Dopo una battaglia legale durata due decenni, l’Alta corte israeliana ha stabilito che circa mille palestinesi possono essere sfrattati da un’area della Cisgiordania, per riadattare quei terreni ad uso militare per l’esercito. L’area in questione è di circa 3.000 ettari, a Masafer Yatta territorio rurale delle colline meridionali di Hebron sotto occupazione israeliana e sede di otto villaggi palestinesi. Il territorio era stato designato dallo stato israeliano negli anni ’80 come “zona di tiro” da utilizzare per esercitazioni militari, in cui è vietata la presenza di civili. I palestinesi abitavano già la zona, ma il tribunale israeliano ha stabilito che non erano stanziali, e quindi che lo stato ebraico ha il diritto di sgomberarli. I palestinesi hanno già annunciato che resisteranno alla sentenza, rifiutando di lasciare le case.
Kiev, colpita fregata russa nel Mar Nero
Una fregata russa Petrel 11356R sta bruciando vicino a Snake Island, nel Mar Nero. Sarebbe stata colpita da un razzo ucraino Neptune, come affermato dal deputato Oleksiy Honcharenko. Secondo le prime ricostruzioni, ci sarebbe stata un’esplosione sulla nave, seguita da un incendio. Attualmente aerei russi sorvolano l’area e navi di soccorso sono arrivate dalla Crimea in aiuto della fregata. Si tratta della nave da guerra più importante della flotta russa, dopo la Moskva, affondata diverse settimane fa.
Tribunale di Grosseto riammette in classe maestra non vaccinata: “esclusione illegittima”
Il Tribunale di Grosseto ha riammesso in classe una maestra non vaccinata e per questo reindirizzata dall’istituto a lavorare in biblioteca, senza poter avere contatti con gli alunni. La misura fa appello a una circolare ministeriale che sancisce per il personale scolastico l’obbligo di vaccinazione a 90 giorni di distanza dalla guarigione dal Covid-19 per poter lavorare a contatto con altre persone. Tale obbligo non è però previsto dalla legge, che prescrive la possibilità di ricevere il super green pass, e nel caso dei docenti insegnare (almeno fino al 15 giugno), dopo aver contratto il virus ed essere guariti, con una validità di 180 giorni, al termine dei quali scatta l’obbligo vaccinale. Il giudice ha, dunque, stabilito l’illegittimità della circolare emanata dal ministero, perché in contraddizione con la legge ordinaria, permettendo alla maestra, in possesso del green pass rafforzato, di tornare a insegnare.
Si tratta di un caso apripista, che potrebbe sbloccare centinaia di situazioni analoghe in Italia, anche alla luce del peso giuridico della circolare ministeriale, non catalogabile come fonte del diritto all’interno dell’ordinamento italiano. È un atto utile a diramare istruzioni operative a seguito dell’introduzione di una novità legislativa o della pubblicazione di una sentenza particolarmente significativa della Corte Costituzionale. Tuttavia, se una circolare interpreta una legge in modo difforme da quella che è la volontà originaria del legislatore essa sfocia nell’illegittimità.
[Di Salvatore Toscano]
La Tasmania ora assorbe più CO2 di quanta ne emette: è tra i primi al mondo a riuscirci
La Tasmania è uno dei primi stati nel mondo ad essere riuscito ad invertire la bilancia delle emissioni: ovvero a ricominciare ad assorbire più anidride carbonica tramite i propri alberi di quanta ne emette attraverso le attività umane e industriali. Un risultato che è stato cercato e perseguito con determinazione. Dal 2011 lo stato insulare australiano ha infatti iniziato a cambiare marcia fino ad arrivare al risultato odierno, certificato dall’Australian National University (ANU) e della Griffith University, e raggiunto principalmente tramite due progetti: lo stop rigoroso al disboscamento e l’autosufficienza energetica basata su fonti pulite. Secondo quanto emerso dallo studio la Tasmania ora assorbe circa 22 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno in più di quelle che emette in atmosfera, una mitigazione che rappresenta uno dei primi grandi cambi di rotta del genere nel Pianeta.
Un obiettivo raggiunto grazie a una gestione forestale intenta a ridurre la quantità di disboscamento, rendendo appunto possibile limitare le emissioni di CO2. Nel continuare a crescere infatti, le foreste rimuovono il carbonio dell’atmosfera. E non caso quando la diminuzione di anidride carbonica ha avuto inizio nel 2011, nello stesso anno era anche cambiata radicalmente la gestione delle foreste della Tasmania, con un significativo calo del disboscamento. La Tasmania è dunque carbon neutral in gran parte grazie alla gestione responsabile delle foreste dove l’equilibrio raggiunto tra piantagioni e silvicoltura autoctona, con ogni albero raccolto che viene sempre ripiantato o rigenerato per il futuro. Quindi le foreste che coprono più della metà dei 6,81 milioni di ettari dello Stato, agiscono come un gigantesco “pozzo” di carbonio che aspira l’anidride carbonica (CO2) dall’atmosfera.
Con risultati tanto buoni, il Governo della Tasmania vuole continuare a investire su progetti eolici e idroelettrici, come fa in maniera sempre più significativa dal 2015. L’obiettivo dello stato insulare dell’Australia è ora quello di raggiungere il 200% di elettricità rinnovabile entro il 2040. Mentre dunque i piani europei per il clima attendono il 2030 nella speranza di realizzarsi, ci sono esempi di luoghi nel mondo in cui affidandosi alle rinnovabili e rispettando cicli naturali, è possibile vedere enormi miglioramenti, e anche in “poco” tempo. Il piccolo Stato insulare dell’Australia è infatti completamente autosufficiente grazie a turbine eoliche e impianti idroelettrici, fin dallo scorso anno. Addirittura un anno prima la data prestabilita per raggiungere tale obiettivo.
[di Francesca Naima]
Sanzioni Ue, Orbán contro l’embargo al greggio russo
A qualche giorno dalla presentazione del sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia, il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha ribadito la propria opposizione, ostacolando l’intesa. L’accusa principale è rivolta all’embargo al greggio proveniente da Mosca che dovrebbe avvenire entro sei mesi (con deroghe per Ungheria e Slovacchia, particolarmente dipendenti). «La proposta di sanzioni Ue al petrolio nella sua forma attuale è inaccettabile. Ne aspettiamo una nuova», ha affermato Orbán, secondo cui «le sanzioni varate finora dall’Unione europea causano più danni all’Europa che alla Russia».
Giovedì 5 maggio
7.00 – New York Times: intelligence USA ha aiutato Kiev a uccidere generali russi, La Casa Bianca: “pubblicazione irresponsabile”.
8.00 – La Russia ha simulato attacchi con missili capaci di trasportare testate nucleari nell’enclave di Kaliningrad, tra Polonia e Lituania.
9.00 – Tribunale di Grosseto riammette in classe maestra non vaccinata: “esclusione illegittima”.
9.30 – Libera dopo 19 mesi la militante No Tav Dana Lauriola: fu condannata per occupazione stradale pacifica.
10.20 – Mark Zuckerberg incontra Draghi e Colao a Palazzo Chigi: “sforzo congiunto per lo sviluppo del metaverso”.
10.40 – La Corte Suprema israeliana approva la distruzione di otto villaggi palestinesi.
11.20 – NATO: la Corea del Sud viene ammessa al Centro di difesa informatica.
11.40 – Polizia postale: “Nel 2022 + 50% degli arresti per pedopornografia.
12.00 – Scoperte a Milano tre ciocche di capelli di Napoleone portate da Sant’Elena da un suo collaboratore.
13.00 – Presidio per Assange sotto la sede Rai per chiedere all’informazione di prendere posizione.
14.00 – Russia annulla parata del 9 maggio in Donbass per mancanza di condizioni di sicurezza.
16.00 – Il Parlamento Europeo vota la proroga del green pass fino a giugno 2023.
17.00 – Inchiesta del Guardian: da inizio guerra la Russia ha raddoppiato i profitti sul gas incassando 62 mld euro in due mesi.
Fao: grave insicurezza alimentare per 193 milioni di persone
“Nel 2021 circa 193 milioni di persone in 53 paesi o territori hanno sperimentato un’insicurezza alimentare grave”: è quanto fa sapere la Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), la quale tramite un comunicato afferma che tali dati sono emersi dal rapporto annuale condotto dal Global Network Against Food Crises, un’alleanza internazionale di cui fanno parte le Nazioni Unite, l’Unione Europea ed alcune agenzie sia governative che non governative. Si tratta di “un aumento di quasi 40 milioni di persone rispetto al numero già record del 2020”, fa inoltre sapere la Fao, che tra le cause della crisi alimentare cita le guerre, gli shock economici e le condizioni climatiche estreme.
Cosa contiene il nuovo decreto riaperture votato (come al solito) con voto di fiducia
Nella giornata di oggi la Camera dei Deputati ha approvato, con 316 voti favorevoli, 48 contrari e 6 astenuti, il disegno di legge di conversione del cosiddetto decreto riaperture, contenente le “disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da Covid, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza”. Il testo, sul quale il governo ha posto (come al solito) la fiducia martedì scorso, dovrà ora passare all’esame del Senato ed essere convertito in legge entro il 23 maggio, motivo per cui sembra altamente probabile che la fiducia verrà posta anche a Palazzo Madama e che vi sarà la sua approvazione. Il decreto riaperture, tuttavia, non pare essere totalmente in linea con quella che dovrebbe essere la sua natura: tra le altre cose, infatti, fino al 15 giugno la mascherina dovrà essere indossata in determinati luoghi al chiuso così come continuerà ad esservi l’obbligo vaccinale per il personale scolastico.
Per quanto concerne le mascherine, nello specifico la FFP2 viene prescritta su tutti i mezzi di trasporto pubblico locale e a lunga percorrenza – come treni, aerei, traghetti e bus – e sarà ancora necessaria anche per gli spettacoli e gli eventi sportivi al chiuso. Nei Cinema, nei teatri e nei palazzetti sportivi, dunque, si dovrà continuare a rispettare l’obbligo di indossare tali dispositivi di protezione. Oltre a ciò, ad eccezione dei bambini di età inferiore ai 6 anni, gli studenti dovranno continuare ad indossare la mascherina di tipo chirurgico in classe fino al 15 giugno, ossia fino alla fine dell’anno scolastico.
Il vaccino anti Covid, poi, come anticipato resterà obbligatorio fino al 15 giugno per tutto il personale scolastico. Secondo il decreto, infatti, la vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle attività didattiche a contatto con gli alunni ragion per cui, in caso di inosservanza di tale imposizione, il personale docente ed educativo verrà impiegato in attività di supporto all’istituzione scolastica non potendo recarsi in classe. Una disposizione che, come abbiamo già sottolineato in passato, inevitabilmente determina una disparità di trattamento tra i docenti vaccinati e quelli non vaccinati, di fatto privati del diritto ad insegnare. Oltre a questo, con il decreto riaperture viene anche esteso fino al 31 dicembre 2022 l’obbligo vaccinale per i professionisti sanitari e per i lavoratori del settore sanitario e socio-sanitario ed assistenziale, oltre che per i soggetti che svolgono la propria attività lavorativa nelle strutture residenziali, socio-assistenziali e socio-sanitarie. Per questi ultimi, la vaccinazione costituisce un requisito essenziale per svolgere il proprio lavoro.
Detto ciò, tali disposizioni non sono certamente state accolte con favore dalla totalità della popolazione: basterà citare la posizione degli esercenti delle sale cinematografiche, che contestano ampiamente quanto stabilito nei loro confronti. «La misura imposta alle sale cinematografiche è inammissibile e incomprensibile», ha affermato in tal senso Simone Gialdini, direttore generale dell’Associazione nazionale esercenti cinema (Anec). «Una ulteriore penalizzazione che non è più accettabile e rischia di segnare la definitiva chiusura di molti cinema. Dopo due anni, il 1° maggio segna l’allentamento dei protocolli per tutte le attività commerciali ma non per lo spettacolo al chiuso. Ci siamo rivolti al presidente del Consiglio Mario Draghi perché possa intervenire. Siamo l’unico paese in Europa che mantiene provvedimenti restrittivi», ha poi aggiunto Gialdini.
Inoltre, il decreto riaperture consente ai cittadini di rivolgersi alle farmacie per la vaccinazione sia contro il virus Sars-CoV-2 sia contro l’influenza stagionale: nello specifico, il testo prevede che le vaccinazioni contro il Covid e l’influenza in farmacia diventino strutturali e quindi proseguano anche nel periodo post emergenza. Una disposizione che, però, ha ricevuto alcune critiche. tra queste quella del deputato di Alternativa Massimo Enrico Baroni, che tramite un tweet ha affermato: «In caso di effetto avverso, in assenza di anamnesi, speriamo che il farmacista abbia il numero dell’ambulanza con medico a bordo». «A quanti diranno che il farmacista già poteva vaccinare (legge emergenziale Covid), sappiate che era possibile solo alla presenza di un medico, ora possono farlo da soli», ha inoltre aggiunto Baroni.
Infine, ieri è stato confermato un protocollo sottoscritto da governo e parti sociali il 6 aprile 2021 che prevede, tra le altre cose, l’uso obbligatorio delle mascherine “in tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro, al chiuso o all’aperto”. In questi casi, almeno fino al 30 giugno, sul luogo di lavoro la mascherina dovrà quindi essere indossata anche dove normalmente non è obbligatoria. Una misura, dunque, il cui senso scientifico andrebbe spiegato.
[di Raffaele De Luca]








