giovedì 3 Aprile 2025
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A Roma è iniziata una campagna di sabotaggi contro le case riservate ai turisti

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La scorsa notte, gruppi di attivisti incappucciati hanno rimosso con tronchesi, in varie zone di Roma, gli “smart lock”, ossia i portachiavi per i check-in automatici che stanno riempiendo la città, collocati fuori dai palazzi dove si trovano appartamenti in affitto per i turisti. Al loro posto, i malcapitati turisti hanno trovato un cappello verde da Robin Hood e un volantino contro la turistificazione della capitale, con il messaggio: “Negli ultimi anni è stata registrata una crescita esponenziale nel prezzo degli affitti. Gli affitti a breve termine, più redditizi, divorano quelli a lungo termine, togliendo spazio alle famiglie per far posto ai turisti. Sabotiamo la speculazione per difendere il diritto alla casa”. Gli autori sono anonimi, ma hanno filmato l’azione, annunciando l’inizio di una campagna di azioni dirette contro il turismo in vista del Giubileo.

Ci ribelliamo: rimuoviamo questi lucchetti per denunciare la svendita della città al turismo mordi e fuggi che aliena e lascia per strada le persone che la abitano”. Inizia così il comunicato lasciato dagli anonimi attivisti che si sono resi protagonisti dell’inedita iniziativa di boicottaggio contro il «Giubileo dei ricchi» per fare spazio al «Giubileo dei poveri». Le azioni di sabotaggio sono state portate avanti in via di San Teodoro, via dei Fienili e via dei Foraggi, tutte attorno al Circo Massimo, così come anche in altre strade del centro. In un video che sta circolando in rete, si vedono due attivisti vestiti di nero e armati di tronchesi, intenti a staccare dai pali della segnaletica stradale i cosiddetti “smart lock”, lucchetti contenenti le chiavi degli appartamenti destinati ai turisti. Al loro posto sono apparsi un cappello di Robin Hood e il comunicato.

Gli “smart lock” staccati dagli attivisti sono, nella sostanza, delle piccole scatole chiuse, sbloccabili unicamente attraverso un codice di verifica fornito dal proprietario dell’appartamento. La scelta di colpire proprio questi particolari lucchetti non sembra affatto casuale: giusto qualche settimana fa, essi avevano fatto notizia perché erano iniziati ad apparire un po’ ovunque, anche sui pali della segnaletica stradale, diventando così una sorta di ironica attrattiva per gli stessi turisti che servono. L’attacco ai lucchetti pare dunque particolarmente simbolico, esattamente come simbolico è il rimando a Robin Hood e alla costruzione di un “Giubileo dei poveri” con cui soppiantare il “Giubileo dei ricchi”. Questa espressione, “Giubileo dei ricchi”, era già stata utilizzata qualche settimana fa, quando in viale Pretoriano, vicino alla stazione Termini, erano state abbattute delle recinzioni provvisorie montate appositamente per evitare che le persone senzatetto montassero accampamenti nell’area.

“Questa è solamente la prima azione che facciamo contro il vostro giubileo dei ricchi”, hanno scritto gli anonimi attivisti, rilanciando l’iniziativa e avvertendo la giunta Gualtieri che intendono “sabotare la speculazione per difendere il diritto alla casa”. I Robin Hood di Roma protestano contro la turistificazione della città, denunciando come il fenomeno del turismo di massa stia togliendo spazio ai cittadini, aumentando i prezzi delle case e giovando agli interessi di pochi, il tutto a fronte di una situazione socio-economica e lavorativa critica. Non è la prima volta che i cittadini romani protestano contro la speculazione immobiliare in città. Le proteste degli studenti contro il caro affitti, dopo tutto, erano partite proprio da Roma, con lo slogan “Vorrei un futuro qui”. Recentemente, anche la Campagna contro i Vuoti e l’autoritarismo del Social Forum dell’Abitare Romano ha lanciato una piattaforma per mettere a nudo l’apparente incoerenza dell’amministrazione della capitale, che, se da un lato risulta carente di case popolari, residenze per studenti, e alloggi a canone sostenibile, dall’altro continua a promuovere sfratti per costruire alberghi di lusso e opere speculative.

[di Dario Lucisano]

Austria, eletto il primo presidente del Parlamento di destra radicale

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Il Parlamento austriaco ha eletto il primo presidente della camera bassa proveniente da un partito di destra radicale. Walter Rosenkranz, 62 anni, esponente del Partito della Libertà d’Austria (FpÖ) ha ottenuto 100 voti su 162, con l’appoggio di conservatori. La vittoria di Rosenkranz arriva a poco meno di un mese dalle elezioni parlamentari, in cui FpÖ ha ottenuto circa un terzo dei voti. Malgrado ciò, il partito non ha i seggi necessari per costituire un governo e fatica a trovare gli alleati necessari per farlo, motivo per cui è stato escluso dalla formazione del nuovo esecutivo dal Presidente del Paese, che ha dato l’incarico al leader dei Popolari.

Gli scienziati hanno creato una bioplastica che potrebbe ridurre l’inquinamento marino

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diacetato

La schiuma di diacetato di cellulosa (CDA), un materiale biodegradabile derivato dalla polpa di legno, si è rivelata la bioplastica con il più alto tasso di degradazione in ambiente marino. Gli scienziati hanno osservato che, dopo 36 settimane di esposizione in un ambiente controllato, la schiuma ha perso tra il 65 e il 70% della sua massa. Un tasso di degradazione quindici volte più veloce rispetto al diacetato di cellulosa solido e addirittura più rapido della carta.
Nello studio il team ha testato in una vasca con acqua di mare in continuo movimento, riproducendo le condizioni naturali dell...

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Gaza, IDF bombardano una scuola: 18 uccisi

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Nel pomeriggio di oggi, l’esercito israeliano ha condotto un raid aereo su una scuola che fungeva da rifugio per gli sfollati situata presso il campo profughi di Nuseirat, nel governatorato di Deir al-Balah, al centro della Striscia. In seguito agli attacchi, almeno 18 persone sono state uccise, e oltre 40 ferite. Nel frattempo, continua l’assedio di Nord Gaza, dove da venti giorni l’esercito israeliano ha bloccato tutti gli accessi, prendendo di mira indiscriminatamente infrastrutture civili e cittadini; dall’inizio dell’assedio Israele ha ucciso oltre 770 persone. Dall’escalation del 7 ottobre 2023, invece, l’esercito israeliano ha ucciso per via diretta 42.847 palestinesi, mentre i feriti hanno superato il centinaio di migliaia di persone.

L’Europa sta ancora acquistando miliardi di euro di gas naturale dalla Russia

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L’Europa sta ancora comprando miliardi di euro di gas dalla Russia. Nonostante, infatti, la dipendenza europea dal gas di Mosca sia diminuita rispetto al periodo antecedente alla guerra in Ucraina, il gas russo continua a fluire verso le nazioni europee e nei primi nove mesi del 2024, il Vecchio continente ha importato quasi il 20% di metano dal gigante eurasiatico, rispetto al 14,8% del 2023. Le importazioni di gas russo, dunque, sono tornate a crescere. Lo riferisce un articolo del media economico Bloomberg che cita dati della Commissione europea. Allo stesso tempo, nel 2023, la Russia è stata il terzo più grande esportatore in Europa di gas, sia naturale che liquefatto, dopo Norvegia e Stati Uniti. Per quanto riguarda il GNL (gas naturale liquefatto), invece, durante la prima metà del 2024, le importazioni dalla Russia sono aumentate dell’11% rispetto all’anno precedente: Mosca ha così ha superato il Qatar diventando il secondo fornitore del blocco, dietro solo agli Stati Uniti, come riferito da uno studio dell’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (YEEFA). In totale, l’IEEFA stima che i paesi dell’UE abbiano speso 3,5 miliardi di euro per acquistare GNL dalla Russia durante i primi sei mesi del 2024.

Il gas russo arriva ancora in Europa attraverso due gasdotti: uno che corre attraverso l’Ucraina fino alla Slovacchia e un altro che attraversa la Turchia arrivando in Bulgaria (Turkish Stream). In Europa arriva anche il GNL russo attraverso navi cisterna. Il gasdotto ucraino è cruciale per l’Europa orientale e centrale e particolarmente per la Slovacchia e l’Austria. Vienna ha mantenuto una delle connessioni più solide con l’energia russa e ancora adesso importa l’80% del suo gas da Mosca. Anche Italia, Repubblica Ceca e Ungheria ne importano alcuni volumi. Il problema si presenterà quando, il 31 dicembre 2024, scadrà il contratto per il trasporto di gas russo attraverso l’Ucraina, in quanto Kiev potrebbe rifiutarsi di rinnovarlo nella sua forma attuale. Tuttavia, sono ancora in corso diversi tentativi per ottenere una proroga dell’accordo o un rinnovo. Il governo austriaco ha avvertito di un «rischio enorme» per la sua sicurezza energetica se il flusso di gas da Mosca dovesse essere chiuso. Anche la Slovacchia ha un forte interesse a continuare a consentire il flusso di petrolio e gas dalla Russia attraverso l’Ucraina: «Abbiamo un interesse fondamentale nel mantenere le rotte di transito per il gas e il petrolio attraverso l’Ucraina e lo diciamo ai nostri partner ucraini», ha detto il primo ministro Robert Fico, aggiungendo che «C’è un’enorme pressione da parte della Commissione europea affinché non arrivi nulla dall’est all’ovest».

Una delle ragioni per cui diversi Paesi europei non vogliono o non possono sostituire il gas russo è che le rotte alternative sono troppo costose, ma non è l’unico motivo per cui si fatica a sostituire le importazioni energetiche provenienti dal Cremlino. Alcune nazioni come Austria, Ungheria e Slovacchia non hanno sbocchi sul mare e sono quindi prive della possibilità di costruire terminali off-shore (lontani dalla costa). Anche per questo, come spiegato dall’analista geopolitico e economico, Demostenes Floros, alcuni di questi Paesi nutrono dubbi rispetto all’affidabilità dei fornitori che hanno sostituito o che dovrebbero sostituire la Federazione Russa. Inoltre, secondo l’Oxford Institute of Energy Studies (OIES), per diverse ragioni non esiste nell’immediato la possibilità di trasportare il gas naturale presente nella regione del Mediterraneo orientale verso il mercato europeo. Mentre sempre l’OIES fa notare che il principale fornitore di gas naturale dell’UE nel 2023, la Norvegia, dovrebbe raggiungere il picco estrattivo entro la fine del decennio corrente.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, si è registrato un calo di esportazioni di GNL verso l’Ue nei primi sette mesi del 2024 di circa un terzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, prevalentemente a causa del fatto che le esportazioni sono state dirottate verso l’Asia, dove i costi del GNL sono più alti. Le compagnie energetiche americane hanno quindi maggiore convenienza ad esportare in Asia piuttosto che in Europa. Inoltre, si prevede che l’incremento produttivo di gas attraverso la tecnica della fratturazione idraulica (fracking) negli USA potrebbe essere insufficiente a rifornire anche il Vecchio Continente, a causa del considerevole aumento della domanda volta a garantire il funzionamento dei nuovi data center per l’intelligenza artificiale (IA).

Questi sono alcuni dei motivi per cui diverse nazioni europee continuano a fare affidamento sul gas russo per la quasi totalità del loro fabbisogno energetico. In particolare, nel 2023, Ungheria, Slovacchia e Austria hanno importato rispettivamente il 47%, il 69% e il 98% di gas da Mosca. Anche l’Italia riceve indirettamente attraverso l’Ucraina alcuni volumi di gas dalla Russia e, infatti, è tra i Paesi – insieme a Slovacchia, Austria e Ungheria – che entro la fine dell’anno dovrà trovare delle alternative al metano proveniente da Mosca, secondo la Commissione Ue. Slovacchia, Austria e Ungheria hanno già espresso esplicitamente la loro contrarietà a rinunciare al gas russo e, anche per questo, l’obiettivo di azzerare le importazioni di energia provenienti dal gigante eurasiatico entro il 2027, come stabilito dalla Commissione europea, appare irrealistico, oltre che contrario agli interessi europei.

[di Giorgia Audiello]

Mozambico, annunciata la vittoria del partito del Presidente

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Dopo giorni di tensione, la Commissione elettorale del Mozambico ha annunciato il risultato delle elezioni presidenziali tenutesi lo scorso 9 ottobre, confermando la vittoria di Daniel Chapo, candidato del Fronte di liberazione del Mozambico, partito che guida il Paese da circa cinquant’anni. Il partito ha ottenuto anche la maggioranza parlamentare, visto che in parallelo alle presidenziali si sono svolte le elezioni legislative. Le elezioni sono state particolarmente contestate dall’opposizione, e sono state giudicate irregolari da osservatori indipendenti. Dopo di esse, erano scoppiate una serie di proteste, scaturite dopo l’uccisione di due collaboratori di Venâncio Mondlane, il principale candidato dell’opposizione.

Costruire l’alternativa alle porte di Berlino: l’utopia realizzata dell’ecovillaggio Zegg

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A soli 80 km da Berlino si trova l’ecovillaggio Zegg, una comunità internazionale dove oltre 100 persone hanno scelto di vivere in modo consapevole, collaborativo e sostenibile. Zegg offre un’alternativa concreta ai ritmi frenetici della società moderna, puntando su economia comunitaria, permacultura e crescita personale come pilastri di un’esistenza armoniosa.

Rispetto per l’ambiente e armonia tra individui

Il progetto ha preso forma nei pressi della città tedesca di Belzig, negli anni ’90, grazie all’idea visionaria di un gruppo di amici che desideravano sperimentare nuove modalità di convivenza basate su trasparenza, cooperazione e un profondo rispetto per l’ambiente. Grazie alla perseveranza dei fondatori e al contributo di centinaia di collaboratori e volontari, oggi Zegg ospita una comunità intenzionale di oltre 100 persone, che condividono l’obiettivo di vivere consapevolmente.

L’obiettivo principale è quello di sviluppare una comunità che, attraverso uno stile di vita sostenibile a 360 gradi, contrasti le sfide del nostro tempo – come alienazione, disuguaglianza e crisi climatica. Per realizzare questa visione, Zegg promuove un’economia solidale e trasparente, relazioni autentiche tra le persone e una vita a impatto ridotto, in armonia con la natura. Ogni giorno, i suoi membri si dedicano a pratiche quali la permacultura, la gestione comunitaria delle risorse e la comunicazione non violenta, creando un ecosistema che offre un’alternativa concreta alla frenesia della società moderna.

La comunità di Zegg canta [Fonte, Vision of Zegg, Flickr]
L’ecovillaggio Zegg è organizzato in modo da dividere gli spazi personali da quelli condivisi per creare un equilibrio tra vita privata e crescita comunitaria. Ogni famiglia o individuo ha il proprio spazio privato, che garantisce comfort e intimità. Accanto alle aree residenziali, ci sono numerosi spazi comuni destinati alle attività di gruppo e alla socializzazione. Il centro multifunzionale è utilizzato sia come residenza temporanea per ospiti che come luogo per seminari ed eventi. L’area esterna è colorata da due grandi tende, che durante la stagione estiva ospitano festival e incontri. Tutt’intorno, i giardini e le sconfinate aree verdi permettono di rilassarsi e riscoprire il contatto con la natura.

Economia comunitaria, ecologia e autosufficienza

Al cuore della comunità di Zegg c’è un’economia comunitaria basata su trasparenza e responsabilità condivisa. La comunità si finanzia principalmente attraverso le entrate derivanti dai corsi e seminari organizzati, che spaziano dalle tecniche di permacultura e bioedilizia al benessere olistico, fino alla crescita personale. Zegg si sostiene anche grazie agli affitti pagati dalle famiglie che vivono all’interno dell’ecovillaggio e dalle piccole imprese che vi operano. Molti dei residenti lavorano come dipendenti della Zegg GmbH, il centro di formazione, mentre altri scelgono di essere liberi professionisti. Questa diversificazione consente alla comunità di restare economicamente flessibile e resiliente, garantendo una fonte di reddito stabile per tutti i suoi abitanti. Il principio alla base dell’economia di Zegg è quello di creare un sistema sostenibile per soddisfare i bisogni di tutti in maniera equa. Grazie alla rete di supporto reciproco che si sta formando, l’ecovillaggio Zegg riesce a ridurre al minimo la dipendenza dai modelli di consumo tradizionali.

Le abitazioni sostenibili di Zegg immerse nella natura [Fonte: Vision of Zegg, Flickr]
L’ecologia è un elemento fondamentale della vita all’interno dell’ecovillaggio. La comunità applica i principi della permacultura, un approccio che mira a creare ecosistemi produttivi e sostenibili, riducendo la dipendenza dalle risorse esterne. Le colture sono biologiche e forniscono alimenti freschi e locali, mentre l‘acqua proviene da un pozzo comunitario. Le acque reflue sono trattate con un sistema di fitodepurazione, che utilizza piante e microrganismi per la purificazione naturale. Per il riscaldamento, i membri dell’ecovillaggio impiegano trucioli di legno, una risorsa rinnovabile a basso impatto ambientale, garantendo così indipendenza dai sistemi convenzionali di energia e gestione idrica. La filosofia ecologica si riflette anche nella costruzione delle abitazioni, realizzate con i principi della bioedilizia e quindi impiegando materiali naturali come legno, terra cruda e paglia. Questo approccio riduce l’impatto ambientale, permettendo alle case di integrarsi armoniosamente con la natura e contribuire a mantenere alta la qualità della vita per i residenti.

Vita sociale e spirituale a Zegg

Oltre all’aspetto economico ed ecologico, la comunità di Zegg è profondamente impegnata nella crescita personale e nello sviluppo della consapevolezza collettiva. Uno degli strumenti principali utilizzati dai membri della comunità per lavorare su sé stessi e migliorare la qualità delle relazioni è il Forum Zegg, un rituale comunitario nell’ambito del quale i residenti sono spinti a esplorare i propri sentimenti e imparare a comunicare in modo chiaro e sincero, condividendo le proprie emozioni in maniera diretta per evitare malintesi e ridurre al minimo i conflitti. Questa pratica punta a operare una distinzione tra il contenuto cognitivo dei messaggi e le emozioni sottostanti, creando uno spazio sicuro in cui ogni individuo può esprimersi liberamente e senza giudizio. Il risultato è una comunità è spinta a valorizzare la fiducia reciproca, il rispetto, e la comunicazione, elementi fondamentali per costruire relazioni sane e autentiche.

La dimensione sociale e spirtuale è importante a Zegg. Durante l’anno vengono organizzati anche seminari di Yoga, meditazione e altro [Fonte: Vision of Zegg, Achim Ecker, Flickr]
Dimensione sociale e spirituale sono altamente valorizzate all’interno di questa comunità, i cui membri si riuniscono regolarmente per partecipare a rituali di celebrazione stagionale, eventi musicali, danza e dialoghi filosofici. Allo stesso modo, grande attenzione viene riservata anche al benessere fisico e mentale, con l’organizzazione di seminari di yoga, meditazione e altre pratiche orientate al benessere. Questi momenti dedicati alla crescita personale aiutano i residenti a sviluppare una visione olistica della loro esistenza, che considera l’equilibrio tra corpo, mente e spirito come la chiave per una vita soddisfacente e armoniosa.

Zegg non è solo un esperimento sociale isolato, ma un esempio ispiratore per tutti coloro che cercano alternative ai modelli di vita tradizionali. La comunità accoglie centinaia di visitatori ogni anno, persone che vogliono imparare, ispirarsi e portare un po’ di questa visione olistica nelle proprie realtà. Corsi di sostenibilità, comunicazione non violenta e gestione ecologica delle risorse sono aperti a tutti, contribuendo a diffondere il messaggio che vivere in modo sostenibile è possibile, e anche gratificante.

[di Bernardo Cumbo]

Glifosato e nuovi OGM: come Bayer impone i propri veleni

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Il Corporate Europe Observatory (CEO) ha pubblicato di recente un rapporto intitolato Bayer's Toxic Trails, che rivela come il gigante agrochimico tedesco Bayer abbia esercitato forti pressioni per promuovere il glifosato e gli OGM, manipolando la politica pubblica per perseguire i suoi interessi privati. Il rapporto, scritto da Joao Camargo e Hans Van Scharen, segue la scia tossica lasciata dietro di sé da Bayer, multinazionale che mantiene il controllo monopolistico dei mercati delle sementi e dei pesticidi, combatte le sfide normative ai suoi prodotti tossici, cerca di limitare la responsab...

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USA: contaminanti nei panini McDonald’s hanno provocato almeno un morto e 49 infezioni

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Negli Stati Uniti è scoppiato un focolaio di contaminazione da Escherichia coli di tipo O157:H7, causato da uno storico panino di McDonlad’s. Si parla, al momento, di quarantanove casi in undici distinti Stati, che hanno portato a dieci ospedalizzazioni e un morto. Il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle malattie statunitense (CDC) ha rapidamente lanciato l’allerta, ritirando il panino dal commercio negli Stati coinvolti e aprendo un’indagine per capire quale sia l’ingrediente responsabile della contaminazione.

Il primo caso di contaminazione da Escherichia coli è stato registrato il 27 settembre, mentre l’ultimo caso noto risale all’11 ottobre. A causare l’infezione, il panino Quarter Pounder, conosciuto in Italia con il nome di McRoyal DeLuxe, rilanciato dalla multinazionale nel 2018, e composto da formaggio, cipolla, cetriolo, ketchup, senape, e, naturalmente, pane e hamburger. Non è ancora noto quale ingrediente tra questi si trovi alla radice del focolaio, ma il CDC sta conducendo le indagini per scoprirlo. Anche McDonald’s pare stia collaborando per determinare quale ingrediente alimentare del Quarter Pounder sia responsabie della malattia. Per ora le indagini hanno rilevato che parte dei casi potrebbe essere legata alle cipolle fornite da uno specifico fornitore. Mentre sono in corso le indagini per identificare l’ingrediente che causa la malattia, McDonald’s ha smesso di usare cipolle fresche a scaglie e polpette di manzo da un quarto di libbra in diversi Stati. Nei locali, gli ingredienti riservati al panino stanno venendo isolati, e, in generale, il Quarter Pounder è stato eliminato da parecchi menu. Gli Stati colpiti dall’epidemia di Escherichia coli sono Colorado, Kansas, Utah, Wyoming, e parte di Idaho, Iowa, Missouri, Montana, Nebraska, Nevada, Nuovo Messico, e Oklahoma. La maggior parte degli infetti si trova in Colorado e in Nebraska. Proprio nel Colorado si è registrato il decesso di una persona anziana. Un bambino, invece, è ricoverato per complicazioni renali.

L’Escherichia coli è una specie di batterio che può causare casi di gastroenterite con diversi sintomi, che vanno dai crampi addominali al vomito fino alla diarrea emorragica. Nella maggior parte dei casi, la trasmissione della malattia avviene a causa dell’assunzione alimentare di cibi contaminati, prevalentemente carne cruda o poco cotta, o verdure inquinate da acque contaminate. Nel caso della carne, l’infezione è spesso correlata alla provenienza dell’animale da allevamenti intensivi, e in molti casi dipende dalla contaminazione dell’alimento con il contenuto intestinale dell’animale.

[di Dario Lucisano]

Cannabis light, il TAR sospende il decreto contro i prodotti a uso orale

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Il TAR del Lazio ha sospeso, ancora una volta, il decreto del ministero della Salute che ha inserito le composizioni orali contenenti cannabidiolo (il cosiddetto CBD) nella tabella delle sostanze stupefacenti. I giudici hanno accolto, come negli altri casi, il ricorso presentato da ICI (Imprenditori Canapa Italia), bloccando di fatto il quarto tentativo di mettere al bando i prodotti a base di CBD da parte del governo. Il decreto del governo intendeva relegare la vendita dei composti a uso orale a base di CBD alle sole farmacie, dietro ricetta medica non ripetibile. L’udienza di merito in vista della sentenza è stata fissata per il 16 dicembre.