È stato un anno di guerre, di rivolte e di speranze: alcune infrante, altre che hanno appena iniziato ad attecchire nelle nuove generazioni, che siano ragazzi italiani, europei nordafricani o asiatici, per nulla d’accordo con il futuro che è stato disegnato per loro. Ma è stato anche l’anno in cui, a livello globale, tra mille dubbi e incertezze, ha iniziato a disegnarsi un nuovo mondo multipolare, che vede la luce tra i rigurgiti di violenza di chi non vuole cedere il proprio predominio. In Italia è stato l’anno dell’entrata in vigore del Decreto Sicurezza, sul quale ora la Corte Costituzionale dovrà decidere se l’ennesima compressione delle libertà individuali sia in linea con i principi della nostra Costituzione oppure, no, delle morti sul lavoro in crescita e della corruzione che non conosce argine.
Come ogni anno, noi de L’Indipendente abbiamo provato a raccontarvi cosa accadeva facendo il nostro lavoro di giornalisti che non rispondono a nessun potere o interesse, se non quello dei nostri lettori. Con questi dieci articoli cerchiamo di restituirvi una fotografia vivida, per quanto parziale, di ciò che è successo nell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle.
La rivolta della Generazione Z
Un’ondata di rivolte ha colpito le istituzioni politiche ed economiche di vari Paesi sparsi per il globo, dal Nepal alla Mongolia. Tutte hanno un tratto in comune: coloro che vi hanno preso parte sono per la maggior parte appartenenti alla cosiddetta Generazione Z, ovvero quella dei nati tra il 1997 e il 2012. Le analisi condotte dai media hanno bollato questi eventi come proteste contro la corruzione o la repressione poliziesca, senza sforzarsi di comprendere a fondo il fenomeno e tracciare le similitudini. Molte di queste lotte sono infatti animate da una coscienza politica profonda e vedono tra i promotori movimenti che contestano apertamente le disparità economico-sociali.
La rivolta della Generazione Z
La Cassazione “boccia” il decreto Sicurezza
La Cassazione ha inferto un colpo durissimo al decreto Sicurezza del governo Meloni. In un report di 129 pagine – la Relazione n. 33, pubblicata il 23 giugno 2025 – l’Ufficio del Massimario della Suprema Corte ha infatti formulato una lunga serie di rilievi sul metodo e sul merito del provvedimento, delineando possibili profili di incostituzionalità e disomogeneità nei suoi articoli, tanto dirimenti da poter costituire base per ricorsi alla Corte costituzionale. Sebbene non si tratti di un documento vincolante, l’autorevolezza della fonte lo rende certamente una pietra miliare nell’attuale dibattito giuridico e politico.
La Cassazione boccia il decreto sicurezza: “Possibili profili di incostituzionalità”
Gaza, la tregua farsa
Da quando è iniziato il cessate il fuoco a Gaza, il 10 ottobre scorso, Israele ha compiuto 497 attacchi, violando la tregua e uccidendo almeno 342 palestinesi. È quanto afferma l’Ufficio Stampa del governo di Gaza, che ricorda come questi atti costituiscano una violazione delle norme del diritto internazionale e umanitario. Israele insiste nell’attribuire la colpa dei suoi attacchi a presunte violazioni di Hamas, che avrebbe attaccato i soldati israeliani nella Striscia o attraversato la cosiddetta “Linea Gialla”, la linea di demarcazione dietro la quale i soldati israeliani dovrebbero rimanere stazionati. Hamas ha negato che tali violazioni siano mai accadute.
Gaza, la tregua farsa: Israele ha attaccato 497 volte uccidendo 342 palestinesi
Le bugie dell’industria sull’agricoltura biologica
L’affermazione estremamente diffusa, «L’agricoltura biologica non sfamerà il mondo», rappresenta in realtà un’affermazione priva di fondamento e dati scientifici. Viene diffusa per lo più da produttori, distributori e commercianti aderenti alla Grande Distribuzione Organizzata e al modello di agricoltura e allevamento intensivo industriale. Vi sono tante evidenze che dimostrano esattamente il contrario, ovvero che un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, di piccola scala, sia più produttiva e sostenibile di una massiva di larga scala.
Le bugie dell’industria alimentare sull’agricoltura biologica
Cronache dall’oblio: 9 guerre di cui non si parla
Non è il numero di bombe e purtroppo nemmeno il numero delle vittime a misurare la “vicinanza” di una guerra, ma la presenza – o meno – di notizie ed analisi nelle cronache quotidiane. Oggi che la guerra è tornata alle porte del Vecchio continente e che Israele porta avanti indisturbato il proprio piano genocidiario, senza più nemmeno nascondere la volontà di appropriarsi di terre che non gli appartengono, noi occidentali riusciamo comunque a vivere la nostra quotidianità senza grossi problemi. I pochi “fastidi” arrivano da chi queste guerre ce le ricorda, da chi scende in strada a manifestare per dissociarsi da ciò che accade e perché il proprio governo prenda posizione, da chi ha avuto il coraggio di rischiare tutto, imbarcandosi sulla Global Sumud Flotilla solo per l’idea di un futuro migliore e più umano.
Cronache dall’oblio: 9 guerre invisibili di cui non si parla
Rosignano Solvay: ostaggio dell’industria chimica
Rosignano Solvay non è soltanto una frazione del Comune di Rosignano Marittimo, un Comune in provincia di Livorno. È un paese nato interamente attorno al suo stabilimento chimico, al punto da portarne il marchio fin nel toponimo. Oggi conta circa 20 mila abitanti, ma la sua storia comincia nel 1912, quando prende forma il polo industriale fondato dai fratelli belgi Ernest e Alfred Solvay. La costruzione dello stabilimento segna l’inizio dello sviluppo urbano: le prime edificazioni sono le ville dirigenziali, affacciate sull’ingresso della fabbrica, seguite dal quartiere operaio, situato sul lato mare della ferrovia Livorno-Vada-Cecina.
Rosignano Solvay: la città ostaggio dell’industria chimica
Italia: una morte sul lavoro ogni 6 ore
Dal 1° gennaio al 4 agosto 2025, in Italia sono morti 873 lavoratori, di cui 621 sul posto di lavoro, con una media di una morte ogni 6 ore. Lo ha attestato l’Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro nel suo ultimo report, rendendo noto che si tratta dei numeri più alti registrati nei 18 anni di esistenza dell’ente. Tra le vittime, oltre il 30% ha più di 60 anni (di cui il 17% oltre 70) e il 32% è costituito da stranieri. Le categorie più colpite includono i lavoratori agricoli, gli autotrasportatori, e chi soffre per stress da superlavoro.
Da inizio 2025 in Italia ci sono state 873 morti sul lavoro, in media una ogni 6 ore
SCO 2025: Cina, Russia e il nuovo mondo multipolare
Il 25° vertice della Shanghai Cooperation Organisation (SCO), che si è aperto il 31 agosto a Tianjin, si è presentato come un crogiuolo geopolitico in cui relazioni, simboli e investimenti convergono per disegnare i contorni di quel “nuovo ordine mondiale” che da anni affiora oltre le rigide linee del consueto equilibrio Occidente‑Oriente. Mai prima d’ora l’organizzazione eurasiatica aveva convocato così tanti leader – compresi Xi Jinping, Vladimir Putin e Narendra Modi – in una sorta di piano inclinato verso la multipolarità e il superamento dell’egemonia occidentale.
SCO 2025: attorno a Cina e Russia si riunisce il nuovo mondo multipolare
Machado: biografia della golpista filo-americana
L’assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2025 a María Corina Machado è stata accolta con favore da molte personalità di spicco e politici all’interno dell’UE, ma ha aperto un dibattito politico e mediatico. La leader dell’opposizione venezuelana, premiata per i suoi sforzi «a favore della democrazia e dei diritti umani», descritta dal Comitato norvegese come «una coraggiosa e impegnata paladina della pace», che mantiene accesa «la fiamma della democrazia in mezzo a un’oscurità crescente», viene celebrata in Occidente come simbolo della resistenza al chavismo. Lungi dall’essere pacifista, però, Machado è una golpista filo-americana, che non ha esitato a ricorrere alla violenza e a richiedere interventi esterni contro il suo Paese
María Corina Machado: biografia della golpista filo-americana che ha vinto il Nobel per la Pace
Italia 2025: 100 inchieste per corruzione
Nel corso del 2025 la mappa giudiziaria italiana è stata attraversata da un’intensa sequenza di inchieste per corruzione, che tocca numeri da record. Tra il 1° gennaio e il 1° dicembre sono state registrate 96 nuove indaginiper corruzione e concussione – in media otto al mese – con un totale di 1.028 persone indagate. Un dato che quasi raddoppia quello dell’anno precedente, quando le indagini erano 48 e gli indagati 588. A fotografare questa crescita è Italia sotto mazzetta, il dossier diffuso da Libera in occasione della Giornata internazionale per la lotta alla corruzione del 9 dicembre.
Italia: nel 2025 ci sono state quasi 100 inchieste e mille indagati per corruzione