Nella piana di Gioia Tauro tre persone sono state arrestate dalle forze dell’ordine con l’accusa di detenzione e vendita di armi da guerra, armi comuni e armi clandestine. L’operazione, i cui dettagli saranno divulgati in mattinata nel corso di una conferenza stampa del procuratore Giuseppe Borrelli, sono inserite in un contesto investigativo più ampio, che coinvolge cartelli criminali attivi nel territorio.
La Fattoria senza padroni crea la scuola contadina e fa il tutto esaurito
Corsi esauriti. Posti finiti. Lista d’attesa. A sentire questi termini, si pensa a un concerto rock, a un festival di richiamo internazionale e invece parliamo di una fattoria sulle colline a sud di Firenze, dove si impara a fare il pane con lievito madre, a riconoscere le erbe spontanee, a costruire una yurta con le proprie mani. Benvenuti a Mondeggi, la Fattoria senza padroni che sta scrivendo una storia fuori dal normale.
La tenuta di Mondeggi è un luogo antico. Centosettanta ettari di colline tra Bagno a Ripoli, Impruneta e Greve in Chianti con ulivi e vigneti. Un paesaggio che sa di Toscana profonda. Per quasi quarant’anni, dopo essere passata in mano alla Provincia di Firenze nel 1964, è rimasta abbandonata a sé stessa. Nel 2009 una SRL agricola pubblica aveva provato a recuperarla e aveva fallito, lasciando un buco da centinaia di migliaia di euro. Il governo Monti l’aveva poi messa all’asta, ma nessuno aveva offerto abbastanza.
È in quel vuoto che, nel novembre 2013, nasce qualcosa di imprevisto. Un centinaio di persone tra contadini, studenti di agraria, gruppi di acquisto solidale e semplici cittadini, ha dato vita al comitato Mondeggi Bene Comune – Fattoria Senza Padroni. Prima giornate di semina collettiva, poi, dal giugno 2014, un presidio permanente aperto a tutti. Nel giro di pochi anni avviene la trasformazione: orti sinergici, una casa delle sementi, arnie per l’apicoltura, impianti di fitodepurazione. Circa 450 persone custodiscono oggi più di 5mila ulivi nell’ambito del progetto MoTA (Mondeggi Terreni Autogestiti). Il comitato ha affrontato denunce, un processo per furto di acqua ed elettricità, aste ripetute, e ha vinto ogni volta, per assoluzione o per mancanza di acquirenti.
La visione che tiene insieme tutto questo è espressa senza giri di parole nel sito della comunità: «Crediamo che sia giunto il momento di rendere il sapere contadino libero dalle logiche dominanti del profitto, attraverso percorsi di formazione e informazione accessibili e autogestiti». Da questa idea è nata la Scuola Contadina, che si ripete ogni due anni e che ha appena raggiunto la sua sesta edizione.
Lanciata a dicembre 2025, la Scuola Contadina 2025-2026 offre mesi di corsi tenuti da agronomi, contadini, tecnici, professori e professionisti scelti direttamente dalla comunità. Si va dall’introduzione alla biodinamica alla gestione agroecologica del vigneto, dall’olivicoltura alla cesteria con materiali naturali, dall’apicoltura ecologica alla panificazione con grani antichi. Quest’anno, grazie al sostegno dell’Unione Buddhista Italiana, l’offerta è stata ampliata con nuovi docenti e nuovi temi. L’obiettivo della scuola, libera, gratuita e autogestita, è garantire un accesso popolare ai saperi legati alla terra e all’autodeterminazione alimentare.

Il problema – un problema felice, come si dice – è arrivato puntuale. Le iscrizioni ai corsi di aprile e maggio si sono riempite così in fretta da costringere il comitato a istituire un numero chiuso. Disponibilità esaurita: il corso di panificazione, quello sulle piante spontanee, il laboratorio di ceramica, la cesteria, il corso sull’autocostruzione in bambù. Tutti pieni. Il comitato ha comunicato sui social la notizia con la stessa franchezza che lo contraddistingue: «Rifletteremo su questo boom di iscrizioni alla Scuola Contadina, che da un lato ci fa un immenso piacere e che dall’altro ci obbliga a trovare soluzioni inedite per problemi inediti, cercheremo in futuro di garantire nel miglior modo possibile inclusività e sostenibilità. Grazie comunque a tutta la comunità allargata di Mondeggi Bene Comune».
Non è solo una questione di numeri. Quello di Mondeggi è il segnale più visibile di un fenomeno in corso da anni e che sembra aver accelerato: sempre più persone, giovani soprattutto, ma non solo, stanno scegliendo di rallentare. Stanche dell’iper-connessione, della produttività come dogma, del tempo che sfugge di mano tra notifiche e schermi, cercano qualcosa di tangibile. La terra, appunto. Il gesto lento e preciso di chi impasta, pota, semina. I dati lo confermano: in Italia, secondo le rilevazioni Coldiretti su dati Istat, gli occupati under 35 in agricoltura sono cresciuti del 18% nel 2025, mentre tutti gli altri settori perdono lavoro giovanile. Un’inversione di tendenza netta, dopo un decennio di calo.
Mondeggi, con la sua storia, è il simbolo di questo cambio di rotta. Una fattoria che non appartiene a nessuno – e quindi appartiene a tutti – che ha trasformato il fallimento istituzionale in progetto collettivo.
Sudan, nuovi attacchi contro i civili: almeno 28 vittime
Continuano gli attacchi sui civili nella guerra in Sudan. Almeno 28 persone sarebbero state uccise e 29 ferite in due attacchi con droni, uno nella città di Saraf Omra e l’altro ad Al-Rahad, come comunicato da fonti locali. Le Forze di Supporto Rapido (RSF) hanno attribuito la responsabilità degli attacchi all’esercito regolare, che non ha commentato. Di recente l’ONU aveva denunciato l’uso crescente dei droni nella guerra civile sudanese.
Come le Isole Cayman sono diventate l’asse portante del debito statunitense
L’architettura finanziaria globale sta attraversando una metamorfosi silenziosa ma radicale. Per decenni, il racconto geopolitico si è focalizzato sulla “guerra fredda finanziaria” tra Washington e Pechino, con la Cina nel ruolo di principale creditore degli Stati Uniti. Tuttavia, nel tempo si è verificato un cambio di paradigma: la Cina ha ridotto le sue riserve di Treasury ai minimi dal 2008, arrivando a circa 770 miliardi di dollari. Evidentemente la Cina ha adottato una politica di graduale distacco dal “paradossale” legame con gli USA. Nel frattempo un piccolo territorio britannico d’oltremare è emerso come il fulcro del debito americano: le Isole Cayman, piccole isole caraibiche, territorio britannico d’oltremare. Secondo gli analisti della FED, la posizione di credito delle Cayman sarebbe però enormemente più grande di quanto appare ufficialmente, balzando al primo posto con una cifra compresa tra 1.400 e i 1.840 miliardi di dollari.
Secondo i dati FED del gennaio 2023, il Giappone risultava primo con 1.100 miliardi di dollari, la Cina seconda con 859 miliardi e le Cayman al settimo posto con 285 miliardi di dollari, con una crescita di 12 miliardi sull’anno precedente. Come evidenziato dall’Asia Times, nel frattempo, la parabola discendente della Cina e quella ascendente delle Cayman ha continuato ad avanzare, portando la Cina a 770 miliardi e le Cayman a 427 miliardi di dollari. Tuttavia, ricercatori della Federal Reserve Board, già nel 2025, hanno pubblicato analisi che squarciano il velo su quella che sarebbe la reale entità del fenomeno. Il “custodial bias” (l’attribuzione dei titoli al luogo di deposito e non al proprietario effettivo) maschera una realtà imponente: le stime della FED indicano che gli hedge fund domiciliati nelle Cayman detengono una cifra reale compresa tra 1.400 e 1.840 miliardi di dollari. Il che renderebbe le Isole Cayman il più importante creditore di Washingotn.
Questa discrepanza è alimentata dal cosiddetto “basis trade”, una strategia speculativa dove i fondi acquistano titoli di Stato fisici vendendo simultaneamente contratti future. Secondo lo studio della FED, tra il 2022 e il 2024, questi veicoli offshore hanno assorbito circa il 37% delle nuove emissioni nette di titoli del Tesoro a medio-lungo termine. Non si tratta di ricchezza locale o di piccoli investitori, ma di giganti come BlackRock, Vanguard e State Street, che utilizzano queste giurisdizioni per ottimizzare la gestione di portafogli globali. Le organizzazioni no-profit sollevano ovvi dubbi sulla trasparenza. Il Tax Justice Network, già nel suo “State of Tax Justice Report” del 2024, sottolinea come l’opacità di queste giurisdizioni faciliti l’abuso fiscale e renda difficile per i regolatori mappare i rischi sistemici.
Se in passato il debito USA era in mano a banche centrali (attori strategici di lungo periodo), oggi una quota massiccia è gestita da algoritmi di hedge fund sensibili alle variazioni minime dei mercati. Questo sposta il baricentro del potere dalle potenze sovrane ai network privati. Perché se è vero che le Cayman sono un territorio britannico d’oltremare, il che rafforza e rinsalda il legame tra USA e Gran Bretagna, gli attori coinvolti sono soggetti privati appartenenti a quell’élite transnazionale che ha come unico e solo interesse, il proprio. La stabilità del dollaro dipenderebbe così da un arcipelago che opera fuori dai radar della trasparenza internazionale. Le autorità di regolamentazione, come la SEC (Securities and Exchange Commission), hanno iniziato a richiedere una maggiore rendicontazione per monitorare l’esposizione dei fondi privati, ma la velocità della finanza offshore supera costantemente la burocrazia normativa.
In conclusione, il declino della Cina come principale creditore non segna la fine della dipendenza estera del debito pubblico degli Stati Uniti, ma la sua trasformazione in una forma più liquida, opaca e transnazionale. Il potere economico non risiede più esclusivamente nei forzieri delle banche centrali, ma nei nodi digitali dei network internazionali, dove le Isole Cayman rappresentano un porto franco dell’economia globale guidata da coloro che scelgono l’ombra per proteggere le proprie ricchezze.
Russia-Ucraina, attacchi incrociati con droni nella notte
Nella notte si è registrato un nuovo scambio di attacchi tra Russia e Ucraina, entrambi basati sull’impiego massiccio di droni. Il ministero della Difesa di Mosca ha dichiarato che le proprie difese aeree hanno intercettato e distrutto 85 velivoli senza pilota ucraini, accusando Kiev di aver tentato attacchi contro obiettivi sul territorio della Federazione Russa. Parallelamente, l’Aeronautica militare ucraina ha riferito di aver abbattuto 93 droni lanciati dalle forze russe durante un’incursione notturna, confermando l’intensificarsi della guerra a distanza tra i due Paesi.
Corruzione e fondi neri: 26 indagati e perquisizioni al Ministero della Difesa
Nella mattinata di ieri, giovedì 26 marzo, la Guardia di Finanza ha eseguito una serie di perquisizioni negli uffici del ministero della Difesa, di Rete Ferroviaria Italiana, di Terna e del Polo Strategico Nazionale. L’operazione, coordinata dalla Procura di Roma, ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 26 persone. Tra queste figurano alti ufficiali, dirigenti di imprese pubbliche e imprenditori privati. Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, sono corruzione, riciclaggio, autoriciclaggio, turbativa d’asta e traffico di influenze illecite. Una notizia dirompente, che appare però sottostimata dal mainstream mediatico, avviluppato negli ultimi giorni sulle beghe interne a governo e partiti di maggioranza dopo la vittoria del NO al referendum costituzionale.
L’inchiesta e le perquisizioni da essa sfociate rappresentano un ulteriore tassello del filone aperto nell’ottobre 2024 con l’arresto dell’ex direttore generale di Sogei, Paolino Iorio, colto in flagranza mentre intascava una tangente da 15mila euro. Da quella vicenda, gli investigatori hanno progressivamente ricostruito un presunto sistema criminale finalizzato a influenzare appalti pubblici nel settore informatico e della cybersicurezza. Secondo quanto attestato dai magistrati impegnati nell’indagine, si parlerebbe di «un articolato sistema criminale finalizzato a riciclare ingenti somme di denaro, verosimilmente derivanti da reati fiscali perpetrati per mezzo dell’emissione di fatture per operazioni inesistenti finalizzate, tra l’altro, alla creazione di ‘fondi neri’ utilizzati per il pagamento di commesse corruttive».
Al centro del sistema, affermano gli inquirenti, vi sarebbe l’imprenditore romano Francesco Dattola, amministratore di fatto della Nsr s.r.l., inquadrato come un soggetto «incline a procurarsi ingenti somme di denaro contante, attraverso il meccanismo di fatturazioni false e riciclaggio». Per monetizzare il denaro, Dattola si sarebbe avvalso della collaborazione di Stefano Tronelli, titolare della Tron Group Holding. Secondo quanto ipotizzato dalla Procura, le modalità operative prevedevano l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, l’acquisto di orologi di lusso e la loro rivendita sul mercato parallelo al fine di trasformare i bonifici in denaro contante. Un meccanismo che avrebbe consentito di alimentare «fondi neri» destinati a corrompere funzionari pubblici e dirigenti di aziende partecipate.
Altra figura al centro dell’inchiesta è quella di Antonio Spalletta, definito dagli investigatori come un «faccendiere-imprenditore» capace di «tessere nel tempo una rete fittissima di relazioni» all’interno dell’amministrazione militare. Stando a quanto raccontano le carte, questi sarebbe stato il tramite per favorire l’ingresso delle società di Dattola in appalti strategici, intervenendo persino per «favorire la carriera di coloro i quali si sono dimostrati disponibili a porsi a disposizione degli interessi economici dello stesso Spalletta». Nella lista degli indagati ci sono poi il generale Francesco Modesto, il collega Antonio Lanzillotti, il colonnello Fabio Cesare, l’ufficiale di Marina Antonio Angelo Masala e il manager di Rfi Riccardo Barrile, il quale è accusato di aver condiviso con un imprenditore bozze di capitolati prima della pubblicazione ufficiale.
Il ministero della Difesa ha espresso «pieno supporto e massima collaborazione sin dall’avvio delle attività investigative iniziate negli anni precedenti», aggiungendo che «eventuali responsabilità accertate saranno perseguite con la massima severità, nel rispetto della legge e delle prerogative dell’Autorità giudiziaria». Le indagini, coordinate dai magistrati Giuseppe Cascini, Giuseppe De Falco, Lorenzo Del Giudice e Gianfranco Gallo, proseguiranno con l’esame della documentazione e dei dispositivi informatici sequestrati.












