Nel nuovo report La tutela della fauna selvatica e il bracconaggio in Italia Legambiente denuncia l’inadeguatezza della ormai trentennale normativa a tutela della fauna omeoterma (mammiferi e uccelli) e che regola l’attività venatoria. La legge proteggerebbe appena l’1,1% della fauna presente sul territorio e non porrebbe soluzioni adeguate a problemi quali la tutela della biodiversità e il bracconaggio. Secondo il report in Italia la gestione della fauna omeoterma è affidata per la quasi totalità ai cacciatori e solamente in parte residuale agli enti pubblici, mentre il bracconaggio alimenta un mercato d’affari che oscilla tra i 50 e i 70 milioni di euro.
Russia: quasi 6000 arresti fra i manifestanti no war
Domenica 27 febbraio la polizia russa ha arrestato oltre 2000 manifestanti scesi nelle strade del Paese per protestare contro la decisione di Putin di invadere l’Ucraina. Dall’inizio delle ostilità, avvenuto il 24 febbraio scorso, si contano così quasi 6000 arresti e più di 50 città coinvolte nelle manifestazioni. A riportarlo è la ong OVD-Info, realtà impegnata in Russia nella tutela dei diritti umani e, nello specifico, nel sostegno ai perseguitati politici.
Iron Beam: il “muro laser” di Israele
Naftali Bennett, in un discorso all’Istituto per gli studi sulla sicurezza nazionale di Tel Aviv, ha annunciato il nuovo sistema di difesa di Israele: Iron Beam, “raggio di ferro”, altrimenti chiamato Laser Wall. In un primo momento il sistema di difesa affiancherà il famoso Iron Dome, la “cupola di ferro”, ovvero una vasta gamma di radar, sensori e batterie missilistiche utilizzate per intercettare i razzi in volo; in futuro, invece, il sistema di difesa sarà interamente costituito da armi laser che schermeranno l’intero territorio governato da Israele. Il “muro laser” dovrebbe entrare in funziona a partire dal prossimo anno.
«Questo ci permetterà, nel medio-lungo termine, di circondare Israele con un muro laser che ci difenderà da missili, razzi, UAV e altre minacce che essenzialmente porteranno via la carta più forte che i nostri nemici hanno contro di noi», ha detto Bennett durante il discorso di presentazione.
Durante il discorso e la presentazione del “muro laser”, il Primo Ministro Bennet si è scagliato con forza e aperta ostilità nei confronti dell’Iran: «La campagna per indebolire l’Iran è iniziata. Questa campagna è in tutte le dimensioni: azioni nucleari, economiche, cibernetiche, aperte e segrete, da sole e in cooperazione con gli altri. Più debole è l’Iran, più deboli sono i suoi delegati. Più affamato è il polpo, più i suoi tentacoli si avvizziscono». Secondo Bennet la schermatura laser è da considerarsi come un asso nella partita contro l’Iran, permettendo ad Israele di sventare attacchi nemici «con un impulso elettrico che costa pochi dollari». Inoltre, Israele si dice pronto a condividere la tecnologia con gli alleati nella regione mediorientale in chiara ed esplicita funzione anti-iraniana.
I primi test che sono stati fatto dall’esercito avrebbero assicurato il 100% di precisione alla distanza di 1 chilometro. Sebbene la sperimentazione sia stata effettuata montando la tecnologia laser su piccoli aerei che hanno centrato vari e diversi obiettivi in volo, la volontà espressa dal ministero della difesa è quella di costruire armi laser con una potenza di 100 kilowatt ed una portata di 20 chilometri.
Iron Beam high-energy laser (HEL), sviluppato da Rafael Advanced Defense Systems, permetterebbe di abbattere gli enormi costi che servono per tenere attiva e in funzione la “cupola di ferro” e sarebbe di una efficacia maggiore, distruggendo il bersaglio nemico circa quattro secondi dopo che i due laser a fibra ottica ad alta energia vi siano entrati in contatto.
Le armi ad energia diretta sono in rapido sviluppo in tutte le maggiori potenze mondiali e sono parte della nuova corsa agli armamenti. Dal Rapporto sul mercato globale dei sistemi d’arma laser 2022 si legge che il valore di questo settore ammonta attualmente a 4,81 miliardi di dollari e che nel corso dell’anno crescerà fino 5,39 miliardi; le proiezioni attuali indicano che nel 2026 il mercato delle armi laser varrà circa 8,53 miliardi di dollari.
Oltre la già citata israeliana Rafael Advanced Defense Systems, tra i principali attori nel mercato globale dei sistemi d’arma laser sono Applied Technology Associates, Boeing, Elbit Systems Ltd., General Atomics, BAE Systems, Lockheed Martin Corporation, MBDA, Northrop Grumman Corporation, Raytheon Technologies Corporation, Rheinmetall AG, Thales Group, Kratos, Leidos, Leonardo.
[di Michele Manfrin]
La NATO rafforza il sostegno militare all’Ucraina
La NATO ha emesso un comunicato nel quale riferisce che numerosi Paesi stanno “rafforzando il loro sostegno politico e pratico all’Ucraina”. Gli aiuti consistono in “migliaia di armi anticarro, centinaia di missili per la difesa aerea e migliaia di armi leggere e munizioni” che stanno per essere inviate, secondo quanto riferito. In particolare, “Belgio, Canada, Repubblica Ceca, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Regno Unito e Stati Uniti hanno già inviato o stanno approvando consegne significative”, mentre “l’Italia sta provvedendo a un sostegno finanziario”.
L’Ucraina accetta i colloqui di pace con Mosca
Secondo quanto riportato da diversi media, il governo ucraino avrebbe accettato di tenere colloqui di pace con la Russia. Le delegazioni delle due parti dovrebbero incontrarsi in un luogo non specificato lungo il confine bielorusso, ma non sono state date informazioni sull’orario. Nelle scorse ore Zelensky aveva rifiutato le richieste di Mosca di tenere colloqui in Bielorussia, vista l’ingente presenza di truppe russe nel Paese. Lukashenko, presidente della Bielorussia e alleato di Putin, si sarebbe impegnato a garantire che “tutti gli aerei, elicotteri e missili che stazionano sul territorio bielorusso rimangano a terra durante il viaggio, i colloqui e il ritorno della delegazione ucraina”.
Crisi Ucraina, Italia invia 110 milioni di euro a governo Kiev
Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio avrebbe appena firmato una delibera che dispone l’erogazione immediata di 110 milioni di euro destinati al governo ucraino, “come espressione concreta della solidarietà e del sostegno dell’Italia a un popolo con cui coltiviamo un rapporto fraterno”. Lo riferisce l’Ansa, che riporta come nella mattinata di oggi Di Maio abbia presieduto una riunione di coordinamento della Farnesina con l’ambasciata di Kiev. Nel pomeriggio il ministro parteciperà alle riunioni straordinarie del G7 Esteri e del Consiglio Affari Esteri.
Draghi dichiara lo stato di emergenza per la guerra in Ucraina: cosa significa?
Nella giornata di venerdì 25 febbraio il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per l’intervento all’estero della durata di tre mesi per far fronte alla crisi in Ucraina e consentire interventi straordinari mirati alla protezione della popolazione civile. Il provvedimento non ha perciò nulla a che vedere con l’emergenza sanitaria e le iniziative adottate nel contesto della pandemia, ma è stato dichiarato con l’unico scopo di permettere alla Protezione civile di inviare aiuti alla popolazione ucraina vittima della guerra.
Con lo scoppio del conflitto in Ucraina l’Unione europea si è immediatamente mobilitata per offrire aiuti umanitari alla popolazione civile. Il governo di Zelensky ne aveva fatto richiesta quando l’invasione russa era ancora un’ipotesi, per quanto del tutto probabile, chiedendo all’Unione Europea di impegnarsi in eventuali iniziative di sostegno alla popolazione ucraina. Il Commissario europeo per la Gestione delle Crisi Janez Lenarčič aveva in quell’occasione dichiarato che “L’UE offre piena solidarietà alla popolazione ucraina, anche con supporti concreti. Quando l’Ucraina ha richiesto il nostro aiuto, abbiamo lavorato 24 ore al giorno per aiutare le autorità. Aiuti immediati alla popolazione civile sono già in arrivo. Slovenia, Romania, Francia, Irlanda e Austria hanno già fatto le prime offerte ed io mi aspetto ulteriori aiuti nei prossimi giorni da parte degli altri membri degli Stati europei”.
Con l’esplodere della guerra, è stato così attivato dalla Commissione europea il Meccanismo europeo di Protezione civile, istituito nel 2001 e volto a portare aiuti umanitari in un Paese quando un’emergenza ne supera le capacità di risposta. Affinché la Protezione civile italiana possa contribuire è necessario attivare una specifica procedura, che richiede la dichiarazione “dello stato di mobilitazione del Servizio nazionale della protezione civile per intervento all’estero” e la “deliberazione dello stato di emergenza per intervento all’estero“, ovvero quello emanato dal Consiglio dei ministri. Lo stesso decreto deve individuare “le risorse finanziarie nei limiti degli stanziamenti del Fondo per le emergenze nazionali”, le quali ammontano in questo caso a tre milioni di euro. Come specificato nel comunicato del Consiglio dei ministri, i fondi “comprendono, al netto di quanto sarà rimborsato dall’Unione europea, gli oneri che verranno sostenuti per il trasporto, il dispiegamento e il reintegro dei materiali”.
Nel contesto della guerra in Ucraina, la Protezione civile nazionale italiana si impegna a fornire 200 tende da campo, per una capacità totale di 1000 posti letto. Queste si vanno ad aggiungere ai contributi di altri Paesi europei, che comprendono aiuti quali kit di primo soccorso, indumenti protettivi, generatori di corrente e pompe d’acqua.
[di Valeria Casolaro]
Australia, bomba d’acqua nel nordest: sette vittime
Eccezionali fenomeni meteorologici si sono abbattuti nel nordest dell’Australia, con temporali e alluvioni che in poche ore hanno sommerso la città di Brisbane, capitale del Queensland, causando almeno 7 vittime. Nella giornata di domenica vi sono state evacuazioni e interruzioni di corrente che hanno coinvolto decine di migliaia di abitazioni in tutta la regione. Il premier Palaszczuk ha parlato di eventi meteorologici “inaspettati” e “implacabili”. Lunedì almeno un centinaio di scuole rimarranno chiuse.







