Durante l’ultimo fine settimana migliaia di persone hanno organizzato aperitivi all’aperto, riempiendo le strade e le piazze italiane. Da Milano a Torino, passando per Pesaro e Udine, l’obiettivo era identico: protestare contro il green pass e le ultime misure adottate dal Governo Draghi che, tra le altre cose, vietano la consumazione all’aperto nei bar a chi è sprovvisto di certificazione verde rafforzata.
Don't want us in bars and restaurants? No problem, we eat and drink outside. Turin, vaccinated and not, together for the aperitif of freedom without a health passport. pic.twitter.com/8ylTtYeJnB
— RadioGenova (@RadioGenova) February 6, 2022
Vaccinati e non si sono così riuniti in decine di città italiane, dando vita a quello che sui social è stato prontamente ribattezzato aperitivo autogestito. “I locali non vogliono noi e i nostri soldi? Peggio per loro” recita uno degli slogan di Libertà Livorno, fra i protagonisti dell’iniziativa, che come altre realtà locali aveva invitato i propri lettori a scendere in piazza per protestare contro le misure adottate dall’esecutivo, particolarmente stringenti nei confronti dei non possessori del Super Green pass.
Italy, restaurants ask for a health passport to enter. People of Livorno bring food and drink from home and eat together, vaccinated and not, on the surrounding walls. Awesome. pic.twitter.com/bYZj0IdsT8
— RadioGenova (@RadioGenova) February 6, 2022
Oltre alla stretta su bar e ristoranti, infatti, è stato disposto dal 10 gennaio il divieto di usufruire del trasporto pubblico locale, di accedere a centri culturali e ricreativi e di partecipare a sport di squadra, anche all’aperto. Quest’ultima disposizione in particolare ha suscitato diverse proteste, sfociate nella petizione firmata da dieci società sportive dilettantistiche con destinatario Palazzo Chigi. L’intento delle attività della provincia di Forlì-Cesena è di far ritornare sui propri passi l’esecutivo, per evitare “una reale discriminazione nei confronti di bambini dai 12 anni in su” che rischiano così di allontanarsi in modo definitivo dal mondo dello sport, dopo due anni di pandemia.
Lo stato di emergenza, introdotto per la prima volta dall’ex premier Giuseppe Conte nel gennaio del 2020 e poi ripetutamente prorogato, a cui sono legate le misure restrittive adottate dal Governo, non dovrebbe essere prorogato oltre il 31 marzo 2022, così come ribadito dal Sottosegretario alla Salute Andrea Costa. Tuttavia non è ancora dato sapere quando e in che modo sarà ritirato l’uso della certificazione verde, considerando che si parla di ritiro «graduale».
[di Salvatore Toscano]










