giovedì 3 Aprile 2025
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Lampedusa: 4 sbarchi in poche ore, arrivate 532 persone

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Questa notte 532 migranti sono arrivati a Lampedusa tramite quattro diverse imbarcazioni, che sono state soccorse (fra 12 miglia ed un miglio dalla costa) dalle motovedette della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza. Tutti i migranti sono stati poi sottoposti ad un controllo sanitario sul molo Favaloro e, successivamente, sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola, dove al momento vi sono 572 persone.

India: incendio in ospedale, almeno 18 morti

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In India almeno 18 persone hanno perso la vita in seguito ad un incendio scoppiato in un ospedale Covid. Lo hanno riportato i media locali, dai quali si apprende che le fiamme sono divampate all’interno dell’ospedale privato «Patel Welfare», nello stato occidentale del Gujarat. Inoltre il capo della polizia locale, Rajendrasinh Chudasama, ha affermato che si tratta di «16 pazienti e di 2 membri del personale sanitario» e che «altri 32 pazienti sono stati salvati dal personale dell’ospedale e trasferiti nelle strutture civili».

Greenpeace sanziona il Governo Draghi: solo “finzione ecologica”

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Gli attivisti di Greenpeace, la Ong che si occupa di difendere l’ambiente, si sono recentemente recati a Roma per conferire simbolicamente ai Ministeri del governo nuove denominazioni, così da sottolineare il controverso atteggiamento dell’esecutivo nei confronti delle politiche ambientali. In tal senso, al Ministero della Transizione Ecologica è stata apposta la targa «Ministero della Finzione Ecologica», a quello delle Infrastrutture e della mobilitĂ  sostenibile la targa «Ministero dei Treni Persi e dell’ImmobilitĂ  elettrica», al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali è stato dato il titolo di «Ministero per gli Allevamenti Intensivi ed Altre AttivitĂ  Inquinanti» e, infine, il Ministero dello Sviluppo Economico si è trasformato nel «Ministero dello Sviluppo che Distrugge il Pianeta».

I membri di Greenpeace sono contrari, nello specifico, al contenuto del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) del governo Draghi, ossia il programma di investimenti che l’Italia intende attuare nei prossimi 5 anni per risollevare l’economia interna che a breve sarĂ  inviato alla Commissione europea: esso dovrĂ  infatti essere approvato da Bruxelles in quanto la maggior parte dei fondi provengono dall’Ue. Gli attivisti sostengono che il Pnrr, ad eccezione di alcuni buoni passaggi come «accumuli per rinnovabili e solare agrovoltaico», su ambiente e clima sia «davvero deludente». In tal senso, essi contestano il fatto che non vi sia nessun intervento serio per l’agricoltura ecologica, nessuna vera prioritĂ  per le energie rinnovabili e che vi sia una scarsa attenzione per la mobilitĂ  urbana sostenibile e per la cura della biodiversitĂ . Inoltre, vi è una «porta spalancata per l’idrogeno blu di Eni, prodotto da gas usando tecniche rischiose e neppure convenienti». Per tutti questi motivi l’organizzazione ritiene che «nel PNRR della transizione ecologica si veda a malapena l’ombra».

A tutto ciò si aggiunge il fatto che lo scorso mese il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha firmato 7 decreti Via (Valutazione impatto ambientale) aventi ad oggetto altrettanti rinnovi di concessioni minerarie, progetti di messa in produzione di pozzi e di perforazione in diverse regioni d’Italia. Dunque, l’operato di quello che era stato definito dal premier Mario Draghi come un governo «ambientalista» suscita non pochi dubbi: la svolta verde necessaria per condurre il Paese verso un futuro piĂą sostenibile sarĂ , con ogni probabilitĂ , meno netta di quel che si pensava.

[di Raffaele De Luca]

Giappone: forte terremoto di magnitudo 6.8

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In Giappone è stata registrata alle ore 3:27 (ora locale 10:27) una scossa di terremoto di magnitudo 6.8 davanti alla costa centro-orientale. In base ai dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia italiano (Ingv) e del Servizio di monitoraggio geologico statunitense (Usgs), il sisma ha avuto ipocentro a 60 km di profondità ed epicentro a 38 km dalla città di Ishinomaki, nella regione di Tohoku, sull’isola Honshu.
Al momento, però, non sono stati segnalati danni a persone o cose e non è stato annunciato alcun pericolo di tsunami da parte delle autorità.

Covid: proteste dei giostrai in tutta Italia

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In diverse città italiane si è svolta nella giornata di oggi la protesta dei lavoratori di Luna Park contro le misure anti Covid e contro la mancanza di ristori. Milano, Bologna, Firenze e Venezia sono solo alcune di esse. Ma una delle più grandi manifestazioni si è svolta a Torino, con un centinaio di camion che hanno viaggiato a passo d’uomo sulla tangenziale ed hanno bloccato il traffico per 7 ore. I manifestanti, a 13 mesi dalla chiusura a causa della pandemia, hanno chiesto di poter riaprire in sicurezza subito.

Bezos vs Musk: i magnati digitali si sfidano alla conquista dello spazio

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Quando si pensa alla corsa allo spazio, la mente scivola regolarmente a Cina, Russia, Stati Uniti ed Emirati Arabi che fanno a gara per dimostrare di avere dalla propria parte i migliori tecnici, eppure esiste un secondo contenzioso, uno che si colloca su interessi esplicitamente venali e che poco o nulla ha a che vedere con le ambizioni scientifiche: quello delle aziende private.

Questa settimana lo scontro tra corporazioni con ambizioni galattiche ha raggiunto metaforicamente le stelle: lo SpaceX dell’eccentrico miliardario Elon Musk si è aggiudicato dalla NASA un bando da 2,9 miliardi di dollari per costruire il modulo di allunaggio che nel 2024 dovrĂ  portare nuovamente gli statunitensi sulla Luna. L’offerta di Musk ha scavalcato senza troppa fatica le proposte del Blue Origin guidato da Jeff Bezos, CEO di Amazon, e di Dynetics, aziende che si sono fondamentalmente trovate fuori dai giochi. Il risultato? Ambo gli avversari contestano ora formalmente i risultati della selezione, lamentando che le regole dell’appalto siano state modificate in corso di bando. In altre parole: la NASA doveva finanziare due progetti diversi contemporaneamente, ma l’agenzia governativa ha alterato i piani per mancanza di fondi.

L’agenzia spaziale statunitense ha d’altrocanto intrapreso la scelta più ovvia, ovvero ha puntato sull’unica impresa che ha accumulato dei risultati concreti e dimostrabili nell’esplorazione dello spazio. Certo, i prototipi di SpaceX hanno la tendenza a esplodere con una certa frequenza, tuttavia questi incidenti non fanno altro che regalare al tutto una nota di colore, riecheggiando a squarciagola quella filosofia del “move fast and break things” che piace tanto al mondo occidentale.

La NASA non è contentissima di dover lavorare con SpaceX, tuttavia i contendenti non hanno molto da offrire, se non progetti, buone idee e un disperato desiderio di emergere. Elon Musk questo non ha mancato di sottolinearlo con l’eleganza che lo contraddistingue, ovvero berciando su Twitter come Jeff Bezos non riesca neppure «a tirarlo su (in orbita)». Battute infantili sull’impotenza maschile a parte, Musk non ha tutti i torti: per iniziare a intavolare la sua rete satellitare, il leader di Amazon non ha potuto confidare sull’acerba Blue Origin, ma ha dovuto chiedere assistenza alla concorrente United Launch Alliance. Appoggiarsi a SpaceX sarebbe costato meno, ma Bezos non vuole in alcun modo abbracciare l’idea di finanziare colui che pian piano sta divenendo la sua nemesi.

Proprio le offerte irraggiungibili di Musk sono peraltro il motivo delle contestazioni di Blue Origin e di Dynetics: l’influenza spaziale dei progetti SpaceX sta assumendo sempre più proporzioni monopolistiche e il continuare a foraggiare con soldi pubblici colui che è già in testa alla competizione non farà che enfatizzare il già impressionante divario. Si tratta di una scelta che la stessa NASA ammette essere «rischiosa», se non altro perché il miliardario sudafricano sta già mostrando una baldanza estremamente arrogante.

Lo dimostra su tutto un episodio del 2019. Un satellite della European Space Agency (ESA) era a rischio collisione con uno di quelli di SpaceX; preoccupati, i tecnici europei sono entrati in contatto con il team americano, il quale ha tuttavia notificato loro di non avere alcuna intenzione di partecipare alle manovre di evasione. L’azienda di Musk ha mantenuto inalterata la rotta, obbligando l’agenzia internazionale a farsi da parte.

Bezos comunque non si arrenderà, tiene troppo a questo appalto: il progetto riscatterebbe la bistrattata immagine del suo Blue Origin, ma soprattutto quei 2,9 miliardi gli permetterebbero di compiere ricerche ingegneristiche che poi potrebbero essere applicate anche ai suoi progetti privati. Già in passato si era perso un contratto simile con la Space Force statunitense e quel fallimento ha rallentato fatalmente le sue ambizioni spaziali, se la cosa dovesse ripetersi, Musk guadagnerebbe ulteriore vantaggio, divenendo pressoché irraggiungibile.

[di Walter Ferri]

Israele: incidente durante evento religioso, almeno 44 morti e 150 feriti

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In Israele almeno 44 persone hanno perso la vita ed altre 150 sono rimaste ferite. Questo il bilancio attuale dell’incidente avvenuto questa notte sul monte Meron, in Galilea, durante lo svolgimento della festivitĂ  ebraica di Lag ba-Omer. Vi è stata una gigantesca fuga di massa provocata dal crollo delle gradinate che ospitavano migliaia di partecipanti e molti di loro sono rimasti schiacciati. In seguito alla tragedia, il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha dichiarato il lutto nazionale nella giornata di domenica.

Conservazione, un progetto high-tech per salvare gli orsi polari dall’estinzione 

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Da anni gli archeologi di tutto il mondo sono alla ricerca della tomba di Genghis Khan, il grande imperatore mongolo del XIII secolo. Si dice che questo, prima di esalare l’ultimo respiro, chiese di essere seppellito in segreto, e che per rispettare tale volere, un esercito in lutto trasportò la sua salma uccidendo chiunque incontrasse sul proprio cammino. Sono passati 800 anni e nessuno ancora ha scoperto la tomba dell’imperatore, ma le ricerche hanno ispirato un progetto innovativo, che potrebbe aiutare a preservare l’esistenza degli orsi polari.

Si tratta del radar ad apertura sintetica, in inglese Synthetic-aperture radar (SAR), tecnologia utilizzata dagli archeologi per la ricerca del sepolcro di Genghis Khan nelle foreste della Mongolia, ma importante anche per trovare superstiti dopo catastrofi naturali come le valanghe. Per questo i ricercatori della PBI (Polar Bears International) e gli studenti della BYU (Brigham Young University), hanno pensato di montare un dispositivo SAR sull’aereo militare Cessna O-2A Skymaster, al fine di scovare le tane degli orsi polari sull’altopiano della foresta di Manti-La Sal, nello Utah. Gli esperti hanno utilizzato il Synthetic-aperture radar al posto del consueto Forward-looking infrared (FLIR), il quale si basa sul rilevamento del calore ed è efficace meno del 50%. Il SAR utilizza invece le onde radio e, non solo offre una scansione piĂą ampia e dati piĂą precisi, ma è anche in grado di funzionare in condizioni atmosferiche avverse e nell’oscuritĂ  della notte.

Il fine della ricerca è quello di munirsi di una tecnologia sofisticata che permetta di setacciare gli habitat degli orsi polari e di effettuare censimenti piĂą accurati, così da poterli proteggere dal cambiamento climatico e dalle attivitĂ  petrolifere dell’uomo. Lo scioglimento dei ghiacci sta rendendo sempre piĂą difficile il reperimento di cibo per questi grandi mammiferi, i quali sono spesso costretti a lunghi periodi di digiuno o a intraprendere spostamenti pericolosi. Sono rimasti meno di 26mila esemplari sulla Terra, pertanto individuare le tane e proteggere il piĂą possibile gli orsi – in modo particolare i cuccioli – è essenziale.

[di Eugenia Greco]

Sudafrica: morta regina reggente Zulu

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E’ morta Shiyiwe Mantfombi Dlamini, 65 anni, che solo un mese fa aveva assunto le veci di reggente alla morte del marito, il re Goodwill Zwethilini. La notizia è stata data dalla famiglia reale degli Zulu. Un successore per la guida della nazione Zulu, che conta 11 milioni di sudafricani, non è ancora stato scelto. Il primo ministro ha assicurato che non vi saranno vuoti di potere.

Francia, la Renault licenzia? Gli operai sequestrano i dirigenti

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A Caudan, in Bretagna, nei giorni scorsi la tensione è stata altissima. I lavoratori della fonderia del marchio Renault hanno organizzato una manifestazione di protesta contro la vendita dell’impianto che causerebbe il licenziamento dei 350 lavoratori che operano nel sito. Non vedendo accolte le richieste di dialogo, dopo settimane di mancate risposte alle richieste dei rappresentanti sindacali, i lavoratori hanno circondato la fabbrica non permettendo a nessuno di uscire, neanche ai dirigenti. L’intero sito è stato bloccato e la fabbrica occupata dai lavoratori: la liberazione dei dirigenti è avvenuta dopo oltre dieci ore.

GiĂ  dal mese di marzo i lavoratori si sono mobilitati per scongiurare la vendita e/o la chiusura dell’impianto senza però ottenere risposte soddisfacenti circa il loro futuro. Ad inizio settimana il governo francese aveva deciso di istituire un fondo da 50 milioni di euro, in parte sostenuto dalla stessa Renault e dal gruppo Stellantis, per la riqualificazione dei lavoratori delle fonderie francesi, compresa quella di Caudan, che rischiano il posto di lavoro in virtĂą della decisione del governo e dei costruttori di auto di puntare su veicoli elettrici. La Renault punta a ridurre i costi per oltre 3 miliardi di euro in tre anni con una serie di misure come il taglio di 4.600 dipendenti.

Così, martedì mattina è scoppiata la protesta in maniera aperta, con lo sciopero dei lavoratori che è proseguito ad oltranza fino alla decisione, del giorno seguente, di trattenere i dirigenti all’interno della fabbrica per ottenere quelle risposte che non avevano ancora ricevuto. Alla fine, i dirigenti sono stati lasciati uscire tra gli applausi ironici degli stessi lavoratori della fonderia.

Non è la prima volta che cose di queste genere accadono in Francia. Il caso più famoso risale al 2015, quando i dipendenti di Air France assaltarono la sede della compagnia aerea, per protestare contro i licenziamenti, tennero i manager chiusi dentro e poi li aggredirono facendoli fuggire con gli abiti eleganti fatti a brandelli.

[di Michele Manfrin]