Migliaia di tunisini hanno protestato oggi contro il presidente Kais Saied, chiedendo il ritorno al normale ordine democratico. Dalla scorsa estate, momento del suo insediamento, Saied ha condotto un particolare processo di accentramento del potere, sciogliendo il Parlamento e iniziando a governare per decreto, con l’obiettivo di sostituire l’attuale costituzione attraverso un referendum. «È diventato chiaro che il popolo sostiene un ritorno al percorso democratico», ha detto Samira Chaouachi, vice leader del parlamento sciolto lo scorso marzo.
NATO, la Finlandia chiederà ufficialmente di entrare
La Finlandia chiederà ufficialmente di entrare nella NATO. Lo hanno annunciato in una conferenza stampa a Helsinki il presidente Sauli Niinisto e il primo ministro Sanna Marin. La richiesta dovrebbe essere presentata martedì, giorno in cui è attesa dal parlamento la ratifica della decisione delle alte cariche del paese. «È un giorno storico, una nuova era si apre», ha detto il presidente in conferenza stampa, incalzato dalle parole del primo ministro: «La minaccia nucleare è seria. Essere nella NATO rafforzerà la nostra sicurezza».
Buffalo, Usa: sparatoria provoca 10 morti
In un supermercato a Buffalo (Stati Uniti) una sparatoria ha provocato 10 vittime in un quartiere a maggioranza afroamericana. Ad aprire il fuoco, sparando almeno settanta colpi, è stato Payton Gendron, uno studente di diciotto anni che nelle ore precedenti alla strage aveva pubblicato online un manifesto suprematista di oltre 100 pagine in cui si affermava “la necessità di cambiare i tassi di natalità dei bianchi, calati negli ultimi anni”. Così Payton Gendron si è presentato prima nel parcheggio e poi all’interno del supermercato imbracciando un AR-15 e colpendo 13 persone. Il tutto mentre era in diretta streaming su Twitch. La polizia e l’FBI indagano per il reato di “crimine d’odio razziale e estremismo”.
Sabato 14 maggio
7.00 – Colloqui tra Ucraina e Russia per evacuare i combattenti asserragliati nell’acciaieria di Mariupol.
8.00 – India, grave incendio in un palazzo di Delhi: almeno 27 i morti.
8.40 – La Corte d’Appello di Brescia ordina la riapertura del processo per la strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974.
10.00 – Georgia: le autorità della regione indipendentista dell’Ossezia del Sud annunciano che il 17 luglio terranno un referendum l’annessione alla Russia.
11.00 – L’India vieta ogni esportazione di grano per proteggere la sicurezza alimentare a causa dell’aumento dei prezzi.
14.00 – Dopo lo scandalo provocato dalle immagini dell’aggressione al corteo funebre palestinese, la polizia israeliana annuncia un’indagine interna.
15.50 – Kiev annuncia di aver lanciato una controffensiva vicino alla città russa di Izium, nell’Ucraina orientale.
17.00 – La città di Londra vara un piano per reintrodurre reintrodurre uccelli e castori nei parchi urbani.
Israele: polizia apre inchiesta su incidenti ai funerali della giornalista uccisa
In seguito alla protesta internazionale sviluppatasi a causa delle immagini che mostrano le cariche degli agenti di polizia durante i funerali, svoltisi a Gerusalemme, della giornalista palestinese Shireen Abu Akleh recentemente uccisa dai proiettili israeliani, la polizia israeliana ha reso noto che aprirà un’inchiesta. “Il commissario di polizia israeliano, in coordinamento con il ministro della pubblica sicurezza, ha ordinato un’indagine sull’incidente”, ha infatti comunicato la polizia, aggiungendo che “i risultati dell’indagine saranno presentati al commissario nei prossimi giorni”.
Querele bavaglio: l’UE si muove in difesa della libertà d’informazione
La Commissione europea ha recentemente adottato misure a protezione dei giornalisti e della loro attività di informazione. Con una direttiva ed una raccomandazione, ha posto sul tavolo europeo la lotta al fenomeno delle “SLAPP” (Strategic Lawsuits Against Public Participation), le azioni legali “bavaglio”. Si tratta questa volta di una iniziativa importante, perché indirizzata a fermare una subdola forma di molestia giudiziaria attuata con l’obbiettivo di intimidire e quindi fermare i giornalisti che hanno il coraggio di trattare tematiche di interesse pubblico che spesso vanno a ledere importanti interessi privati. In Italia, l’esempio tipico dell’azione legale “bavaglio” è la querela che colpisce, spesso in modo pretestuoso, non solo giornalisti, ma anche cittadini che divulgano informazioni su questioni di interesse generale, attivisti e organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti. Lo scopo della Commissione è duplice: tutelare la libertà d’espressione e di informazione, e assicurare che le vittime di SLAPP abbiano un adeguato accesso alla giustizia, in equilibrio con i diritti alla vita privata.
La direttiva proposta dalla Commissione riguarda la materia civile e fornisce concreti strumenti di contrasto al fenomeno, innanzitutto il rigetto anticipato. Gli organi giurisdizionali competenti potranno tempestivamente rigettare un procedimento avviato contro un giornalista, una persona o un’organizzazione, se chiaramente privo di fondamento o abusivo. E la medesima cosa potrà avvenire anche fra Stati, poiché la direttiva ha valore transfrontaliero. Se la sentenza di uno stato terzo origina da un procedimento abusivo contro una persona anche solo domiciliata in UE, gli Stati membri dovrebbero rifiutarne il riconoscimento.
Le SLAPP si caratterizzano per il profondo squilibrio di potere e risorse finanziarie fra le parti. Coloro che le mandano avanti non di rado prendono di mira i giornalisti anche con più di un’azione contemporaneamente, facendogli perdere a poco a poco tutte le risorse economiche. Per questo la Commissione ha proposto che se l’azione legale risulta abusiva, chi l’ha intentata dovrà provvedere a tutte le spese processuali, comprese quelle per gli onorari degli avvocati del convenuto. Inoltre la vittima dell’azione bagaglio avrà il diritto di richiedere un risarcimento integrale dei danni: sia materiali che immateriali. Sempre sul fronte economico si inserisce poi lo strumento delle sanzioni dissuasive, che gli organi giudiziari potranno infliggere per dissuadere dal mettere in atto le SLAPP.
La raccomandazione della Commissione funge invece da integrazione alla Direttiva. Ha lo scopo di incoraggiare gli Stati membri ad adeguare i propri quadri giuridici, in modo da affrontare le SLAPP anche a livello nazionale. In particolare, oltre all’introduzione nell’ ordinamento interno dello strumento del rigetto anticipato, chiede agli Stati membri di curare le proprie leggi in materia di diffamazione. È necessario verificare e garantire che non abbiano un impatto ingiustificato sulla libertà di espressione, sull’ambiente mediatico, che deve essere aperto, libero e pluralistico, e sulla partecipazione alla res publica. La raccomandazione richiede agli Stati anche di formare sulle SLAPP, sia i professionisti del diritto che i giornalisti. Ma anche i cittadini. Sottolinea l’esigenza di attuare campagne di informazione e sensibilizzazione, nonché di garantire forme di sostegno individuale e indipendente alle vittime. I dati sul fenomeno delle azioni legali bavaglio a livello nazionale dovranno essere raccolti e aggregati, e poi divulgati alla Commissione a partire dal 2023.
La Raccomandazione è uno strumento direttamente applicabile ed è già entrata in vigore il 27 aprile scorso. I singoli Stati membri dovranno riferire alla Commissione sulla sua attuazione nei 18 mesi a venire. La direttiva invece, prima di diventare atto legislativo UE a tutti gli effetti, dovrà essere discussa da Parlamento europeo e Consiglio, e poi adottata.
[di Andrea Giustini]
Ucraina, G7: aumentare pressione economica sulla Russia
“Riaffermiamo la nostra determinazione ad aumentare ulteriormente la pressione economica e politica sulla Russia, continuando ad agire in unità”: è ciò che avrebbero comunicato, secondo quanto riportato dal quotidiano The Guardian, i ministri degli Esteri dei Paesi del G7. Dopo tre giorni di colloqui nel nord della Germania, infatti, i ministri avrebbero fatto sapere di avere intenzione di estendere le sanzioni nei confronti di Mosca, affermando altresì che non avrebbero mai riconosciuto “i confini che la Russia ha tentato di cambiare con l’aggressione militare”.







