sabato 3 Gennaio 2026
Home Blog Pagina 158

Yemen, Israele bombarda la capitale Sana’a

0

Israele ha nuovamente bombardato lo Yemen, prendendo di mira la capitale Sana’a. Con 15 raid l’aviazione israeliana ha colpito obiettivi strategici e civili. Attaccato anche il palazzo presidenziale, evacuato da tempo proprio a seguito di precedenti raid israeliani. Fonti locali parlano di diverse vittime, con i bilanci in aggiornamento. Lo scopo principale dell’attacco sarebbe l’assassinio di un leader degli Houthi, il movimento che da due anni minaccia le navi dirette a Israele come strumento di pressione verso quest’ultimo, affinché cessi il genocidio condotto in Palestina.

Caracas, liberati 2 detenuti italo-venezuelani

0

La Farnesina ha annunciato la scarcerazione a Caracas di Amerigo De Grazia, ex deputato, e Margherita Assenza, ex funzionaria pubblica. I due sono cittadini italo-venezuelani arrestati l’anno scorso in Venezuela e detenuti all’Helicoide, prigione politica del Paese. Da quanto si apprende, De Grazia e Assenza non potranno, almeno per il momento, lasciare Caracas dopo la scarcerazione. «Continua l’azione per la liberazione di Alberto Trentini e di tutti gli altri italiani ancora detenuti», fa sapere il Ministero degli Esteri.

Amnesty: gli USA impiegano l’IA per repressione del dissenso ed espulsioni di massa

6

L’accusa diretta al governo statunitense proviene da Amnesty International, l’organizzazione internazionale per i diritti umani: negli Stati Uniti, le autorità starebbero impiegando sistemi automatizzati basati sull’intelligenza artificiale per controllare e reprimere il dissenso sociale. Gli strumenti impiegati sono, in particolare, Babel X, prodotto da Babel Street, e Immigration OS, prodotto da Palantir. Nel mirino delle autorità sono finite soprattutto le proteste a sostegno della Palestina: secondo Amnesty, infatti, il controllo ha il fine di inserire gli studenti pro-palestinesi nel programma Catturare e Revocare, che prevede la revoca dei visti a chi prende parte a manifestazioni a favore della Palestina. Ad essere controllati sono anche persone migranti e richiedenti asilo.

Le prove del monitoraggio di massa provengono dall’esame di documenti pubblici come quelli del Dipartimento per la Sicurezza interna, bandi di assegnazione e altri. Il programma Babel X, riporta Amnesty, verrebbe impiegato per «valuta le “emozioni” e le probabili intenzioni delle persone utenti basandosi sul loro comportamento online». In questo modo, vengono identificati «contenuti collegati al “terrorismo”», che le autorità possono poi impiegare per decidere se revocare o meno i visti. Babel X è infatti in grado di «accogliere rapidamente una serie di dati relativi a una persona, come nome e cognome, indirizzo di posta elettronica o numero di telefono; può avere accesso ai suoi post sui social media, al suo indirizzo IP, al suo curriculum professionale e ai codici univoci di identificazione per le app di annunci pubblicitari in modo da localizzare il dispositivo».

Per quanto riguarda Palantir, il coinvolgimento con gli apparati di sicurezza e di intelligence statunitensi e israeliani è appurato (l’azienda fornisce a Israele i software necessari per portare a termine la propria campagna genocidiaria a Gaza). Il suo prodotto Immigration OS, versione aggiornata di programmi precedentemente esistenti, viene impiegato dall’ICE sin dal 2014, spiega Amnesty. Esso permette di «creare un archivio elettronico, che organizza e collega tutte le notizie e i documenti associati a una particolare indagine [su un caso di immigrazione], in modo che possano essere consultati da uno specifico luogo».

Entrambe gli strumenti sono fondamentali per portare avanti la politica di repressione delle proteste studentesche a favore della Palestina e di espulsione di massa di tutti i migranti “irregolari” messa in atto dall’attuale amministrazione Trump. In questo contesto sono divenuti celebri casi come quello di Mahmoud Khalil, neolaureato alla Columbia University (che, insieme ad Harvard ed altre univestià statunitensi, è finita nel mirino del governo nel contesto delle proteste contro il genocidio a Gaza) e titolare di un permesso di residenza permanente negli USA, arrestato nel suo appartamento dagli agenti della ICE in quanto portavoce delle proteste per la Palestina. Il suo permesso, come quello di tanti altri studenti, è stato successivamente revocato. Come sottolineato da Erika Guevara, alta direttrice delle ricerche e delle campagne di Amnesty, «sistemi come Babel X e Immigration Os hanno un ruolo fondamentale nel rendere possibile l’attuazione delle politiche repressive dell’amministrazione USA, facilitando decisioni rapide e automatizzate che hanno già causato espulsioni di massa a un ritmo senza precedenti, che non consentono un livello adeguato di procedure eque e che mettono significativamente in pericolo i diritti umani di tutte le persone immigrate, anche delle studentesse e degli studenti che non sono cittadini USA».

Guevara ha definito la situazione «profondamente preoccupante», in quanto «queste tecnologie consentono alle autorità di rintracciare rapidamente e prendere di mira studenti e altri gruppi marginalizzati con una velocità e un’ampiezza senza precedenti. Ne derivano arresti illegali ed espulsioni di massa, un clima di paura e un effetto raggelante ancora più diffuso tra le comunità migranti e tra le studenti e gli studenti internazionali nelle scuole e nei campus universitari».

Romagna, violento temporale nella notte: allagamenti e caduta alberi

0

Un forte temporale si è abbattuto intorno alle 4.30 di stamattina sulla costa romagnola, prima nelle zone di Ravenna e Cervia, dove sono stati registrati danni ingenti a spiagge e bagni, e poi nella provincia di Rimini. I violenti rovesci hanno causato la caduta di numerosi alberi, oltre ad allagamenti, con alcune strade che si sono presto trasformate in fiumi d’acqua. La caduta di alcuni pini a Milano Marittima ha isolato alcune zone, richiedendo l’intervento dei vigili del fuoco. Dalle 6 di stamattina sono sospesi i treni nel tratto Rimini-Ferrara, mentre altri treni regionali possono subire ritardi o cancellazioni.

La Cisgiordania tra occupazione e resistenza

1

Ormai non ci sono dubbi, se mai ce ne siano stati: Israele punta alla conquista totale e alla distruzione di quello che sarebbe dovuto essere lo Stato palestinese e del suo popolo. Obiettivi dichiarati e perseguiti alla luce del sole, nonostante vadano contro il diritto internazionale. «È la fine dell'illusione dello Stato di Palestina», così ha detto il Ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, durante la presentazione del nuovo programma di insediamento coloniale nei territori della Cisgiordania denominato «Piano E1». Il piano prevede la costruzione di 3.400 unità abitative, con il...

Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati.
Scegli l'abbonamento che preferisci 
(al costo di un caffè la settimana) e prosegui con la lettura dell'articolo.

Se sei già abbonato effettua l'accesso qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" in alto a destra.

ABBONATI / SOSTIENI

L'Indipendente non ha alcuna pubblicità né riceve alcun contributo pubblico. E nemmeno alcun contatto con partiti politici. Esiste solo grazie ai suoi abbonati. Solo così possiamo garantire ai nostri lettori un'informazione veramente libera, imparziale ma soprattutto senza padroni.
Grazie se vorrai aiutarci in questo progetto ambizioso.

Scuola, Codacons: “Stangata da 1300 euro a studente per materiale e libri”

0

Sta per arrivare la consueta spesa di settembre per le famiglie italiane e, secondo una recente analisi Codacons, si tratterebbe di una vera e propria stangata: secondo le stime, tra libri e materiale scolastico la spesa per l’anno 2025/2026 potrà superare i 1.300 euro a studente, con zaini, astucci e diari che registrano rincari tra il 3% e il 5%. I prezzi vanno fino ai 200 euro per uno zaino griffato, fino ai 60 euro per un astuccio completo e fino a 40 euro per un diario. Non va meglio nemmeno sul fronte dei libri: l’Istat segnala un aumento medio del 3,8% rispetto al 2024, aggravato da un mercato dominato da pochi editori e dalle nuove edizioni a costi maggiori.

Media: “Israele ha chiuso il valico Kerem Shalom, aiuti compromessi”

0

Dopo quattro settimane consecutive in cui Israele ha aperto il valico di Kerem Shalom – il principale punto di passaggio tra Israele, Gaza ed Egitto, usato per il transito di merci, aiuti umanitari e controlli doganali – e ha consentito l’ingresso di aiuti umanitari a Gaza, le autorità di Tel Aviv hanno chiuso completamente il passaggio. Lo riferisce una fonte ufficiale della Mezzaluna rossa egiziana, aggiungendo: «Le autorità israeliane hanno inoltre mantenuto la loro intransigenza, impedendo l’ingresso di aiuti umanitari a Gaza e chiudendo il valico di Rafah sul lato palestinese».

Leoncavallo: perché rimaniamo sempre soli di fronte al potere

2

Oggi leggo del Leoncavallo. Confesso, ne so troppo poco. Tuttavia mi sento di dire che la buona democrazia deve sempre tenere accesi i fuochi che la insidiano, deve amare chi non è d’accordo, e nello stesso tempo deve diventare rauca a forza di urlare le sue ragioni.

Deve, come in una buona nave, tenere pronti i salvagente, sentire le urla di chi ha bisogno, salvare anche i presunti propri nemici.

La democrazia infatti ha perfino qualcosa di religioso. Non è d’accordo, non condivide, non farebbe la stessa cosa al loro posto, ma rimane paziente, forte delle proprie ragioni, determinata e generosa nell’ intendere.

C’è chi chiama cultura tutto questo, un macrocosmo colmo di contraddizioni che sa ospitare i microcosmi di ognuno, consapevole, raziocinante.

L’oppressione mai. La repressione quasi mai. Perché? Perché si deve essere drastici se la gente corre rischi ma col dissenso ci vuole un capitale di ascolto e di autocritica. Infine, la fermezza, il no autorevole, soltanto quando non c’è altra soluzione.

La democrazia deve rivendicare i diritti di tutti, deve rappresentarli, anche quelli che non piacciono.

Niente paternalismi beninteso ma dialettica, tempo, tempi e spazi da dedicare a capirsi perché capire è il risultato sempre vincente, perché deliberare con ragione e non con spirito di vendetta è la vera gloria di chi governa con intelligenza.

Salvaguardate le minoranze pensanti e avrete le maggioranze con voi, anche quelle silenziose.

Sempre che vi interessi il vostro Paese e non soltanto la vostra ragione di parte, il vostro partito preso.

Voi che governate lasciate spazio al disaccordo, tollerate la disobbedienza, siate garanti di chi dissente, soprattutto se rappresenta parte del nostro futuro.

Altrimenti noi governati, che la pensiamo in un modo o nell’altro, ci sentiremo sempre soli, frustrati e incazzati, e daremo inevitabilmente ragione a Michel Foucault: sorvegliare senza punire? Impossibile. 

Dichiarazioni di Salvini contro Macron: Eliseo richiama ambasciatrice italiana

0

Il governo francese ha convocato l’ambasciatrice italiana Emanuela D’Alessandro per protesta contro le «inaccettabili dichiarazioni» del vicepremier Matteo Salvini sul presidente Macron. Salvini ha infatti attaccato ripetutamente il leader francese in merito al progetto di un esercito di Volenterosi per l’Ucraina, suggerendo sarcasticamente che si recasse personalmente a Kiev con «caschetto» e «giubbetto», mentre era in corso il vertice di Washington tra i leader UE e Trump. Parigi ha definito le dichiarazioni del leghista in contrasto con lo storico rapporto di fiducia tra i due paesi alleati, attendendo invano una presa di distanza ufficiale da Roma.

Pieve del Grappa: la battaglia dei cittadini contro l’antenna 5G

0

A Pieve del Grappa, un piccolo Comune in provincia di Treviso, la costruzione di una grande antenna 5G ha scatenato le proteste dei residenti. La comparsa del cantiere, avviato lo scorso primo agosto, ha rappresentato un colpo basso per la cittadinanza, che ha scoperto l’intervento solo a lavori già iniziati, senza alcuna comunicazione preventiva. L’impianto, alto 29 metri, è stato progettato in una zona densamente popolata, a pochi passi da scuole e residenze familiari. Preoccupati per i possibili rischi per la salute, i cittadini si sono organizzati nel “Comitato Antenna Pieve del Grappa”, chiedendo la sospensione immediata dei lavori e una valutazione pubblica sull’impatto ambientale e sanitario dell’opera.

La costruzione di una antenna 5G in via Montenero a Crespano del Grappa, iniziata il 1° agosto 2025, ha scatenato una mobilitazione cittadina contro l’impianto. La società Cellnex, operante nel settore delle telecomunicazioni, ha ottenuto il permesso di installare una stazione radio base (SRB) per potenziare la rete mobile in una zona che, pur non mancando di copertura per la telefonia, è carente nella velocità di trasmissione dei dati. Accertata l’indisponibilità di suoli pubblici idonei, la società ha trovato un accordo con un privato in via Montenero per l’installazione su suo terreno. La Conferenza dei Servizi, convocata dal Comune, ha raccolto pareri positivi da tutti gli enti competenti, ovvero Arpav, Soprintendenza e Contarina. Il SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive), avendo «accertato il rispetto di tutte le regole», ha quindi concesso l’autorizzazione il 29 maggio 2025. Così, poco più di due mesi dopo, sono iniziati i lavori.

Il punto cruciale della protesta risiede nel fatto che questo intervento, seppur legalmente autorizzato, è stato condotto senza che la popolazione residente fosse informata o coinvolta in alcuna fase del processo decisionale, nonostante l’alto impatto paesaggistico e la prossimità delle abitazioni all’antenna in costruzione. I cittadini, costituitisi in comitato, contestano non solo il metodo ma anche il merito, chiedendo la rilocalizzazione dell’infrastruttura in un’area meno impattante. «Siamo fermamente convinti che un apparecchio che genera forti campi elettromagnetici a poca distanza dalle case in cui vivono anche bambini o adolescenti sia assolutamente da evitare, e siamo altresì convinti che un’opera simile vada a penalizzare gli immobili e i terreni adiacenti che potrebbero subire una svalutazione economica considerevole – hanno scritto i residenti in una nota subito dopo avere scoperto il cantiere –. Crediamo inoltre che in zona siano presenti aree e siti con impatto minore dal punto di vista paesaggistico, lontane dalle abitazioni, più adatte ad una simile installazione». I consiglieri di opposizione hanno presentato un’interrogazione sul tema, chiedendo al sindaco di fornire la cronistoria del procedimento e l’iter seguito dagli uffici comunali al fine di rilasciare l’autorizzazione, l’apertura di un tavolo di confronto tecnico-partecipativo con la cittadinanza e l’eventuale sospensione dei lavori ove ne ricorressero i presupposti.

La disputa si inserisce in un quadro normativo nazionale che limita fortemente il potere di intervento degli enti locali. La Legge Gasparri del 2004 e il recente innalzamento dei limiti elettromagnetici a 15 V/m (L. 214/2023) hanno infatti centralizzato le autorizzazioni, riducendo gli spazi di manovra dei Comuni. Tuttavia, alcuni enti locali come Comano Terme e Roncade sono riusciti a ottenere risultati favorevoli ricorrendo al TAR o avviando trattative, dimostrando che una via di opposizione, seppur complessa, esiste. Nel frattempo, il comitato prende di mira anche la prima cittadina del Comune, Annalisa Rampin. «La Sindaca ha incontrato la cittadinanza, spiegando inizialmente di non poter intervenire sulla questione; successivamente, a fronte della crescente pressione dei cittadini, ha dichiarato, in via informale, di aver preso contatti con la ditta responsabile dell’impianto, annunciando possibili trattative e rassicurando che i lavori si sarebbero interrotti dopo la gettata di cemento – hanno scritto in un comunicato i cittadini, riunitisi in un comitato –. Ad oggi, però, tali impegni non hanno trovato riscontro nei fatti: i lavori non solo non si sono fermati, ma stanno proseguendo anche con l’installazione degli impianti». Una circostanza che, proseguono i membri del gruppo, «aumenta la sfiducia dei residenti e la determinazione del comitato a chiedere con forza chiarezza, trasparenza e rispetto per la comunità». La crescente indignazione ha portato a una raccolta firme sfociata finora in oltre 300 sottoscrizioni.

Ampliando lo sguardo sullo scenario italiano, si può constatare come, tre anni dopo l’avvio del Piano Italia 5G, la promessa di una connessione ultraveloce per tutti si è scontrata con la realtà: sulla base dei dati diramati a luglio, a un anno dalla scadenza fissata dal PNRR, è infatti stato completato solo il 38,63% delle aree da coprire. I cantieri si muovono al rallentatore tra contenziosi legali e un braccio di ferro tra Inwit, cui è stato affidato il progetto, e i Comuni sul canone d’affitto per le antenne. In molte regioni si diffondono progressivamente le proteste dei comitati e delle associazioni. Lo scorso settembre, la Regione Toscana ha inoltre avviato un’indagine incentrata sui potenziali effetti dei campi elettromagnetici prodotti dalle nuove antenne 5G, commissionandola all’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpat) e all’Agenzia regionale di Sanità (Ars) della Toscana. In particolare, l’analisi si propone di indagare se e in quale misura tali impianti possano rappresentare un rischio per la salute, con particolare riguardo all’incidenza di malattie come i tumori.