venerdì 4 Aprile 2025
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La Russia ha lanciato su Kiev un attacco di droni durato ore

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La Russia ha lanciato il suo ultimo attacco notturno con droni contro l’Ucraina, prendendo di mira la capitale Kiev. Il raid è durato fino alla tarda mattinata. Secondo l’amministratore militare della città, Serhiy Popko, citato da Reuters, i detriti dei droni abbattuti hanno colpito sei quartieri della capitale, ferendo un agente di polizia, danneggiando edifici residenziali e innescando incendi. Tutti i droni puntati su Kiev sono stati abbattuti, ha aggiunto. Il comandante in capo delle forze armate ucraine, Oleksandr Syrsky, ha nel frattempo dichiarato che le truppe di Kiev stanno affrontando una delle più «potenti» offensive della Russia dallo scoppio del conflitto.

“Alejandro vive”, una storia di resistenza nell’Amazzonia ecuadoriana

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«Alejandro vive, la lucha sigue», si legge su un cartello alla conferenza stampa indetta per lanciare la «marcia per la pace, la giustizia e la vita» in onore di Alejandro Lapo, leader sociale di Patria Nueva, e di altre tre persone uccise il 5 ottobre nell’alta Amazonia ecuadoriana. Il fatto è accaduto nel quasi totale silenzio della stampa nazionale e internazionale. Víctor Gómez Barragán, giornalista di Radio Sucumbios, mezzo di comunicazione comunitaria, quella sera è stato tra i primi ad arrivare sul luogo e con l’aiuto di alcuni testimoni ha ricostruito l’accaduto. Verso le 7 di sera due persone in moto hanno ucciso due delle vittime, sparandole mentre si trovavano in strada all’inizio del paese, per poi dirigersi verso un parco dove era in corso una riunione. Lì hanno sparato in aria creando confusione, mentre una terza persona armata, che stava partecipando all’incontro, ha ucciso altri due uomini e ha ferito una donna.

In un territorio dove le morti per sicariato sono quotidiane, legate maggiormente alla disputa territoriale tra gruppi criminali e cartelli della droga, la notizia passa quasi inosservata. I media mainstream la commentano come parte dell’ondata di violenza attraversata dal paese, arrivando a descrivere Alejandro come possibile leader di una banda criminale. Sono in pochi a domandarsi come sia possibile che in una piccola comunità contadina, in cui non erano mai state consumate violenze di questa portata, sia potuto avvenire il fatto. Etichettare l’accaduto come atto di sicariato non è sufficiente, è necessario domandarsi chi è il mandante di queste morti.

Patria Nueva è una piccola comunità nel distretto General Farfan, situata vicino a Lago Agrio e a pochi kilometri dalla frontiera con la Colombia. I suoi abitanti vivono di agricoltura e allevamento, non hanno accesso ad a un sistema di acqua potabile e fanno affidamento agli affluenti del fiume San Miguel. Nel 2020 l’impresa canadese Gran Tierra Energy si è interessata a questo territorio, il cui sottosuolo è ricco di petrolio, e ha presentato una valutazione di impatto ambientale alle comunità interessate, che per legge dovrebbe essere seguita da un processo di consulta libera, previa e informata. Gli abitanti hanno tuttavia riscontrato delle fallacie e delle omissioni nei dati presentati, volte a sottostimare l’impatto dell’apertura di nuovi pozzi petroliferi, ma, nonostante ciò, la compagnia ha ottenuto le licenze estrattive da parte dello Stato ecuadoriano. Per questo nel 2021 in tutta l’area di General Farfan è nato un movimento di resistenza contro l’ingresso della compagnia. Sono seguiti alcuni anni di resistenza, durante i quali diverse persone hanno denunciato pressioni e minacce da parte della compagnia, e in cui si sono verificati diversi episodi di violenza ai danni delle persone coinvolte nella lotta.

Come nella comunità di Santa Marianita, limitrofa a Patria Nueva, dove nel settembre del 2023, durante l’occupazione di una strada per l’impedimento dell’ingresso dei mezzi della compagnia nella stazione petrolifera, la polizia è intervenuta in difesa dell’impresa reprimendo il presidio con un fitto lancio di lacrimogeni ad altezza uomo. Nonostante ciò, dopo poco tempo la comunità di Santa Marianita ha deciso di negoziare. La resistenza a Patria Nueva è continuata per qualche mese, finché nel marzo del 2024 si è raggiunto anche qui un accordo con Gran Tierra Energy. Il presidente della comunità di quel periodo raccontava che, tenendo conto delle grosse difficoltà economiche e della mancanza di occupazione lavorativa, risultava molto duro continuare a far fronte alle pressioni che arrivavano da parte della compagnia. Sicuramente la resistenza ha contribuito al raggiungimento di una negoziazione che risultasse accettabile per la comunità, infatti nella maggior parte delle situazioni analoghe in questi territori, e in assenza di una resistenza, i benefici per la comunità sono miseri. In un articolo per Earth Journalism Network, il giornalista Francesco Torri approfondisce bene tutti i passaggi di questo processo.

Funerali delle vittime di Patria Nueva, In questa foto è in primo piano la foto della vittima Alejandro Lapo

La compagnia però non stava rispettando gli accordi presi, pertanto la comunità ha ricominciato ad organizzarsi per pretenderne l’adempimento, con grande spinta da parte di Alejandro Lapo, che viene ricordato come leader di questa resistenza. Vengono fatti scioperi e blocchi stradali, come quello del 5 ottobre, organizzato perché la compagnia stava utilizzando una strada non abilitata al traffico di mezzi pesanti per il trasporto di autocisterne piene di petrolio. In quella giornata Alejandro ebbe un ruolo fondamentale nell’incitare la comunità a prendere parte all’azione, a cui parteciparono anche altre due delle vittime. I rappresentanti di Gran Tierra Energy quella stessa giornata contattano il governatore della provincia, che decide di convocare il lunedì successivo una riunione con la compagnia per trovare una mediazione al conflitto. Nella serata del 5 ottobre il presidente di Patria Nueva organizza una riunione con la comunità per prepararsi al confronto di lunedì. È questo lo scenario in cui Alejandro e i suoi compagni vengono uccisi.

Víctor racconta come ora la comunità si trovi in uno stato di timore. Il presidente di General Farfan si è trovato obbligato ad allontanarsi dalla comunità per la propria sicurezza, ma questo non ha fermato alcune e alcuni abitanti che, appoggiati da diverse organizzazioni e collettivi, hanno organizzato la già citata marcia nella vicina cittadina di Lago Agrio. La famiglia Lapo ha inoltre depositato una denuncia presso la procura, che si troverà così obbligata a procedere con l’indagine.

In un territorio in cui la devastazione ambientale legata all’estrattivismo petrolifero va avanti dal 1967, quando la compagnia petrolifera Texaco trivellò il primo pozzo, le comunità si trovano ancora obbligate a lottare per una vita degna. La negligenza delle compagnie comporta continui sversamenti di petrolio e altre sostanze tossiche nell’ambiente – in Ecuador se ne contano 2 ogni settimana, afferma la Union De Afectados por las operaciones petroleras de Texaco – contaminando irrimediabilmente il suolo e i fiumi che sono fondamentali per la sopravvivenza delle comunità. Le azioni legali e le vittorie a favore delle comunità e della natura valgono poca cosa, in un paese con un livello molto alto di inadempienza da parte del potere esecutivo. Per questo sempre più persone, impossibilitate a continuare a lavorare di agricoltura, e non avendo più accesso all’acqua potabile, finiscono per lavorare per queste stesse compagnie. Altre invece, come Alejandro Lapo e i suoi compagni, decidono di battersi per la vita e per la terra.

[di Marta Cabras]

Antimafia, i familiari delle vittime di stragi all’attacco della presidente Colosimo

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I familiari delle vittime delle stragi terroristiche e mafiose hanno tenuto giovedì al Senato una conferenza stampa congiunta, in occasione della quale hanno sferrato forti critiche nei confronti della presidente della Commissione parlamentare Antimafia, la deputata di FDI Chiara Colosimo. La protesta nasce dal malcontento verso la direzione che la Commissione sembra aver preso, in particolare riguardo alla “parcellizzazione” dell’esame della stagione delle stragi in Italia, che secondo i familiari sarebbero da analizzare – come suggerito da numerose sentenze emerse negli ultimi anni – in ottica unitaria. A Chiara Colosimo si imputa inoltre la vicinanza amicale con l’ex NAR Luigi Ciavardini, nonché la volontà di allontanare dal raggio di inchiesta della commissione lo spettro delle «ombre nere», del ruolo esercitato dai servizi segreti deviati e del retroterra politico degli attentati. Elementi che, insieme ai depistaggi istituzionali, avrebbero costituito il comune denominatore dell’ondata di stragi che hanno insanguinato l’Italia.

Le vere cause

A prendere la parola per primo è stato Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo e fondatore del Movimento delle Agende Rosse. «A una vera verità e a una vera giustizia non si può arrivare circoscrivendo i lavori della Commissione soltanto alla strage di Via D’Amelio, analizzandola come un fatto isolato e tralasciando di indagare sulle altre stragi e su un disegno eversivo che le lega in maniera indissolubile e che ha le sue radici addirittura nella stessa strage di Portella della Ginestra», ha detto l’attivista, aggiungendo che «non si può avere giustizia e verità banalizzando le cause della strage di Via D’Amelio al solo dossier mafia-appalti, che non può sicuramente essere la vera causa dell’improvvisa accelerazione di una strage che ha ben altre cause, come la trattativa tra mafia e pezzi deviati dello Stato». Il riferimento è al “rapporto mafia-appalti”, depositato dai carabinieri del ROS all’inizio degli anni Novanta, che si proponeva di fare luce sulle connessioni tra Cosa nostra e le forze politico-imprenditoriali dello Stivale. E che, ai tempi, fu oggetto di aspri veleni, incredibili fughe di notizie e accuse di “insabbiamento” nei confronti dei magistrati, smentite dalla stessa storia dell’inchiesta, che negli anni successivi portò agli arresti decine di soggetti tra imprenditori collusi e politici compiacenti. Sulla tesi che la presunta attenzione sul dossier mafia-appalti da parte di Borsellino sia la principale causa della strage di Via D’Amelio – riesumata negli ultimi anni dalla Procura di Caltanissetta -, si è verificata la chiara convergenza di vedute tra Chiara Colosimo, il legale dei figli di Paolo Borsellino, Fabio Trizzino, e gli allora vertici del Ros Mario Mori e Giuseppe De Donno. Questi ultimi, così come il loro capo Antonio Subranni, sono stati processati per la “Trattativa Stato-mafia”, citata da Salvatore Borsellino. Insieme all’ex senatore di FI Marcello Dell’Utri, sono stati condannati ad aspre pene in primo grado ma poi definitivamente assolti, sebbene i fatti oggetto del processo (in primis l’interlocuzione intrapresa dai ROS con l’ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino per arrivare a un accordo con i vertici di Cosa Nostra per bloccare le stragi) non siano mai stati messi in discussione.

Le entità esterne

Fulcro del convegno è stato il focus sui punti di contatto tra l’universo dei servizi deviati e dell’eversione di destra dietro alle stragi. Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione familiari delle vittime della strage di Bologna, si è concentrato sul personaggio di Paolo Bellini, da poco condannato per l’attentato del 2 agosto 1980, ricordando i suoi collegamenti con i servizi ed esponenti del MSI, nonché la sua storia di killer di ‘Ndrangheta e di “suggeritore” ai mafiosi di Cosa Nostra della «strategia di attacco ai monumenti italiani» nel 1993. Una figura che, spiega Bolognesi, «collega l’eversione storica – NAR, Avanguardia Nazionale, Ordine Nuovo – e arriva alle stragi di mafia». Bolognesi lancia poi una chiara stoccata: «Se l’obiettivo è quello di arrivare alla verità, il non voler indagare su queste cose vuol dire tarparsi le ali; se uno non ha l’idea di arrivare alla verità, fa quanto dovuto». Un altro personaggio condannato per la strage di Bologna, ma anche per diversi altri omicidi, come quello del giudice Mario Amato, è Luigi Ciavardini. I familiari delle vittime da mesi attaccano Chiara Colosimo proprio per i suoi legami con Ciavardini, che sarebbero provati da una fotografia che li ritrae sorridenti e con le mani intrecciate. Sergio Amato, figlio di Mario, ha partecipato alla conferenza, parlando dell’«effetto brutale» di quella foto. «Noi familiari delle vittime delle stragi siamo stufi di sentirci dire che erano ‘spontaneisti’ – ha aggiunto –. Credo che l’Italia sia al centro di un sistema criminale che viene raccontato poco e male. Abbiamo prove di connivenza tra neo fascisti e la criminalità organizzata dagli anni ’60».

In difesa di Scarpinato

Centrale anche la difesa, da parte dei relatori, del magistrato Roberto Scarpinato – per anni impegnato sulle indagini in merito ai “mandanti esterni” delle stragi -, che la presidente Colosimo ha manifestato l’intenzione di volere estromettere da una serie di importanti lavori per «incompatibilità» dovuta a «conflitti d’interesse». «Era da tempo che notavamo da parte della presidente Colosimo e della Commissione parlamentare l’emergere di scelte e posizioni pregiudiziali e pregiudizievoli per la funzionalità della Commissione» – ha sottolineato l’avvocato Federico Sinicato, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di piazza Fontana – critichiamo fortemente l’ipotesi che una persona come il senatore Roberto Scarpinato possa essere estromesso, con un gioco di prestigio, dal suo ruolo, perché va nel senso della parcellizzazione della conoscenza. Estromettere e allontanare il più possibile coloro che sanno, per potersi giocare le carte coperte e non dover essere costretti a tirarle fuori». «Se c’è un conflitto di interessi è ascrivibile alla stessa presidente Colosimo, per i suoi atteggiamenti confidenziali, testimoniati da prove fotografiche, con il terrorista di destra Luigi Ciavardini», ha concluso Salvatore Borsellino.

[di Stefano Baudino]

Medioriente, gli USA riorganizzano le forze e inviano nuovi aerei

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Gli Stati Uniti d’America hanno annunciato un riassetto delle proprie forze in Medio Oriente, da fare coincidere con il rientro in patria della portaerei Lincoln, alla quale subentreranno altre navi e aerei da guerra. A dare la notizia è stato il Pentagono, che ha spiegato che il rimpasto militare avverrà il prossimo mese, senza tuttavia specificare il numero di mezzi che verranno dispiegati. Nello specifico, gli USA hanno parlato di aerei da guerra B-52, jet da combattimento, aerei da rifornimento, e cacciatorpedinieri. Secondo il Times of Israel, questo riassetto delle forze dovrebbe portare gli USA ad avere meno soldati sul territorio, ma più potenza di fuoco.

Ddl Montagna, spunta la norma “ammazzalupi”: insorgono le associazioni

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Nel ddl Montagna è stato inserito un emendamento, approvato ieri in Senato, che consentirà di procedere con l’uccisione dei lupi in Italia. La norma “ammazzalupi” – come l’ha definita l’Ente Nazionale Protezione Animali – prevede che le Regioni e le Province possano uccidere ogni anno una certa quantità di esemplari. «La maggioranza – ha rincarato la dose LNDC Animal Protection – risponde alle logiche di interessi privati di alcune lobby che non hanno alcun rispetto per la vita e l’ambiente. Bisognerebbe invece adottare politiche basate su un approccio scientifico ed etico, che rispettino il diritto alla vita degli animali selvatici e il valore della biodiversità».

Il legame nascosto tra degrado del suolo ed effetti devastanti delle alluvioni

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Mentre da Valencia le immagini dell’ultimo disastro legato agli eventi meteorologici estremi scorrono in tutto il mondo, un rapporto è passato quasi inosservato. Si intitola State of Soils in Europe 2024 ed è il risultato di una ricerca congiunta del Centro Comune di Ricerca (JRC) e dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA). Il rapporto mostra come in tutta Europa prosegua senza sosta il degrado del suolo. A causa di vari fattori – come l’agricoltura intensiva, le monoculture e l’utilizzo di nutrienti che mirano esclusivamente a incrementare la produttività senza rigenerare la terra – il suolo continentale è sempre più impoverito e impermeabile. Eppure, le due questioni sono strettamente correlate: se è vero che gli eventi estremi come le alluvioni stanno aumentando di frequenza a causa dei cambiamenti climatici (da 3 a 5 volte in più rispetto a mezzo secolo fa, secondo le statistiche), i risvolti tragici in termini di vittime e distruzione che provocano potrebbero essere fortemente ridotti attraverso strategie di mitigazione. Tra queste, il mantenimento della capacità del suolo di assorbire l’acqua è un fattore determinante.

Ma la situazione continua a deteriorarsi e, in prospettiva, non si intravede un’inversione di tendenza. Secondo il rapporto, un quarto del suolo europeo è a rischio di erosione idrica e circa un terzo dei terreni agricoli è improduttivo o quasi. Dati che, come sottolineato dal documento, mostrano uno «stato e tendenze allarmanti, con il degrado del suolo che è peggiorato significativamente negli ultimi anni» e che evidenziano la necessità di un’azione immediata per invertire tale tendenza. Secondo le recenti stime, l’erosione del suolo ammonterebbe a circa un miliardo di tonnellate l’anno (colpendo circa il 24% del totale), con un impatto diretto sulla produzione agricola e sugli squilibri ecologici. Inoltre, viene sottolineato come una delle pratiche più diffuse che contribuisce significativamente al fenomeno sia la lavorazione meccanica del terreno che, insieme all’erosione eolica causata dai venti e ad altre pratiche dannose – come la raccolta intensiva delle colture – potrebbe aggravare ulteriormente la situazione, portando l’erosione complessiva ad aumentare anche del 25% entro il 2050. Ciò si aggiungerebbe agli squilibri nutrizionali, anch’essi in aumento: il 74% dei terreni agricoli europei presenta carenze o eccessi di nutrienti che compromettono la fertilità e possono avere impatti negativi sull’ambiente e sulla salute umana. Un esempio è l’aumento eccessivo di azoto nei suoli, mentre al contrario il carbonio organico – essenziale per mantenere il terreno fertile e produttivo – è in costante diminuzione: dal 2009 al 2018 se ne sarebbero perse circa 70 milioni di tonnellate. Anche le torbiere europee, che fungono da veri e propri “pozzi” di carbonio, stanno perdendo la loro funzione naturale: mentre in condizioni normali assorbono e immagazzinano grandi quantità di carbonio dall’atmosfera, se degradate possono trasformarsi da serbatoi in fonti di emissioni, ed è proprio quello che sta accadendo. Secondo i dati presentati, sono responsabili di circa il 5% delle emissioni totali di gas serra e il 50% di queste aree è gravemente compromesso.

Ma il rapporto non si è limitato ad analizzare solo i territori UE: anche in Ucraina, in Turchia e nei Balcani la situazione non risulta meno drammatica. In Ucraina, il conflitto ha provocato la degradazione di oltre 10 milioni di ettari di suolo, e il ripristino di questi territori potrebbe richiedere decenni o addirittura secoli. In Turchia, circa 1,5 milioni di ettari sono afflitti da problemi di salinità, i quali rendono il terreno meno produttivo e più vulnerabile all’erosione. Nei Balcani occidentali, invece, sono stati segnalati oltre 100 siti contaminati a causa di attività industriali e minerarie, sebbene la reale portata dell’inquinamento non sia ancora del tutto nota.

In conclusione, il rapporto denuncia che il suolo europeo – e non solo – sta peggiorando, e che quindi le azioni dovrebbero essere immediate, coordinate ed ambiziose per evitare che la situazione peggiori ulteriormente e per «garantire un futuro sostenibile per le generazioni a venire».

[di Roberto Demaio]

Cisgiordania: dove la guerra contro i palestinesi mostra il suo vero volto coloniale

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Mentre gli occhi di quella parte di mondo che non li tiene chiusi sono rivolti principalmente alla carneficina in atto a Gaza e all’attacco al Libano, c’è un altro fronte di guerra che Israele ha aperto negli ultimi mesi. È quello contro i palestinesi che abitano in Cisgiordania, il territorio compreso tra Israele e la Giordania, che secondo i trattati internazionali è parte della Palestina, ma che rimane in larga parte occupato. Qui al potere non c’è Hamas, ma l’Autorità nazionale palestinese di Abu Mazen, riconosciuta dagli USA e dalla stessa Israele. Eppure – con la scusa di attaccare cellu...

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Alluvione in Spagna: 205 i morti accertati, allerta rossa in Andalusia

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Sono 205 le vittime certe, fino ad ora, della violenta alluvione che ha colpito la Spagna nelle scorse ore, 202 nella Comunità di Valencia e tre nella regione di Castilla-La Mancha. Il bilancio potrebbe essere drasticamente più alto, dal momento che sono ancora in corso le ricerche dei dispersi e il recupero dei corpi intrappolati nelle auto. Nel frattempo la DANA, il fenomeno meteorologico che ha causato le forti piogge, continua ad essere attiva: l’allerta è arancione nella provincia di Valencia e Castellon e a sud di Tarragona, rosso lungo la costa ovest dell’Andalusia. Le autorità hanno chiesto alla popolazione di queste zone di non uscire di casa.

È stato svelato il primo pezzo della nuova cartina 3D che mapperà l’universo

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Ci sono le nubi azzurre tra le stelle della Via Lattea, ammassi a spirale distanti 470 milioni di anni luce e circa 100 milioni di stelle e galassie che potranno essere analizzate meglio di quanto sia mai stato fatto: tutto questo è parte del nuovo, sorprendente mosaico realizzato dall’Agenzia spaziale europea (ESA), destinato a creare la mappa 3D del cosmo più estesa e accurata mai realizzata, per rispondere alle domande sul “lato oscuro” dell’universo. Questa immagine, ottenuta grazie al potente telescopio Euclid, è stata presentata al Congresso Astronautico Internazionale di Milano. «Questa straordinaria immagine è il primo pezzo di una mappa che in sei anni rivelerà più di un terzo del cielo. Si tratta solo dell’1% della mappa, eppure è piena di fonti che aiuteranno gli scienziati a scoprire nuovi modi per descrivere l’Universo», ha commentato Valeria Pettorino, scienziata del progetto Euclid presso l’ESA.

La porzione di cielo fotografata da Euclid. Credit: ESA

Il telescopio Euclid è stato lanciato dall’Agenzia spaziale europea nel luglio 2023 con l’obiettivo di investigare il cosmo e offrire agli scienziati nuovi strumenti per risolvere uno dei suoi più grandi misteri: la natura della materia e dell’energia oscura. Queste componenti invisibili si pensa rappresentino una parte significativa dell’universo, ma non sono mai state osservate direttamente. Si ipotizza che la materia oscura tenga insieme galassie e strutture cosmiche tramite la gravità, mentre l’energia oscura agisca contro questa forza, accelerando l’espansione dell’universo. Scoperte negli anni ’90 hanno rivelato che circa sei miliardi di anni fa questa espansione ha iniziato a intensificarsi, e Euclid ha lo scopo di mappare la distribuzione della materia oscura e rilevare eventuali variazioni nel tasso di espansione, offrendo indizi cruciali sulla struttura e l’evoluzione dell’universo.

Galasse dell’ammasso Abell 3381. Credit: ESA

Questi obiettivi saranno raggiunti grazie alla mappa 3D, di cui è appena stata mostrata una prima porzione: un’immagine che copre una piccola porzione di cielo, ma che cattura circa 100 milioni di stelle e galassie, descrivendone forma, distanza e movimento. Euclid consente già di osservare in dettaglio una galassia a spirale nell’ammasso Abell 3381, distante centinaia di milioni di anni luce, e le “nubi cirri” azzurre della Via Lattea, oltre a oggetti vicini, tutti in un singolo fotogramma. Secondo i ricercatori, quest’immagine renderà accessibile l’architettura dell’universo su scale senza precedenti: nei prossimi sei anni, Euclid raccoglierà dati su 1,5 miliardi di galassie per analizzare la loro distribuzione e il loro movimento, svelando l’azione della materia e dell’energia oscura nel tempo. «Abbiamo già visto splendide immagini ad alta risoluzione di singoli oggetti e gruppi di oggetti da Euclid. Questa nuova immagine ci dà finalmente un assaggio dell’enormità dell’area di cielo che Euclid coprirà, il che ci consentirà di effettuare misurazioni dettagliate di miliardi di galassie», ha affermato Jason Rhodes, cosmologo presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA. «Ciò che mi colpisce davvero di queste nuove immagini è l’enorme intervallo di scala fisica. Le immagini catturano dettagli da ammassi di stelle vicino a una singola galassia fino ad alcune delle strutture più grandi dell’universo. Stiamo iniziando a vedere i primi indizi di come saranno i dati completi di Euclid quando raggiungeranno il completamento del sondaggio principale», conclude Mike Seiffert, scienziato della NASA.

[di Roberto Demaio]

Giappone e UE siglano un nuovo patto di sicurezza e difesa

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Giappone e Unione Europea hanno firmato a Tokyo un nuovo partenariato di sicurezza e difesa, sottolineando l’approfondimento dei loro legami politici ed economici. L’accordo, come riportato dai media locali, prevede più esercitazioni militari congiunte, dialogo ad alto livello, scambio di informazioni di intelligence e cooperazione nel settore della difesa. Entrerà in vigore a gennaio. Il capo della diplomazia europea, Josep Borrell, lo ha salutato come un passaggio storico. In precedenza, il suo omologo giapponese Takeshi Iwaya aveva affermato che l’accordo era stato concluso «in un contesto in cui Giappone e UE si trovano ad affrontare una situazione di sicurezza sempre più difficile».