Le autorità svedesi hanno dichiarato che un drone russo si sarebbe avvicinato alla portaerei francese Charles de Gaulle nel porto svedese di Malmö, per poi venire intercettato dalle forze armate del Paese. Il velivolo sarebbe decollato da una vicina nave russa e si sarebbe diretto verso la portaerei. Le forze svedesi hanno dichiarato di avere condotto operazioni di disturbo, dopo le quali il drone sarebbe scomparso. La Charles de Gaulle è la più grande portaerei a propulsione nucleare costruita in Europa e si trova a Malmö per prendere parte a delle esercitazioni.
Epstein Files: si dimette Børge Brende, presidente del World Economic Forum
«Dopo un’attenta riflessione, ho deciso di dimettermi dalla carica di presidente e amministratore delegato del World Economic Forum»: inizia così il comunicato con il quale Børge Brende annuncia di rinunciare alla sua carica alla guida del Forum di Davos, dopo otto anni di mandato. La nota non menziona esplicitamente le ragioni della decisione, ma Brende risulta indagato dal Dipartimento di Giustizia (DOJ) statunitense nell’ambito degli Epstein Files. Lo stesso WEF ha annunciato di aver aperto un’indagine in merito, per verificare i rapporti tra il suo presidente e il finanziere.
Secondo i documenti a disposizione, Brende avrebbe avuto diversi contatti con Epstein, partecipando ad almeno tre cene tra il 2018 e il 2019. I due si sarebbero scambiati diverse foto, e-mail e messaggi, ma Brende avrebbe dichiarato che si tratta solamente di incontri avvenuti nell’ambito di relazioni d’affari. Il presidente del WEF avrebbe anche dichiarato di essere stato, all’epoca dei contatti, «completamente ignaro del passato e delle attività criminali di Epstein» – nonostante questi fosse stato condannato per reati sessuali nel 2008. Secondo quanto emerso dai Files, i due avrebbero discusso anche del futuro del World Economic Forum: «Davos può davvero sostituire l’ONU», suggeriva Epstein, con Brende che rispondeva di «essere d’accordo al 100%».
«Desideriamo esprimere il nostro sincero apprezzamento per il significativo contributo apportato da Børge Brende al World Economic Forum» dichiarano i copresidenti del WEF, André Hoffmann e Larry Fink. A sostituirlo come presidente e amministratore delegato ad interim sarà Alois Zwinggi. «Il Consiglio di Amministrazione supervisionerà la transizione della leadership, compreso il piano per avviare un processo adeguato volto a individuare un successore permanente».
Gli Epstein Files, oltre ad essere una raccolta di atti giudiziari su abusi sessuali e tratta di minori compiute dagli uomini più potenti al mondo, sono anche un archivio che permette di ricostruire la complessa ragnatela di relazioni che collegano finanza, politica e intelligence globale. Al suo interno, Jeffrey Epstein svolgeva il ruolo di facilitatore e nodo di connessione di un sistema di potere globale, che ha operato per oltre trent’anni grazie a protezioni giudiziarie, omissioni investigative e silenzi istituzionali. Le desecretazioni del 2025 e 2026 di milioni di documenti hanno travolto una lunga serie di figure ritenute fino ad oggi intoccabili, che trattiamo nel dettaglio nel nostro nuovo libro Epstein Files. I documenti verificati che fanno tremare le élite occidentali.
Gaza, il fuoco israeliano provoca altri tre morti nella Striscia
Un attacco aereo israeliano ha ucciso due palestinesi nel nord della Striscia di Gaza, secondo quanto riferito da funzionari sanitari locali. Il raid ha colpito un gruppo di persone nel quartiere Tuffah di Gaza City, causando anche diversi feriti. L’esercito israeliano non ha commentato l’episodio. In un’altra operazione nel sud dell’enclave, le forze israeliane hanno dichiarato di aver ucciso un militante ritenuto una minaccia imminente dopo il suo ingresso in un’area ancora sotto controllo israeliano. A gennaio, l’accordo su Gaza è passato a una seconda fase in cui Israele dovrebbe ritirare ulteriormente le truppe da Gaza e Hamas cedere il controllo dell’amministrazione territoriale.
Parma, un arresto per l’omicidio di tre suore in Burundi nel 2014
I carabinieri di Parma hanno arrestato Harushimana Guillaume, 50enne originario del Burundi, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare per il triplice omicidio delle suore saveriane Olga Raschietti, Lucia Pulici e Bernardetta Boggian, uccise nel settembre 2014 a Kamenge, Bujumbura. Le prime due furono assassinate il 7 settembre con colpi contundenti e taglio alla gola, la terza decapitata la notte successiva. Dopo due archiviazioni (per difetto di giurisdizione e carenza di elementi), l’inchiesta è stata riaperta nel 2024. Secondo la procura, mandanti ed esecutori avrebbero legami con la polizia segreta burundese e con il generale Adolphe Nshimirimana.
Sciopero degli aerei: 300 voli cancellati
Alcoltest e droghe al volante: quali sono i diritti del conducente e come esigerne il rispetto
È una notte tiepida di luglio, hai superato alla grande tutti gli esami del semestre e ti sei concesso una serata di svago con gli amici di sempre. Tante chiacchiere, qualche bicchiere, una canna che gira di mano in mano al ritmo del frinire dei grilli. D’altronde, hanno avuto tutti vent’anni, perfino gli avvocati.
Guidi la tua 500 rilassato verso casa, quando una divisa con in mano una paletta t’impone l’alt. Lasci il volante solo per fare il segno della croce mentre accosti.
Tipologie di accertamento
Il Codice della Strada distingue due fasi principali di accertamento, sia per l’alcol (art. 186 C.d.S.) che per le sostanze stupefacenti (art. 187 C.d.S.).
Mediante gli accertamenti preliminari (o qualitativi) gli organi di Polizia Stradale sottopongono i conducenti a test non invasivi, spesso tramite apparecchi portatili (comunemente noti come “pre-test” o “blow test”). Questi accertamenti hanno una funzione meramente esplorativa e servono ad acquisire elementi utili per motivare l’eventuale obbligo di sottoporsi a un test probatorio.
Se l’esito dei test preliminari è positivo, in ogni caso di incidente stradale o quando vi sia altrimenti motivo di ritenere che il conducente sia in stato di alterazione, gli organi di polizia hanno la facoltà di effettuare l’accertamento con valore legale tramite accertamenti probatori (o quantitativi). Questi test includono gli accertamenti con etilometro, nonché quelli tossicologici analitici su campioni di fluido del cavo orale o prelievi di liquidi biologici presso strutture sanitarie.
Le sanzioni per l’alcol e le modifiche sugli stupefacenti

Ti stai chiedendo se hai bevuto troppo, sai vagamente che a diversi livelli di sbornia corrispondono sanzioni più o meno gravi e ignori completamente se anche la cannetta fumata allegramente in compagnia aggraverà la tua posizione.
Ebbene, sul fronte dell’alcol ci hai più o meno preso: l’art. 186 C.d.S. stabilisce le seguenti soglie e sanzioni (amministrativa la prima, penali la seconda e la terza):
- tasso alcolemico tra 0,5 e 0,8 grammi per litro: sanzione amministrativa da
543 a 2.170 euro e sospensione della patente di guida da tre a sei mesi; - tasso alcolemico tra 0,8 e 1,5 grammi per litro: ammenda da 800 a 3.200 euro, arresto fino a sei mesi, sospensione della patente di guida da sei mesi a un anno;
- tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro: ammenda da 1.500 a 6mila euro, arresto da sei mesi a un anno, sospensione della patente di guida da uno a due anni.
Sul fronte delle sostanze stupefacenti, recentemente il legislatore ha tentato di inasprire il quadro normativo nei confronti dell’assuntore che si pone alla guida. Fino al dicembre del 2024, infatti, l’art. 187 del Codice della Strada sanzionava colui che veniva fermato alla guida in stato di alterazione determinato dall’assunzione di sostanze psicotrope. In forza della riforma del dicembre 2024, voluta dal ministro Salvini, lo stato di alterazione non è più rilevante per la commissione dell’illecito, che è ora integrato dalla semplice assunzione di sostanze stupefacenti in un momento antecedente alla conduzione del veicolo. In pratica, se all’esito dei controlli biologici risultano valori compatibili con il consumo di sostanze (avvenuto anche molto tempo prima dell’accertamento) il conducente è di per sé punibile.
La Corte Costituzionale è dovuta intervenire per correggere l’evidente stortura generata dalla riforma, ossia la punibilità di una condotta che di per sé non integra necessariamente un pericolo per la collettività: con la sentenza n. 10 del 2026, il consesso ha fornito un’interpretazione costituzionalmente orientata della norma, circoscrivendone l’ambito applicativo a quei soli casi in cui il soggetto si ponga alla guida avendo ancora nel proprio corpo quantitativi di sostanze stupefacenti in grado di produrre un effetto di alterazione psico-fisica potenzialmente incidente sulla sua capacità di guida. L’illecito può quindi considerarsi integrato qualora la pregressa assunzione di sostanze sia tale da arrecare un pregiudizio quantomeno potenziale per la sicurezza della circolazione stradale.
La sanzione prevista è dell’ammenda da 1.500 a 6mila euro, l’arresto da sei mesi a un anno, con sospensione della patente di guida da uno a due anni.
Detto ciò, non ne sai niente di riforme e pronunce di legittimità costituzionale, sei preso dal panico, nelle serie TV questo è il momento in cui chiamano l’avvocato, ma tu scorri febbrilmente la rubrica del telefono e non ricordi se l’hai memorizzato sotto la S o sotto la G. Forse gli ultimi 2 shot di tequila si potevano evitare.
Il diritto fondamentale all’assistenza difensiva
Per la fase preliminare, la giurisprudenza ha chiarito che non sussiste l’obbligo di dare al conducente l’avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore.
Viceversa, la polizia giudiziaria, prima di procedere alla richiesta di sottoporsi all’alcoltest con etilometro o ai prelievi per l’analisi di sostanze stupefacenti, ha l’obbligo di avvertire la persona della facoltà di farsi assistere da un difensore. Questo avvertimento è un presupposto necessario per la legittimità dell’intera procedura e la prova dell’avvenuto avviso può essere fornita tramite il verbale di accertamento. È importante sottolineare che il diritto garantito è quello di essere informati della facoltà e di poter contattare un difensore. Tuttavia, trattandosi di un atto urgente e indifferibile, il cui esito può essere compromesso dal decorso del tempo, gli agenti accertatori non hanno l’obbligo di attendere l’arrivo del difensore prima di procedere con il test: una protrazione eccessiva dell’attesa potrebbe, infatti, incidere sull’attendibilità dell’accertamento.
Il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti
Preso dal panico, decidi di opporre il tuo rifiuto agli accertamenti probatori. Infatti ignori che tale rifiuto costituisce un’autonoma fattispecie di reato, punita con le peggiori sanzioni previste per la guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico più elevato: l’arresto da 6 mesi a 1 anno, l’ammenda da 1.500 a 6mila euro, la sospensione della patente da 6 mesi a 2 anni, la confisca del veicolo. Un disastro su tutta la linea: per il nostro ordinamento «mi rifiuto» equivale a «sono ubriaco fradicio». A questo punto ti conviene proprio chiamare Saul. E la prossima volta, una bella tisana al finocchio e poi dritto a nanna.










