domenica 15 Marzo 2026
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La Tasmania ora assorbe più CO2 di quanta ne emette: è tra i primi al mondo a riuscirci

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La Tasmania è uno dei primi stati nel mondo ad essere riuscito ad invertire la bilancia delle emissioni: ovvero a ricominciare ad assorbire più anidride carbonica tramite i propri alberi di quanta ne emette attraverso le attività umane e industriali. Un risultato che è stato cercato e perseguito con determinazione. Dal 2011 lo stato insulare australiano ha infatti iniziato a cambiare marcia fino ad arrivare al risultato odierno, certificato dall’Australian National University (ANU) e della Griffith University, e raggiunto principalmente tramite due progetti: lo stop rigoroso al disboscamento e l’autosufficienza energetica basata su fonti pulite. Secondo quanto emerso dallo studio la Tasmania ora assorbe circa 22 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno in più di quelle che emette in atmosfera, una mitigazione che rappresenta uno dei primi grandi cambi di rotta del genere nel Pianeta.

Un obiettivo raggiunto grazie a una gestione forestale intenta a ridurre la quantità di disboscamento, rendendo appunto possibile limitare le emissioni di CO2. Nel continuare a crescere infatti, le foreste rimuovono il carbonio dell’atmosfera. E non caso quando la diminuzione di anidride carbonica ha avuto inizio nel 2011, nello stesso anno era anche cambiata radicalmente la gestione delle foreste della Tasmania, con un significativo calo del disboscamento. La Tasmania è dunque carbon neutral in gran parte grazie alla gestione responsabile delle foreste dove l’equilibrio raggiunto tra piantagioni e silvicoltura autoctona, con ogni albero raccolto che viene sempre ripiantato o rigenerato per il futuro. Quindi le foreste che coprono più della metà dei 6,81 milioni di ettari dello Stato, agiscono come un gigantesco “pozzo” di carbonio che aspira l’anidride carbonica (CO2) dall’atmosfera.

Con risultati tanto buoni, il Governo della Tasmania vuole continuare a investire su progetti eolici e idroelettrici, come fa in maniera sempre più significativa dal 2015. L’obiettivo dello stato insulare dell’Australia è ora quello di raggiungere il 200% di elettricità rinnovabile entro il 2040. Mentre dunque i piani europei per il clima attendono il 2030 nella speranza di realizzarsi, ci sono esempi di luoghi nel mondo in cui affidandosi alle rinnovabili e rispettando cicli naturali, è possibile vedere enormi miglioramenti, e anche in “poco” tempo. Il piccolo Stato insulare dell’Australia è infatti completamente autosufficiente grazie a turbine eoliche e impianti idroelettrici, fin dallo scorso anno. Addirittura un anno prima la data prestabilita per raggiungere tale obiettivo.

[di Francesca Naima]

Sanzioni Ue, Orbán contro l’embargo al greggio russo

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A qualche giorno dalla presentazione del sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia, il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha ribadito la propria opposizione, ostacolando l’intesa. L’accusa principale è rivolta all’embargo al greggio proveniente da Mosca che dovrebbe avvenire entro sei mesi (con deroghe per Ungheria e Slovacchia, particolarmente dipendenti). «La proposta di sanzioni Ue al petrolio nella sua forma attuale è inaccettabile. Ne aspettiamo una nuova», ha affermato Orbán, secondo cui «le sanzioni varate finora dall’Unione europea causano più danni all’Europa che alla Russia».

Giovedì 5 maggio

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7.00 – New York Times: intelligence USA ha aiutato Kiev a uccidere generali russi, La Casa Bianca: “pubblicazione irresponsabile”.

8.00 – La Russia ha simulato attacchi con missili capaci di trasportare testate nucleari nell’enclave di Kaliningrad, tra Polonia e Lituania.

9.00 – Tribunale di Grosseto riammette in classe maestra non vaccinata: “esclusione illegittima”.

9.30 – Libera dopo 19 mesi la militante No Tav Dana Lauriola: fu condannata per occupazione stradale pacifica.

10.20 – Mark Zuckerberg incontra Draghi e Colao a Palazzo Chigi: “sforzo congiunto per lo sviluppo del metaverso”.

10.40 – La Corte Suprema israeliana approva la distruzione di otto villaggi palestinesi.

11.20 – NATO: la Corea del Sud viene ammessa al Centro di difesa informatica.

11.40 – Polizia postale: “Nel 2022 + 50% degli arresti per pedopornografia.

12.00 – Scoperte a Milano tre ciocche di capelli di Napoleone portate da Sant’Elena da un suo collaboratore.

13.00 – Presidio per Assange sotto la sede Rai per chiedere all’informazione di prendere posizione.

14.00 – Russia annulla parata del 9 maggio in Donbass per mancanza di condizioni di sicurezza.

16.00 – Il Parlamento Europeo vota la proroga del green pass fino a giugno 2023.

17.00 – Inchiesta del Guardian: da inizio guerra la Russia ha raddoppiato i profitti sul gas incassando 62 mld euro in due mesi.

 

Fao: grave insicurezza alimentare per 193 milioni di persone

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“Nel 2021 circa 193 milioni di persone in 53 paesi o territori hanno sperimentato un’insicurezza alimentare grave”: è quanto fa sapere la Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), la quale tramite un comunicato afferma che tali dati sono emersi dal rapporto annuale condotto dal Global Network Against Food Crises, un’alleanza internazionale di cui fanno parte le Nazioni Unite, l’Unione Europea ed alcune agenzie sia governative che non governative. Si tratta di “un aumento di quasi 40 milioni di persone rispetto al numero già record del 2020”, fa inoltre sapere la Fao, che tra le cause della crisi alimentare cita le guerre, gli shock economici e le condizioni climatiche estreme.

Cosa contiene il nuovo decreto riaperture votato (come al solito) con voto di fiducia

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Nella giornata di oggi la Camera dei Deputati ha approvato, con 316 voti favorevoli, 48 contrari e 6 astenuti, il disegno di legge di conversione del cosiddetto decreto riaperture, contenente le “disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da Covid, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza”. Il testo, sul quale il governo ha posto (come al solito) la fiducia martedì scorso, dovrà ora passare all’esame del Senato ed essere convertito in legge entro il 23 maggio, motivo per cui sembra altamente probabile che la fiducia verrà posta anche a Palazzo Madama e che vi sarà la sua approvazione. Il decreto riaperture, tuttavia, non pare essere totalmente in linea con quella che dovrebbe essere la sua natura: tra le altre cose, infatti, fino al 15 giugno la mascherina dovrà essere indossata in determinati luoghi al chiuso così come continuerà ad esservi l’obbligo vaccinale per il personale scolastico.

Per quanto concerne le mascherine, nello specifico la FFP2 viene prescritta su tutti i mezzi di trasporto pubblico locale e a lunga percorrenza – come treni, aerei, traghetti e bus –  e sarà ancora necessaria anche per gli spettacoli e gli eventi sportivi al chiuso. Nei Cinema, nei teatri e nei palazzetti sportivi, dunque, si dovrà continuare a rispettare l’obbligo di indossare tali dispositivi di protezione. Oltre a ciò, ad eccezione dei bambini di età inferiore ai 6 anni, gli studenti dovranno continuare ad indossare la mascherina di tipo chirurgico in classe fino al 15 giugno, ossia fino alla fine dell’anno scolastico.

Il vaccino anti Covid, poi, come anticipato resterà obbligatorio fino al 15 giugno per tutto il personale scolastico. Secondo il decreto, infatti, la vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle attività didattiche a contatto con gli alunni ragion per cui, in caso di inosservanza di tale imposizione, il personale docente ed educativo verrà impiegato in attività di supporto all’istituzione scolastica non potendo recarsi in classe. Una disposizione che, come abbiamo già sottolineato in passato, inevitabilmente determina una disparità di trattamento tra i docenti vaccinati e quelli non vaccinati, di fatto privati del diritto ad insegnare. Oltre a questo, con il decreto riaperture viene anche esteso fino al 31 dicembre 2022 l’obbligo vaccinale per i professionisti sanitari e per i lavoratori del settore sanitario e socio-sanitario ed assistenziale, oltre che per i soggetti che svolgono la propria attività lavorativa nelle strutture residenziali, socio-assistenziali e socio-sanitarie. Per questi ultimi, la vaccinazione costituisce un requisito essenziale per svolgere il proprio lavoro.

Detto ciò, tali disposizioni non sono certamente state accolte con favore dalla totalità della popolazione: basterà citare la posizione degli esercenti delle sale cinematografiche, che contestano ampiamente quanto stabilito nei loro confronti. «La misura imposta alle sale cinematografiche è inammissibile e incomprensibile», ha affermato in tal senso Simone Gialdini, direttore generale dell’Associazione nazionale esercenti cinema (Anec). «Una ulteriore penalizzazione che non è più accettabile e rischia di segnare la definitiva chiusura di molti cinema. Dopo due anni, il 1° maggio segna l’allentamento dei protocolli per tutte le attività commerciali ma non per lo spettacolo al chiuso. Ci siamo rivolti al presidente del Consiglio Mario Draghi perché possa intervenire. Siamo l’unico paese in Europa che mantiene provvedimenti restrittivi», ha poi aggiunto Gialdini.

Inoltre, il decreto riaperture consente ai cittadini di rivolgersi alle farmacie per la vaccinazione sia contro il virus Sars-CoV-2 sia contro l’influenza stagionale: nello specifico, il testo prevede che le vaccinazioni contro il Covid e l’influenza in farmacia diventino strutturali e quindi proseguano anche nel periodo post emergenza. Una disposizione che, però, ha ricevuto alcune critiche. tra queste quella del deputato di Alternativa Massimo Enrico Baroni, che tramite un tweet ha affermato: «In caso di effetto avverso, in assenza di anamnesi, speriamo che il farmacista abbia il numero dell’ambulanza con medico a bordo». «A quanti diranno che il farmacista già poteva vaccinare (legge emergenziale Covid), sappiate che era possibile solo alla presenza di un medico, ora possono farlo da soli», ha inoltre aggiunto Baroni.

Infine, ieri è stato confermato un protocollo sottoscritto da governo e parti sociali il 6 aprile 2021 che prevede, tra le altre cose, l’uso obbligatorio delle mascherine “in tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro, al chiuso o all’aperto”. In questi casi, almeno fino al 30 giugno, sul luogo di lavoro la mascherina dovrà quindi essere indossata anche dove normalmente non è obbligatoria. Una misura, dunque, il cui senso scientifico andrebbe spiegato.

[di Raffaele De Luca]

Natural Asset Company: oggi quanto vale la Terra in Borsa?

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Il capitalismo, lo sappiamo, ha bisogno di espandere sempre di più i propri confini per poter assicurarsi la propria esistenza. Come abbiamo imparato, anche quando lo spazio non c’è, lo si inventa come accaduto con il “mondo digitale” e la sua continua espansione, di cui il metaverso è solo l’ultima frontiera in ordine di tempo. In tempo di crisi ambientale, prodotta proprio dal sistema di sfruttamento capitalistico, il sistema finanziario pone le basi per una nuova frontiera del profitto economico. Dopo l’esplosione dei titoli ESG (Environmental, Social, Governance) – indicatore di investimen...

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Ue: von der Leyen annuncia altri 200 milioni di euro in aiuti umanitari all’Ucraina

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Nella giornata di oggi, durante la Conferenza internazionale dei donatori in corso a Varsavia, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha affermato che l’Ue metterà a disposizione altri 200 milioni di euro in aiuti umanitari per l’Ucraina. «Con questo nuovo impegno diciamo al popolo ucraino: la vostra battaglia è la nostra battaglia, siamo con voi», ha dichiarato a tal proposito la Presidente.

Tutti i mattoni di DNA necessari alla vita sono stati rintracciati su dei meteoriti

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Sono stati rintracciati i costituenti base del DNA su alcuni meteoriti: una scoperta che fornisce importantissimi dati per comprendere le nostre origini. È stato un team di ricercatori giapponesi che, in collaborazione con la NASA, ha rilevato le unità di base dell’acido desossiribonucleico, analizzando alcuni meteoriti che si sono schiantati sulla Terra. Quelle ritrovate sono tutte e 5 basi azotate del dna e dell’rna considerate la base per il possibile sviluppo di una forma di vita. Una scoperta che potrebbe rappresentare una conferma di quella che fino ad oggi era solo una suggestione scientifica: la teoria della panspermia, una ipotesi che suggerisce che “i semi” della vita siano sparsi in tutto l’Universo, e che la vita sulla Terra sia iniziata proprio con l’arrivo di questi semi sul suolo tramite schianti di meteoriti e il loro successivo sviluppo. Una ipotesi antichissima, che trae origine dalle idee del filosofo greco Anassagora, vissuto nel quinto secolo avanti Cristo.

Nonostante l’origine della vita sulla Terra sia un argomento ricco di mistero e incertezza e, pertanto, molto dibattuto, è certo che il DNA abbia giocato un ruolo cruciale. L’acido deossiribonucleico ha una struttura che ricorda quella di una scala a chiocciola, la cui ossatura è formata da una catena di gruppi zucchero-fosfati, mentre i gradini sono composti da coppie di basi azotate che, combaciando tra loro, creano i “pioli” della doppia elica. Queste basi si chiamano adenina, guanina, citosina e timina. Se le prime due erano state individuate nei meteoriti già negli anni ’60, mancavano all’appello le altre. Gli scienziati ci sono riusciti grazie a particolari tecniche che prevedono la liquefazione della polvere del meteorite. Nello specifico, questi hanno ridotto in polvere due grammi di ciascun campione spaziale e aggiunto acqua, prima di usare gli ultrasuoni per stratificare le particelle. Infine, con la spettrometria di massa – tecnica analitica applicata per l’identificazione di sostanze sconosciute – hanno individuato i composti in base al loro peso molecolare.

Sono stati analizzati quattro campioni prelevati dai meteoriti di Murray, Murchison e del Lago Tagish. Il primo precipitò nel Kentucky nel 1950, il secondo in Australia nel 1969, e il terzo nella Columbia Britannica (Canada) nel 2000. Tutti e tre i corpi celesti provengono da rocce spaziali estremamente antiche, di 5 o 4,5 miliardi di anni fa. Durante le ricerche, oltre a riscontrare le basi azotate – compresa l’uracile presente nell’RNA -, gli scienziati hanno misurato più di una dozzina di altri composti legati alla vita, inclusi gli isomeri delle basi azotate, ovvero molecole caratterizzate dalle stesse formule chimiche delle loro basi associate, ma con un’organizzazione diversa dei composti. Alcuni di questi isomeri sono stati ritrovati nelle rocce spaziali ma non nel suolo, il che potrebbe far supporre che i composti siano davvero arrivati sulla Terra dallo Spazio. Secondo gli esperti i mattoni del DNA potrebbero essere stati portati sul nostro pianeta durante l’Intenso bombardamento tardivo (Late Heavy Bombardment), un periodo tra i 4 e i 3,8 miliardi di anni fa che vide un gran numero di impatti di meteoriti sulla Luna e sui pianeti rocciosi del sistema solare. I più antichi fossili di microrganismi terrestri sui quali ci sia accordo scientifico, infatti, risalgono a 3,4 miliardi di anni fa.

[di Eugenia Greco]

In Toscana non si ferma la lotta contro la nuova base militare

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Continua la mobilitazione dei cittadini toscani contro la costruzione della base militare nei loro territori. La struttura non verrà infatti costruita a Coltano, ma da qualche altra parte in Toscana sì. Questo avrebbe decretato il Governo e ribadito nell’incontro svoltosi nella giornata del 4 maggio nella Caserma Baldissera di Firenze, secondo quanto riferito dal Movimento No Base, che ha organizzato un sit-in di protesta di fronte all’edificio. In questo modo i cittadini intendono ribadire un secco “no” ad un’opera a loro parere non necessaria e che comporterebbe lo spreco di un quantitativo ingente di risorse, utili a porre rimedio ad altri tipi di emergenze.

Nella mattinata del 4 maggio presso la Casema Baldissera di Firenze si è svolto un vertice tra ministero della Difesa, Carabinieri, Regione, Ente Parco San Rossore e Comune di Pisa. Se infatti da un lato la mobilitazione civile dei giorni scorsi ha portato il Governo a fare marcia indietro sulla propria decisione di costruire una base militare all’interno dell’area protetta di San Rossore, dall’altro rimarrebbe confermato l’investimento da 190 milioni per realizzare la struttura (con le procedure semplificate previste), seppure in un luogo diverso della Toscana. Per questo motivo il Movimento No Base, che si oppone fermamente alla realizzazione dell’opera, ha organizzato un sit-in di protesta di fronte alla Caserma mentre all’interno le Istituzioni discutevano il da farsi.

La società civile ha infatti deciso di opporsi attivamente alle imposizioni del Governo. Quando la notizia della costruzione della base militare è stata resa pubblica, è immediatamente e spontaneamente nata una “forte mobilitazione che sta mettendo insieme agricoltor* e allevator*, cittadini e cittadine, movimenti di lavoratrici e lavoratori, organizzazioni politiche, associazioni e movimenti pacifisti, antimilitaristi, femministi, ambientalisti, comitati di quartiere, sindacati, collettivi studenteschi”. In pochissimi giorni sono state raccolte oltre 100 mila firme per dire di no alla devastazione nel parco di San Rossore. Ciò di cui il Governo si deve occupare con urgenza, denuncia il Movimento No Base, è ben altro: l’emergenza abitativa, la formazione, la sanità, il lavoro, le politiche a tutela del territorio e dell’ambiente.

“Non so se qualcuno si è reso conto che c’è una guerra e che quindi non possiamo ragionare come se tutto fosse come prima” aveva dichiarato nei giorni scorsi il presidente della Regione Giani. Tuttavia non può non suscitare qualche perplessità il fatto che la costruzione della base sia stata pensata e approvata ben prima dello scoppio del conflitto in Ucraina.

[di Valeria Casolaro]

Colombia, il barone della droga “Otoniel” estradato negli USA

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Dairo Antonio Usuga, soprannominato “Otoniel”, è il più grande trafficante di droga della Colombia. Ieri è stato estradato negli Stati Uniti: ad annunciarlo è il presidente colombiano, Iván Duque, sul suo profilo Twitter. Il massimo capo dell’organizzazione di narcotraffico Clan del Golfo era stato arrestato il 23 ottobre scorso (dopo 7 anni di ricerche) nel nord-ovest del paese, nei pressi del confine con Panama, durante una vasta operazione militare. Ad aprile, la Corte suprema colombiana ha approvato la sua estradizione, richiesta dagli Stati Uniti.