc. Per esempio serve per assimilare il ferro, per produrre collagene e tenere in salute la pelle, e per molte altre cose di vitale importanza. Da questi dati ne deriva subito che i fumatori hanno un aumentato fabbisogno di vitamina C, rispetto a chi non fuma. Significa che per mantenere in equilibrio tutte le funzioni che questa sostanza svolge nel corpo, c’è bisogno di una dose maggiore rispetto a quella che basta ad una persona non fumatrice. E questa vitamina ha due caratteristiche importanti che dobbiamo ricordare: la prima, è una di quelle che il corpo non produce da sé, ma va quindi introdotta con la nutrizione (cibi, integratori o bevande). La seconda: una volta introdotta, il corpo non fa la scorta, cioè non la trattiene, deposita o accumula, come avviene invece per altre vitamine come la D o la A. Il corpo la utilizza immediatamente, e se per caso ne introduce troppa, la espelle semplicemente con le urine. I fumatori devono quindi introdurre giornalmente dosi più elevate e non possono permettersi di non farlo o trascurare questo fabbisogno, pena una carenza grave che si determina nel giro di poche ore, non giorni. La carenza determinerà più danni e più problemi nel metabolismo. 

Soffermiamoci proprio sull’acetaldeide perché merita un’analisi precisa che coinvolge anche l’alimentazione. Si tratta di una sostanza tossica che si produce in grandi quantità anche nei bevitori di alcool e in chi mangia troppi zuccheri o troppi carboidrati in genere (ricordo che i carboidrati, durante la digestione, vengono sempre trasformati in zuccheri e finiscono poi in circolo nel sangue, nello specifico in uno zucchero chiamato glucosio). Sia nella digestione dell’alcol che in quella dello zucchero, il nostro organismo effettua una serie di trasformazioni chimiche in cui l’alcol e lo zucchero diventano acetaldeide. Se poi tutto va bene, come succede in una persona sana che assume moderati quantitativi di alcool e di zuccheri (o carboidrati), l’acetaldeide viene ulteriormente trasformata in acido acetico, una sostanza che è salutare per l’organismo (contenuta nell’aceto di vino, nell’aceto di mele, e in qualsiasi altro tipo di aceto). E se le cose vanno in questo modo diciamo che non ci sono problemi di alcun genere. Ma quando una persona assume alcool e zuccheri (o carboidrati) in eccesso, allora il sistema naturale progettato dalla natura per il nostro corpo, con cui trasformare l’acetaldeide (tossica) in acido acetico (salutare), salta completamente e nell’organismo rimangono elevati quantitativi di acetaldeide. L’abuso di alcool e zuccheri origina dunque molti problemi di salute, in particolare tumori (vi sarà certamente capitato di leggere che “lo zucchero alimenta i tumori” o frasi di simile tenore). La vitamina C, che è contenuta in diversi alimenti oltre agli agrumi (si veda la tabella), e altre sostanze come la tiamina (vitamina B1) e la cisteina (un aminoacido contenente zolfo), hanno mostrato negli studi scientifici un’azione protettiva naturale contro l’acetaldeide e i radicali liberi prodotti dal fumo. 

Il meccanismo biochimico attraverso il quale la vitamina C agisce è il seguente: il fegato ha bisogno di questa vitamina per produrre gli enzimi disintossicanti che eliminano dal circolo sanguigno l’acetaldeide. Inoltre la carenza di vitamina C (che il fumo determina) indebolisce le difese immunitarie e rende l’organismo più suscettibile alle infezioni e alle infiammazioni, e in un organismo infiammato la probabilità di sviluppare tumori e malattie cardiache è decisamente maggiore. La cisteina e la tiamina, invece, agiscono legandosi all’acetaldeide e convertendola in una forma non tossica.

Vitamina D e fumo

Per i suoi effetti antiossidanti e antiinfiammatori, la vitamina D è in grado di rallentare l’insorgere di malattie polmonari e migliorare la funzionalità respiratoria. Questo è quanto è emerso da uno studio avvenuto negli Stati Uniti e riportato dalla Fondazione Umberto Veronesi, in cui per 20 anni è stata indagata la correlazione tra le malattie polmonari e i livelli di vitamina D nel sangue di 626 adulti fumatori.

«Noi mostriamo che la vitamina D in quantità sufficiente ha un effetto protettivo sulla funzione respiratoria e che può contrastarne il declino nei fumatori» ha spiegato Nancy E.Lange, autore principale dello studio. Valutando la funzionalità respiratoria, gli studiosi hanno osservato nei fumatori carenti di vitamina D, un’alterazione di tutti i parametri, mentre non presentavano questa situazione i fumatori che non avevano deficit. A parità di consumo di pacchetti di sigarette all’anno, quindi, il declino della funzione respiratoria sarebbe più severo nei soggetti con deficit di vitamina D. Secondo Nancy E.Lange, “gli effetti osservati potrebbero essere legati all’attività antiossidante e antinfiammatoria della vitamina D”

Per quanto concerne la dieta, purtroppo la vitamina D non è presente in nessun cibo in quantità apprezzabili, ma solo in tracce. La fonte principale e più importante di vitamina D per il nostro corpo rimane l’esposizione alla luce solare. Attraverso l’esposizione infatti l’organismo stesso produce questa sostanze in dosi consistenti. La seconda fonte di approvvigionamento rimane l’integratore di vitamina D, oggi molto diffuso e presente in ogni farmacia, erboristeria, o negli store online. 

L’unico alimento che la contiene in quantità significative è l’olio di fegato di merluzzo. L’olio, si badi bene, che è un concentrato trattenuto nel fegato del pesce, ma non ne è ricco il merluzzo mangiato come filetto). In Italia, lo hanno conosciuto i nostri nonni nella loro infanzia quando vi erano dei casi di rachitismo in famiglia o bambini con difficoltà nella crescita. Quest’olio ricco di vitamina D aiutava infatti nella formazione delle ossa e nello sviluppo dell’apparato scheletrico. Nei casi di rachitismo le ossa non riescono a mineralizzarsi, e ciò porta a deformità scheletriche nei bambini, tra cui: gambe storte, polsi e caviglie spesse, sterno proiettato in avanti ecc. La vitamina D, tra le varie funzioni, ha quella di aiutare l’assorbimento del calcio e del fosforo dai cibi che mangiamo, sostanze minerali imprescindibili per la salute delle ossa, come noto. Oggi nei casi di rachitismo si prescrive direttamente la vitamina D in alte dosi e non più l’olio di merluzzo. Ma nei Paesi della Scandinavia l’olio di fegato di merluzzo (o comunque l’olio di pesce in genere, anche derivato da altri pesci grassi), è da sempre consumato a colazione da grandi e piccoli, e per loro è del tutto normale berne un piccolo bicchierino ogni mattina. Il motivo di questo uso comune è dovuto al fatto che in Nord Europa prevalgono durante l’anno il clima freddo e la poca luce solare, pertanto si tratta di una misura di igiene pubblica e sanitaria per la prevenzione della carenza di vitamina D, che fra le altre cose influenza molto anche l’umore. Storicamente dunque l’olio di fegato di pesce era, ed è ancora oggi, una parte importante della dieta nordica. Durante i mesi invernali, quando le giornate erano prive di luce solare ed erano più brevi, i Vichinghi consumavano olio di fegato di pesce. Era però in particolare l’olio di fegato di merluzzo ad essere molto apprezzato per il suo potere curativo, per la forza e l’energia che dava, e, infatti, questo olio puro e grezzo, è stato chiamato dai Vichinghi della Norvegia settentrionale come “l’oro dell’oceano“.

Se siete rimasti sorpresi dalle abitudini a colazione degli scandinavi, è solo perché da noi si è creato il mito della colazione dolce, ma in realtà in molte zone del mondo si mangiano a colazione i cibi più disparati, che fanno parte della cultura gastronomica locale, ad esempio in Giappone si mangia tranquillamente riso, tofu e pesce, in Inghilterra non è vera english breakfast se mancano fagioli, salsicce, bacon, uova, funghi e toast. In Egitto la colazione tipica si chiama Ful Medames: è una purea di fave, ceci, aglio e limone condita con olio d’oliva, pepe di caienna, salsa tahini (alla crema di sesamo). Completano il piatto alcune verdure, pane azzimo e un uovo sodo. 

Integratori contro i danni del fumo

Oltre alla vitamina C e alla D, le maggiori evidenze sul possibile ruolo protettivo per la salute dei fumatori si registrano per la N-acetilcisteina, dato il ruolo antiossidante e favorevole per la salute delle vie respiratorie (viene impiegata anche in campo farmaceutico nel trattamento di alcune malattie respiratorie più comuni tra i fumatori, come la BPCO, bronco pneumopatia cronico-ostruttiva, che sfocia poi nell’enfisema polmonare). La N-acetilcisteina non è altro che un preparato particolare, in bustine solubili, dell’aminoacido citato prima, la cisteina. Questo integratore è diffusissimo in commercio e non ha controindicazioni particolari, si usa anche nei casi di asma, allergie respiratorie e raffreddori, per la sua azione lenitiva e antinfiammatoria di tutte le vie respiratorie. 

Altri integratori sicuramente utili sono quelli che presentano un mix di vitamine e antiossidanti, oppure quelli a base di soli antiossidanti. Quindi parliamo di multivitaminici di qualità (optate sempre per le vitamine naturali, cioè derivanti da estratti di erbe, piante o frutti, piuttosto che quelle sintetiche preparate in laboratorio, il cui assorbimento nel nostro organismo è molto ridotto). Il multivitaminico dovrebbe avere dosaggi alti (in commercio si trovano a dosaggio normale o ad alto dosaggio) e contenere buoni livelli di almeno le seguenti vitamine: A, C, D, E, B9 (acido folico). Per quanto riguarda gli integratori di antiossidanti, questi contrasteranno il danno dei radicali liberi sulle cellule e tessuti dell’organismo, che nei fumatori è maggiore. Scegliete un prodotto che abbia buoni livelli di betacarotene, polifenoli, flavonoidi ed estratti di frutti in genere, come il resveratrolo che si estrae dall’uva. 

Infine anche gli integratori di Omega-3 possono dare un aiuto nel limitare in parte i danni delle sostanze tossiche del fumo e nel contenere i livelli di infiammazione scaturenti dalle tossine e dai radicali liberi. Queste sostanze, per la loro attività anti-infiammatoria, ipo-tensiva e protettiva a livello cardiovascolare, rappresentano nutrienti molto importanti per la salute del fumatore. Scegliete però l’omega-3 giusto, che deve essere a base di EPA e DHA (derivanti dal pesce), in quanto in commercio vi sono anche altri tipi di omega-3, chiamati ALA, che derivano dai vegetali (come le noci, i semi di lino ecc.) e che non hanno la stessa potente azione e degli EPA e DHA. Questo è un aspetto poco sottolineato ma molto importante. Gli unici omega-3 che vengono utilizzati al 100% dal nostro organismo sono quelli derivanti dal pesce, mentre gli altri sono utilizzati in piccolissima percentuale (attorno allo 5-10% secondi gli studiosi) a causa della loro catena chimica diversa, che richiede molti passaggi di trasformazione nel corpo prima di diventare la sostanza realmente utile e antinfiammatoria (EPA e DHA appunto). Il problema è che questi passaggi di trasformazione non sembrano avvenire, se non in piccola percentuale, come detto. Insomma, se usiamo gli EPA e DHA questi sono già in forma pronta e utilizzabile, se compriamo gli omega-3 vegetali (ALA) questi non diventeranno la forma pronta e utilizzabile se non nella misura massima del 5-10%. Inoltre, da alcuni studi emerge che l’utilizzo di un supplemento a base di omega-3 possa aiutare i fumatori a ridurre il numero di sigarette fumate e quindi a smettere. Questo è dovuto al fatto che il cervello (che contiene elevati quantitativi di grassi Omega-3) subisce l’azione distruttiva del fumo nei confronti di questi omega-3 cerebrali, ma gli integratori contrastano tale azione distruttiva e mantengono migliori capacità mentali nel far fronte alla pressione dello stress. La carenza di Omega-3 a livello cerebrale è infatti nota da molto tempo come un fattore predisponente alla depressione e allo stress mentale. 

[di Gianpaolo Usai]

Il World Economic Forum si incontra per ridiscutere la globalizzazione

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Dopo più di due anni in cui si è svolto in modalità virtuale a causa dell’emergenza pandemica, dal 22 al 26 maggio prossimi il celebre evento internazionale del World Economic Forum tornerà a svolgersi di persona nell’ormai consueto sito di Davos nelle Alpi svizzere. Al summit è prevista la presenza di più di 2500 partecipanti, tra cui i massimi leader mondiali della politica, dell’economia, degli affari, del mondo accademico e dei media: nel dettaglio, prenderanno parte all’evento 50 capi di Stato e di governo per condividere la loro visione del mondo, 1250 leader del settore privato e 100 “i...

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USA e Corea del Sud pronti a intensificare esercitazioni militari

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Nel corso dell’incontro tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il neoeletto presidente della Corea del Sud Yoon Suk Yeol è stata vagliata la possibilità di aumentare le esercitazioni militari congiunte per scoraggiare la minaccia nucleare della Corea del Nord. L’obiettivo comune dei due Paesi, secondo quanto dichiarato dal presidente coreano nel corso di una conferenza stampa, sarebbe la completa denuclearizzazione della Corea del Nord, opzione che non sarebbe “sottoposta a nessun compromesso”.

Allenarsi ai sogni

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“I poliziotti si muovono con rapidità da una parte all’altra come cacciatori di farfalle. I pazzi del principale manicomio della città scorrazzano per le strade e i parchi confinanti con l’ospedale, in un’incredibile rivelazione di libertà. Alcune galline, che passano volando basso come cuscini di piume, decorano la scena. Tra quelli che corrono ci sono molte vecchie conoscenze: quello che si conta le dita, la mezzosoprano, il ciclista immaginario, il povero Venanzio. Il direttore del manicomio si dispera nell’isola spartitraffico del viale”. Per capire origine e seguito di tutto questo bisogna leggersi Sogni in affitto di García Marquez (Giunti 1999), libro che testimonia il lavoro creativo della Scuola internazionale di Cinema di Cuba. 

D’altra parte l’incontro del sogno col cinema è costitutivo delle sue origini, a cominciare da Une nuit terrible e Le cauchemar di Méliès, 1896, incubi ipnagogici che impediscono il sonno a un malcapitato. In tal caso, tuttavia, l’uomo che non riesce a dormire è come uno spettatore che assiste al suo sogno.

C’è irregolarità e follia nel sogno, c’è un sentimento di distacco, di capovolgimento, di lontananza, di spostamento, flash e sequenze irragionevoli che non sempre hanno bisogno di spiegazione ma che reclamano comunque una qualche attenzione al risveglio, quando le luci della sala si riaccendono e tu ti chiedi se ti è piaciuto quello che hai visto.

“Noi siamo della stoffa di cui sono fatti i sogni, e la nostra piccola vita è cinta di sonno”, scriveva Shakespeare; e il cinese Chuang-Chou (III sec. a.C.) si chiedeva al risveglio se lui era davvero la farfalla che sognava d’essere stata “svolazzante, contenta del suo destino”.

Il sogno è preso inevitabilmente anche nella sua forza anticipatrice, annunziatrice di qualcosa, come pretendeva il mondo antico, che frugava nelle immagini inconsistenti per svelare la concretezza del dopo, l’annuncio di qualcosa che si sarebbe verificato, attingendo alle indicazioni divine, soprannaturali che il sogno conteneva, chiedendo ad esempio all’aruspice chi sarebbe stato il vincitore della battaglia del giorno seguente.

“È sempre l’alba. Sospesa tra la prima e la seconda venuta; tra la profezia e il compimento; tra la presenza e l’assenza, tra il vedere e il non vedere; tra il sonno e la veglia… Come nella poesia, che è sogno a occhi aperti. In trance, in transito”: così scriveva Norman O. Brown in Corpo d’amore (1966).

Certo, il sogno è veicolo di immagini imprendibili, è fonte di evasione, sfiora, come affermava Foucault, “la trascendenza del delirio”, ha una sua logica sorprendente, mescola le carte di chi si accontenta di vivere alla giornata, è fonte di inquietudine perché è goloso di realtà. Ha perfettamente ragione Oliver Sachs, quando sostiene che tutti noi vorremmo la libertà di spingerci oltre noi stessi: “Non importa se con telescopi e tecnologie in continuo sviluppo, oppure grazie a stati mentali che ci permettano di viaggiare in altri mondi… Noi esseri umani abbiamo bisogno di questo tipo di distacco” (Allucinazioni, trad.it. Adelphi 2013).  “D’altra parte, chi agisce nel sogno? La personalità del dormiente è usurpata da una controfigura che egli vede vivere al di fuori del suo controllo… A volte questo attore si sostituisce a lui, divide le sue preoccupazioni, a volte lo sconcerta e lo rende attonito” (R.Caillois).

L’attore prende la mano al regista, ha così caricato nella sua anima quel destino che gli è stato assegnato, il film ormai lo scrive lui, col suo carattere, i suoi tic, la sua follia.

Mi sembra di rivedere qualche sequenza di Marylin ha gli occhi neri, lo splendido film di Simone Godano (2021), popolato da un cast elettrizzante, a cominciare da Stefano Accorsi e Miriam Leone: ognuno ha il suo orizzonte alterato, il suo mondo interno e il suo mondo esterno ma è un contenitore, la vita, che può anche transitoriamente diventare ordinaria, vincere l’indefinitezza dei confini e concentrarsi su un copione. Il terapeuta, nel film,  convince i suoi assistiti ad aprire un ristorante. E così la follia, il sogno, la quotidianità del vivere si collegano, all’insegna di una speciale tolleranza. Ognuno ha la sua anima, ognuno ha la sua follia ma per un paio di ore gli spettatori potranno far parte, ammirati e commossi dello stesso sogno. 

Bisogna andare a scuola di cinema anche se non te ne farai nulla, bisogna allenarsi a sognare.

[di Gian Paolo Caprettini – semiologo, critico televisivo, accademico]

La Russia blocca esportazioni gas verso la Finlandia

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L’operatore finlandese Gasum ha riferito che la Russia ha bloccato le forniture di gas verso il Paese, notizia poi confermata anche da Gazprom. Secondo quanto riferito da Gasum, il blocco sarebbe giunto dopo che la Finlandia ha negato il pagamento in rubli. La compagnia finlandese ha fatto sapere che rifornirà i cittadini tramite altre fonti di approvvigionamento attraverso il gasdotto BalticConnector. Ad aprile la Russia aveva interrotto le forniture anche a Polonia e Bulgaria, dopo che i due Paesi avevano anch’essi rifiutato le nuove condizioni di pagamento.

Venerdì 20 maggio

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9.00 – Nuovi attacchi hacker contro oltre 50 siti internet istituzionali italiani da parte del gruppo russo Killnet.

9.30 – Scioperi in tutta Italia contro “una politica e un’economia di guerra” che “taglia salari e diritti”, organizzati dai sindacati di base.

10.20 – In Italia crolla la produzione di miele, secondo i produttori è causa dei cambiamenti climatici.

10.40 – L’Italia ha proposto un piano di pace in quattro punti a Russia e Ucraina, critico l’Alto Rappresentate UE Borrell: “condizione per trattativa è ritiro russo”.

11.30 – Rapporto Save the Children: in Italia il 51% dei quindicenni è incapace di comprendere un testo.

12.50 – Roma: isolati altri due casi di vaiolo delle scimmie.

13.30 – Netflix chiude il contenzioso con l’Italia versando 55,8 mln di tasse per il periodo 2015 – 2019.

15.00 – Mali: tre italiani appartenenti a un gruppo missionario dei Testimoni di Geova sono stati rapiti da uomini armati.

17.00 – Antartide, scoperto enorme lago sotterraneo: “potrebbe rivelare segreti sull’evoluzione”.

18.00 – Sondaggio La7: il 60% degli italiani boccia l’operato di Europa e NATO nella guerra in Ucraina.

 

 

A San Didero da un anno centinaia di agenti presidiano un cantiere vuoto della TAV

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L’area dove sarebbe dovuto sorgere il cantiere dell’autoporto di San Didero, opera collaterale alla linea TAV, si estende su di una superficie di 68 mila metri quadri tra l’autostrada A32 e la statale 25. Il movimento No Tav di Torino l’ha definita una “piccola Ilva” per via degli altissimi livelli di contaminazione del terreno dovuta agli anni di attività dell’acciaieria Beltrame. Della costruzione dell’autoporto, che avrebbe dovuto consentire la sosta ai camion in transito lungo l’autostrada e diretti verso la Francia, se ne parla sin dal 2020. Dal 2021 l’area è stata delimitata da recinzioni e filo spinato e posta sotto costante controllo da parte delle forze dell’ordine. Tuttavia tale occupazione -e militarizzazione- del territorio è avvenuta senza che l’appalto dei lavori fosse assegnato. Al contrario, Sitaf ha prima sospeso il bando di gara per via di alcune modifiche sostanziali da apportare al progetto, e lo ha poi definitivamente revocato il 6 maggio scorso. Nonostante ciò, l’area continua ad essere zona militarizzata e posta sotto controllo costante.

È la notte tra il 12 e il 13 aprile 2021 quando centinaia di agenti delle forze dell’ordine giungono in Val di Susa, nei pressi di San Didero, per occupare l’area destinata alla costruzione dell’autoporto. La gara d’appalto per la “rilocalizzazione dell’autoporto di Susa” è stata pubblicata da Sitaf il 13 febbraio 2020. Il progetto, del valore di 47,5 milioni di euro, è stato realizzato senza che venisse effettuato uno studio di passaggio che fornisse dei dati chiari sul numero di camion in transito su quel tratto di autostrada: l’unico dato certo è che il quantitativo di merci in transito su gomma è in calo costante dal 1999.

Nessuno si è ancora aggiudicato l’appalto quando le forze dell’ordine occupano l’area. Per di più, di lì a poco Sitaf sarà costretta a ritirare a tempo indeterminato la procedura per via di alcuni sostanziali difetti del progetto, che è ora del tutto da rifare. Nonostante ciò, l’area viene delimitata da recinzioni e filo spinato e sorvegliata giorno e notte da decine di carabinieri e poliziotti. Si è stimato che la spesa per la militarizzazione della zona sia costata oltre 5 milioni di euro.

Di lì a poco Sitaf sarà tuttavia costretta a revocare la sospensione della gara d’appalto, per via del polverone che ne era scaturito in una valle contraria alla realizzazione dei lavori sin dal principio. L’opera è infatti ritenuta dai valsusini inutile (esistono già due autoporti nella valle, uno ad Orbassano e uno a Susa) e ad alto rischio ambientale, per via del sommovimento di terreni con altissimi livelli di inquinamento dovuti all’attività dell’acciaieria Beltrame, chiusa nel 2013. Si rendeva quindi necessario “procedere con tempestività ed urgenza alla ripresa delle operazioni di gara”: ad oggi, tuttavia, nulla è cambiato. Tanto che, il 6 maggio scorso, Sitaf ha ritirato la gara d’appalto, revocando “il summenzionato bando di gara e tutti gli atti precedenti e successivi inerenti alla procedura in oggetto”.

Ad oggi, tuttavia, l’area dell’autoporto rimane sotto vigile controllo delle forze dell’ordine, con costi di gestione altissimi per la cittadinanza. Cosa sorveglino con tanto zelo rimane, ad oggi, ignoto.

[di Valeria Casolaro]

Arrivano i primi casi di vaiolo delle scimmie: in Europa già si ordinano i vaccini

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Il primo caso italiano è stato identificato allo Spallanzani di Roma, lo stesso istituto dove nel gennaio 2020 venne identificato il primo caso di Covid in Italia: un ragazzo di ritorno dalle isole Canarie è risultato positivo al vaiolo delle scimmie. In Europa il primo infetto era stato segnalato dall’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (UKHSA) il 7 maggio, altri casi sono stati rinvenuti anche in Spagna e Portogallo, per ora una ventina in totale. Fino ad ora tutti i contagiati stanno bene e le istituzioni sanitarie si sono affrettate a comunicare che la situazione non deve destare particolare allarmismo, considerando il fatto che il virus è noto da decenni e non ha mai provocato epidemie diffuse. Tuttavia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha già convocato un gruppo di esperti per un “meeting di emergenza”, mentre almeno due paesi hanno già ordinato scorte del vaccino, già pronto e approvato nel 2019. Ma procediamo con ordine, innanzitutto: cos’è il vaiolo delle scimmie?

Diffuso principalmente in Africa occidentale, specialmente nel bacino del Congo, il virus delle scimmie fu osservato per la prima volta nel 1958. In natura in realtà il virus colpisce i roditori e può essere trasmesso ai primati (e quindi anche agli esseri umani) dagli animali infetti attraverso uno stretto contatto (sangue o morsi). Secondo l’Istituto Superiore di Sanità: “si tratta di un’infezione causata da un virus della stessa famiglia del vaiolo ma che largamente si differenzia dal vaiolo stesso per la minore diffusività e gravità […] Nell’uomo si presenta con febbre, dolori muscolari, cefalea, linfonodi gonfi, stanchezza e manifestazioni cutanee quali vescicole, pustole, piccole croste […] La malattia si risolve spontaneamente in 1-2 settimane con adeguato riposo e senza terapie specifiche; possono venir somministrati degli antivirali quando necessario”. Ancora non del tutto certe le modalità di trasmissione, secondo il Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC): attraverso il contatto con un animale infetto o, da uomo a uomo, attraverso “grandi goccioline respiratorie” (contatto viso a viso prolungato) e scambio di fluidi corporei. Il fatto che i primi casi in Gran Bretagna si siano registrati nella comunità gay e bisex maschile ha spinto inoltre il ECDC a raccomandare attenzione “nella comunità di individui che si identificano come MSM (uomini che fanno sesso con uomini, ndr) o che hanno rapporti sessuali occasionali o che hanno più partner sessuali”. Specifica che ha provocato la protesta dei gruppi LGTBQ+ che ricordano lo stigma dell’HIV, a lungo ritenuto erroneamente il “virus degli omosessuali”.

Secondo gli esperti non si tratta di un virus particolarmente insidioso, particolare testimoniato dal fatto che anche precedenti focolai riscontrati in occidente si sono esauriti rapidamente. Inoltre le modalità di trasmissione non sono virali come nel caso dei coronavirus, necessitando di scambi di fluidi corporei o grandi gocce di saliva. Inoltre il vaccino contro il vaiolo, che in Italia è stato obbligatorio fino ai nati nel 1981, protegge anche contro la variante in questione garantendo l’immunità ai nati dopo quella data, inclusi gli anziani che sarebbero più a rischio in caso di infezione.

Particolari rassicuranti che non hanno frenato alcune istituzioni dal valutare già campagne di vaccinazione. Perché un vaccino contro il virus delle scimmie esiste già, approvato per la prima volta negli Usa nel 2019 e poi in Europa dove ha assunto il nome commerciale di IMVANEX, produttrice un’azienda farmaceutica danese di nome Bavarian Nordic. Il Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha già raccomandato che “la vaccinazione dei contatti stretti ad alto rischio dovrebbe essere presa in considerazione dopo una valutazione del rapporto rischio-beneficio”. E i primi stati europei si sono già mossi. La stessa Bavarian Nordic, società quotata in borsa nel listino NASDAQ di Copenaghen, ieri 19 maggio si è affrettata a rilasciare agli investitori un comunicato nel quale annuncia di essersi già “assicurata un contratto con un paese europeo non divulgato per la fornitura del suo vaccino contro il vaiolo IMVANEX® in risposta ai nuovi casi di vaiolo delle scimmie che si sono evoluti nel mese di maggio 2022″. Nello stesso comunicato Paul Chaplin, Presidente e CEO della società, afferma che “Il controllo delle infezioni è stata una priorità assoluta per le società durante il COVID-19 e questa situazione ci ricorda che non possiamo abbassare la guardia, ma dobbiamo continuare a costruire e rafforzare la nostra preparazione alle malattie infettive per mantenere il mondo aperto”. E fuori dall’Unione Europea ha già ordinato dosi di IMVANEX anche il Regno Unito: secondo quanto riportato dal Telegraph, il governo Johnson ne ha già ordinate 20.000 dosi.

L’Italia avrebbe proposto un piano in 4 fasi per risolvere la crisi in Ucraina

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Un piano di pace in 4 passaggi che porti gradualmente alla risoluzione del conflitto in Ucraina: questo il contenuto del progetto tutto italiano presentato dal ministro degli Esteri Luigi di Maio al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, nel corso di un vertice svoltosi a New York lo scorso 18 maggio. I vari passaggi sarebbero supervisionati e gestiti da un Gruppo internazionale di facilitazione (GIF) e consterebbero di un cessate il fuoco seguito da un’ipotesi di neutralità dell’Ucraina, lo scioglimento delle questioni territoriali e infine la stipula di un nuovo patto di sicurezza internazionale.

“È la diplomazia a poter mettere fine alle guerre” ha dichiarato il ministro di Maio: sulla base di questo presupposto è stato elaborato il piano italiano in 4 fasi per porre fine al conflitto ucraino. Il primo e fondamentale passo da compiere per poter passare agli step successivi sarebbe il cessate il fuoco, unito alla smilitarizzazione della linea del fronte. Una volta ottenuto questo si potrebbe passare a discutere, nell’ambito di una conferenza di pace, della posizione di Kiev nel panorama internazionale, ipotizzandone la neutralità ma garantendone la possibilità di ingresso nell’Unione europea. A questo punto si potrebbe procedere con il dirimere le questioni territoriali ancora in sospeso tra Russia e Ucraina, in primo luogo Crimea e Donbass, tramite la definizione di un accordo bilaterale. La proposta italiana sarebbe di concedere l’autonomia pressoché totale alle zone contese senza mettere in dubbio la sovranità territoriale di Kiev. Infine, come quarto e ultimo passaggio, si dovrebbe discutere della formazione di un nuovo accordo multilaterale su pace e sicurezza in Europa, le cui priorità dovrebbero essere la stabilità strategica, il disarmo e il controllo degli armamenti, la prevenzione dei conflitti e le misure di rafforzamento della fiducia. Condizione imprescindibile sarebbe il ritiro progressivo della Russia dai territori occupati, cui seguirebbe una progressiva (e condizionata) revoca delle sanzioni occidentali.

Il contenuto del piano è stato anticipato da Repubblica dopo essere stato discusso con i diplomatici del Quint, il gruppo internazionale composto da USA e G4. A supervisionare i vari passaggi sarà il GIF il quale, secondo il parere italiano, dovrebbe essere composto da Paesi e organizzazioni internazionali, in particolare Onu e Ue. Tra gli Stati ritenuti idonei sono già stati inseriti Francia, Germania, Italia, Turchia, Stati Uniti, Cina, Canada, Regno Unito, Polonia, Israele.

[di Valeria Casolaro]