Alcuni attivisti di Greenpeace ed Extintion Rebellion hanno bloccato la consegna di circa 95 mila tonnellate di petrolio russo in Norvegia, incatenando una delle loro imbarcazioni alla petroliera Ust Luga. La mossa costituisce una forma di protesta contro la guerra in Ucraina, secondo quanto dichiarato da Greenpeace. “Il petrolio è alla base non solo della crisi climatica, ma anche delle guerre e dei conflitti. Sono scioccato che la Norvegia operi come porto franco per il petrolio russo, che sappiamo finanziare la guerra di Putin” ha detto Frode Pleym, capo di Greenpeace Norvegia. La polizia locale ha riferito di aver proceduto con l’arresto di diversi attivisti.
Pace o aria condizionata? Draghi ha scelto: Palazzo Chigi compra 57 condizionatori nuovi
«Preferiamo la pace o il condizionatore acceso? Questa è la domanda che ci dobbiamo porre». Con queste drammatiche parole, pronunciate all’inizio di aprile per rimarcare l’adesione alle posizioni di Bruxelles riguardo la guerra in Ucraina, il presidente del Consiglio Mario Draghi faceva appello al senso di responsabilità e solidarietà degli italiani. «Se l’Ue ci propone l’embargo sul gas, siamo contenti di seguire. Quello che vogliamo è lo strumento più efficace per la pace» aveva dichiarato il premier. Ad appena un paio di settimane di distanza da queste sentite affermazioni, il Governo opta per un rinnovamento dei propri impianti e ordina 57 condizionatori per gli uffici in via della Stamperia n.8, a Roma. Qui ha sede il Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie nel quale lavora il ministro Mariastella Gelmini.
Tra il drammatico aut-aut di Draghi e l’acquisto degli apparecchi per la sede di via della Stamperia (il cui prezzo è di poco superiore ai 39 mila euro) non vi è certo un collegamento diretto. Tuttavia non può non saltare agli occhi l’ironia delle tempistiche. La manutenzione degli impianti dovrebbe di fatto consentire un risparmio energetico rispetto al passato. Solamente pochi giorni fa il Governo ha varato l'”operazione termostato”, che si pone l’obiettivo di risparmiare 4 miliardi di metri cubi di gas nel solo 2022 per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia. Tuttavia, visto l’inesorabile e progressivo aumento delle temperature, il condizionatore si profila come un apparecchio al quale sarà difficile rinunciare del tutto. Anche all’interno delle sedi governative.
[di Valeria Casolaro]
Spesa militare mondiale ai massimi storici: oltre 2 mila miliardi nel 2021
Secondo un rapporto del think-tank svedese della difesa SIPRI la spesa militare mondiale ha per la prima volta superato i 2000 miliardi di dollari nel 2021, raggiungendo il massimo storico. Tra i primi cinque Paesi per spesa maggiore vi sarebbero USA, Cina, India, Regno Unito e Russia, i quali rappresentano complessivamente il 62% della spesa globale. L’aumento delle spese militari si è verificato nonostante la pandemia da Covid abbia inflitto un duro colpo alle economie di tutto il mondo. Secondo alcuni ricercatori del SIPRI, si tratta di cifre destinate a crescere in futuro.
Le manifestazioni anti islamiche stanno infiammando la Svezia
Negli ultimi giorni la parte meridionale della Svezia ha vissuto tra le sue strade momenti di grande violenza. Ci sono stati infatti numerosi scontri in alcune città per via dell’annuncio, da parte del partito di estrema destra Stram Kurs, di manifestazioni anti islamiche. Nello specifico, il leader del movimento Rasmus Paludan aveva dichiarato che avrebbe bruciato in pubblico diverse copie del Corano. In risposta alle sue parole, sono scesi in strada migliaia di contromanifestanti, indignati per le affermazioni di Paludan e dal rifiuto delle autorità di cancellare i comizi islamofobi. I manifestanti si sono scontrati con la polizia, che li ha accusati di attacchi ingiustificati: i reciproci assalti hanno provocato almeno 40 feriti tra civili e forze dell’ordine.
🔴 Ci sono stati violenti scontri a Orebro, in #Svezia, dopo che il politico di estrema destra Rasmus Paludan, scortato dalla polizia, ha bruciato una copia del Corano durante un picchetto in un quartiere abitato da molti musulmani.
Il bilancio per ora è di 40 feriti. pic.twitter.com/sMoyh1qXJT
— LifeGate (@lifegate) April 20, 2022
Ma andiamo nel dettaglio degli eventi. La prima manifestazione di Stram Kurs era stata prevista per giovedì 14 aprile nella città di Linköping. Ma prima ancora che Paludan potesse parlare o radunare i suoi seguaci, gli scontri con la polizia erano già cominciati. I presenti raccontano di vetture date alle fiamme, sassi lanciati contro le forze dell’ordine e gomme d’auto bruciate. In serata ci sono stati scontri simili anche a Norrköping, nonostante il comizio di Stram Kurs fosse già stato sospeso. Qui un gruppo composto da circa 200 persone ha aggredito la polizia, devastandone i suoi mezzi di trasporto, e gli agenti hanno sparato colpo di avvertimenti in aria.
Svezia: scontri tra manifestanti e polizia innescato per il tour nel Paese del leader R. Paludan del partito Stram Kurs (movimento anti-islamico e anti-immigrati), che ha organizzato incontri con i cittadini contro la comunità islamica e vantandosi di aver bruciato copie Corano pic.twitter.com/zamPBXoZ3E
— The Cip (@cip_the) April 19, 2022
Venerdì lo stesso scenario si è ripetuto anche nella città di Orebro, dove dieci agenti di polizia sono stati feriti, e sabato a Landskrona, dove 100 persone hanno lanciato pietre, bruciato auto e cestini della spazzatura. Alcuni giornali locali hanno riferito di scontri anche nel sobborgo di Rinkeby, a Stoccolma, dopo l’incenerimento di una Copia del Corano da parte di Paludan.
Anche se gli scontri fisici si sono arrestati nella serata di sabato, la situazione rimane ancora molto tesa. Il capo della polizia di Stato, Anders Thornberg, ha riferito di non aver mai visto scontri così violenti.
Ma chi è Rasmus Paludan? E cosa rappresenta il suo partito?
Mentre i disordini proseguivano violenti per le strade, Paludan ha spiegato di non essersi presentato a nessuna delle manifestazioni programmate perché “le autorità svedesi hanno dimostrato di essere completamente incapaci di proteggere se stesse e me”. Di lui si è iniziato a parlare nel 2017, anno in cui ha cominciato a realizzare video YouTube anti-musulmani. Una delle sue azioni più famose è stata quella di bruciare il Corano avvolto nella pancetta di maiale (animale le cui carni sono vietate per chi professa la religione musulmana). Paludan ha più volte definito i suoi gesti “un tributo alla libertà di parola”.
Danish politician Rasmus Paludan goes to a Muslim neighborhood to burn the Quran. Source: trtworld pic.twitter.com/gB87KUksQM
— Jean Jacques Dessalines (@JeanJacquesDes7) April 15, 2022
In un video risalente a dicembre del 2018, si era rivolto ai suoi spettatori dicendo che “il nemico è l’Islam e i musulmani. Se non fosse rimasto un solo musulmano su questa Terra, avremmo raggiunto il nostro obiettivo finale”. Per questo motivo è stato condannato nel 2019 a scontare 14 giorni di carcere in Danimarca, per discorsi razzisti. L’anno successivo, per la stessa accusa (a cui si aggiunge quella di diffamazione), ha dovuto affrontare un altro mese di reclusione.
Il suo partito, Stram Kurs, al momento non è riuscito a vincere nemmeno un seggio alle ultime elezioni nazionali danesi nel 2019, ma Paludan prevede di candidarsi alle prossime. Molti esperti sostengono infatti che la sua trovata di riproporre lo “sketch” del Corano dato alle fiamme ha l’obiettivo di raccogliere sostegno prima delle elezioni.
[di Gloria Ferrari]
Francia, Macron rieletto Presidente
Emmanuel Macron è stato rieletto presidente della Francia, con 18,7 milioni di voti (il 58,5%). L’avversaria Marine Le Pen si ferma al 41,45% delle preferenze (13,3 milioni di voti), riconoscendo la sconfitta ma sottolineando il grande risultato raggiunto: mai prima d’ora, infatti, l’estrema destra si era trovata tanto vicina all’elezione all’Eliseo. Il livello di astensionismo registrato è il più alto dal 1969 per un ballottaggio: il 28% degli elettori non si è infatti presentato alle urne.
Domenica 24 aprile
6.00 – Argentina: migliaia di contadini in strada con i trattori protestano contro tasse e inflazione.
9.00 – Marcia Perugia-Assisi: 25mila persone a piedi per chiedere la pace.
10.00 – Bologna, al presidio antifascista si parla della “resistenza del Donbass”: un gruppo di ucraini aggredisce i partecipanti.
11.00 – Shanghai, le autorità innalzano recinti per imporre lockdown, alimentando nuove proteste.
12.00 – L’OMS lancia l’allarme per l’epatite acuta infantile: «dal 21 aprile 169 casi in 11 Paesi».
16.00 – Secondo il Viminale sono 100.306 i profughi arrivati fino ad ora in Italia dall’Ucraina.
19.15 – Vito Petrocelli, presidente Commissione Esteri, è stato espulso dal M5S dopo tweet “Buona LiberaZione”, con la Z maiuscola (simbolo delle forze russe in Ucraina).
20.05 – Presidenziali francesi: secondo gli exit poll Macron rieletto con 58,2% dei voti.
Presidenziali francesi: Macron verso la rielezione
Il presidente francese in carica, Emmanuel Macron, è a un passo dalla rielezione. Secondo gli exit poll il candidato centrista ha raccolto il 58,2% dei voti al ballottaggio, superando la candidata del Front National, Marine Le Pen, ferma a un ragguardevole 41,8%. La candidata della destra ha già parlato, ammettendo la sconfitta, ma rivendicando «un grande risultato» e rilanciando la battaglia in vista delle elezioni amministrative. A breve Macron potrebbe pronunciare il discorso delle vittoria .
Corno d’Africa, Unicef: 10 milioni di bambini affrontano grave siccità
“Il numero di bambini che sta affrontando una grave siccità nel Corno d’Africa è aumentato di oltre il 40% nel giro di due mesi”: è quanto comunicato tramite una nota dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef), il quale specifica che “tra febbraio e aprile il numero di bambini che stanno facendo i conti con l’impatto della siccità – tra cui fame acuta, malnutrizione e sete – è aumentato da 7,25 milioni ad almeno 10 milioni”. “Più di 1,7 milioni di bambini in Etiopia, Kenya e Somalia hanno bisogno di trattamenti urgenti contro la malnutrizione acuta grave”, si legge inoltre all’interno della nota, nella quale viene specificato che “se le piogge non saranno sufficienti nelle prossime settimane, questa cifra salirà a 2 milioni”. «Se non agiamo ora, vedremo tanti bambini morire nel giro di poche settimane», ha affermato Mohamed M. Fall, Direttore regionale dell’Unicef per l’Africa orientale e meridionale.
Colloquio telefonico Erdogan-Zelensky: Turchia pronta a mediare durante negoziati
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel corso del quale i due hanno parlato dei negoziati tra Russia ed Ucraina e degli ultimi sviluppi della guerra: a renderlo noto è stata la presidenza turca tramite un comunicato, dal quale si apprende che Erdogan ha affermato che la Turchia sia pronta a sostenere il processo negoziale, anche svolgendo un ruolo di mediazione. “Il presidente Erdogan ha dichiarato che i feriti e i civili devono essere definitivamente evacuati da Mariupol, dove la situazione diventa più triste ogni giorno che passa”, si legge inoltre nel comunicato della presidenza.






