Un’esplosione ha colpito nelle prime ore del mattino l’ambasciata degli Stati Uniti a Oslo, senza provocare feriti. La detonazione è avvenuta intorno all’1 di notte e ha causato soltanto lievi danni materiali a uno degli ingressi dell’edificio. La polizia della capitale norvegese ha avviato un’indagine, impiegando cani, droni ed elicotteri alla ricerca di uno o più possibili responsabili. Gli investigatori non hanno ancora chiarito l’origine dell’esplosione, anche se ritengono l’episodio particolarmente grave. Il comandante della polizia Michael Dellemyr ha spiegato che non verranno diffusi ulteriori dettagli perché l’inchiesta è ancora in una fase iniziale. L’area attorno all’ambasciata è stata successivamente dichiarata sicura.
Epstein Files: pubblicati documenti su Trump con le accuse di abusi su una minorenne
«Lascia che ti insegni come dovrebbero comportarsi le bambine». La frase, attribuita a Donald Trump, compare in uno dei documenti dell’FBI appena pubblicati nell’ambito del rilascio degli Epstein Files. Il Dipartimento di Giustizia ha diffuso tre interviste dell’FBI con una donna che sostiene di essere stata aggredita sessualmente dal presidente USA quando era appena adolescente, dopo essergli stata presentata da Jeffrey Epstein. I memo, redatti nel 2019, contengono dichiarazioni non verificate che non hanno portato ad alcuna incriminazione. Tuttavia, il ritardo nella loro pubblicazione, insieme alla natura delle accuse riportate, ha riacceso il dibattito pubblico e riportato sotto i riflettori i rapporti tra il tycoon e il finanziere condannato per traffico sessuale di minori.
I fascicoli emergono mentre i democratici indagano per accertare se il Dipartimento di Giustizia abbia deliberatamente omesso o trattenuto documenti contenenti accuse di violenza sessuale contro Trump. I documenti diffusi sono rapporti di interrogatorio dell’FBI – FD-302 – redatti nel 2019 dopo una serie di colloqui con una donna che afferma di essere stata abusata da Epstein a partire dai 13 anni. Secondo il racconto riportato nei memo, Epstein l’avrebbe portata in un edificio tra New York e il New Jersey, dove le avrebbe presentato Donald Trump. La donna ha affermato che erano presenti altre persone, senza ricordare chi. Trump avrebbe chiesto loro di uscire dalla stanza. A questo punto, il tycoon si sarebbe abbassato la cerniera dei pantaloni e avrebbe spinto la testa della ragazza verso il suo pene. La donna ha raccontato di aver reagito mordendolo. In risposta, ha riferito, lui le avrebbe tirato i capelli e dato un pugno sulla tempia, gridando: «Portate subito via questa stronzetta da qui».
Nei documenti si afferma anche che la madre della donna, nel frattempo deceduta, avrebbe scontato circa due anni di carcere federale in South Carolina per appropriazione indebita. Secondo la testimone, il reato sarebbe stato collegato a un presunto ricatto da parte di Epstein e di un uomo identificato come Jim Atkins, che avrebbero utilizzato fotografie esplicite della figlia. La testimone ha inoltre riferito agli agenti di aver sentito Trump ed Epstein parlare di come il finanziere di Brooklyn ricattasse alcune persone e di aver sentito Trump discutere di riciclaggio di denaro attraverso i casinò. Ha inoltre riferito di aver ricevuto nel corso degli anni numerose minacce da persone che riteneva legate a Epstein o ai suoi collaboratori. Le telefonate anonime sarebbero iniziate quando aveva circa 16 o 17 anni e sarebbero proseguite con messaggi intimidatori come: «È meglio che tieni la bocca chiusa». La donna ha precisato di non aver mai riconosciuto le voci. Nei documenti vengono citati anche episodi in cui l’accusatrice sostiene di essere stata quasi fatta uscire di strada da altre auto.
Come nel caso dei precedenti memo rilasciati il 30 gennaio, le nuove accuse contenute nei documenti sono esplicitamente indicate come non corroborate. Il Dipartimento di Giustizia ha chiarito che i memo sono stati pubblicati perché presenti negli archivi dell’indagine Epstein, ma che non esistono elementi che confermino il racconto. Gli investigatori non hanno mai avviato procedimenti sulla base di queste dichiarazioni e non è stata aperta alcuna incriminazione nei confronti del presidente. Trump ha già affrontato in passato accuse di violenza e molestie sessuali, tra cui quelle avanzate da diverse donne durante la campagna presidenziale del 2016. Nel 2023, una giuria federale lo ha ritenuto responsabile di abuso sessuale e diffamazione nei confronti della scrittrice E. Jean Carroll, che lo aveva accusato di averla aggredita in un grande magazzino di Manhattan negli anni ’90 e che Trump aveva poi definito “bugiarda”.
La pubblicazione dei memo ha immediatamente provocato una reazione politica. I portavoce di Trump hanno respinto le accuse definendole «false» e prive di credibilità, sottolineando che non sono mai state supportate da prove né utilizzate in procedimenti giudiziari. Il Dipartimento di Giustizia ha spiegato che i documenti erano stati inizialmente classificati come duplicati e, quindi, esclusi dalla prima fase di pubblicazione prevista dall’Epstein Files Transparency Act, prima di essere individuati durante una revisione interna. Intanto, il Congresso chiede chiarimenti sulla gestione degli archivi: migliaia di file legati all’indagine Epstein restano ancora non pubblicati.
AVS registra i fuori sede rappresentanti di lista per farli votare
Alleanza Verdi Sinistra ha lanciato la piattaforma “votofuorisede.it” per permettere a coloro che vivono lontano dalla città dove risiedono di votare da dove abitano, registrandoli come rappresentanti di lista. Il rappresentante di lista è una figura con il compito di assistere alle operazioni dei seggi, che ha il diritto di votare presso il seggio in cui è stato designato. Ogni partito può nominare un rappresentante di lista e un sostituto per seggio. La mossa è pensata per l’imminente referendum sulla magistratura, e ha la potenzialità di interessare qualche migliaio di persone nelle maggiori città italiane: Roma, città più popolosa d’Italia, ha circa 2.600 seggi. Le iscrizioni alla piattaforma chiuderanno il 15 marzo.
Nigeria, scontri tra esercito e banditi: 48 morti
Oggi, 7 marzo, il governo nigeriano ha annunciato di avere ingaggiato uno scontro con un gruppo di banditi nell’area di Danmusa, nello Stato di Katsina, uccidendo almeno 45 persone, e perdendo tre soldati. Da quanto spiega il governo, lo scontro sarebbe scoppiato ieri in seguito a una incursione da parte di una banda armata proveniente dallo Stato di Zamfara. Lo scorso giovedì, il medesimo gruppo avrebbe fatto irruzione nel villaggio di Alhazawa a Musawa, tentando di rubare il bestiame; è tornato il giorno dopo, trovando tuttavia dei soldati che l’esercito aveva inviato sul posto per sorvegliare la zona.
L’architettura del caos: settant’anni di interventi USA in Medio Oriente

Gli italiani spendono oltre 5 miliardi per le cure fuori casa: è la cifra più alta di sempre
Tornado in Michigan, almeno 4 morti e ingenti danni
Nel pomeriggio di ieri, 6 marzo, un violento tornado ha colpito Union City, nello stato americano del Michigan, causando morti, feriti e gravi danni. Il fenomeno si è sviluppato durante una forte ondata di maltempo che ha interessato il Midwest degli USA, distruggendo abitazioni, sradicando alberi e abbattendo linee elettriche, lasciando molte persone senza corrente. Secondo le autorità locali, almeno tre persone sono morte nell’area vicino a Union Lake e diversi residenti sono rimasti feriti. Squadre di emergenza e volontari sono intervenuti per soccorrere la popolazione. Altri tornado hanno colpito il sud del Michigan, portando il bilancio complessivo ad almeno quattro vittime.
”Saluterò di nuovo il sole”, una poesia di Forugh Farrokhzād (1962)
Saluterò di nuovo il sole
e il torrente che mi scorreva in petto,
saluterò le nuvole dei miei lunghi pensieri
e la crescita dolorosa dei pioppi in giardino
che con me hanno percorso le aride stagioni.
Saluterò gli stormi di corvi
che a sera mi portavano in dono
l’odore dei campi notturni.
Saluterò mia madre, che viveva nello specchio,
immagine della mia vecchiaia.
E saluterò la terra, il suo desiderio ardente
di ripetermi e riempire di semi verdi
il suo ventre infiammato,
sì, la saluterò
la saluterò di nuovo.
Arrivo, arrivo, arrivo,
con i miei capelli come odori
che sgorgano dal sottosuolo
e gli occhi miei, l’esperienza densa del buio.
Con gli arbusti che ho strappato ai boschi oltre il muro.
Arrivo, arrivo, arrivo,
e la soglia trabocca d’amore
ed io ad attendere quelli che amano
e la ragazza che è ancora lì,
nella soglia traboccante d’amore, io
la saluterò di nuovo.
Forugh, la giovane poetessa di Teheran, influente ma scandalosa nella sua patria perché paladina di una specifica, indipendente visione femminile, adorata prima e dopo la morte come un profeta, come chi sa abbracciare l’universale e insieme a questo l’intimità, la tenerezza e l’intransigenza, la visione e l’incantesimo.
“Salutare”, “arrivare” sono dichiarazioni prima di tutto di un esserci, questione non da poco per una donna iraniana che fa poesia prima ancora che si affermi la rivoluzione islamica guidata dall’āyatollah Khomeini.
La sua voce poetica ha assunto una vasta fama nel suo Paese che è tanto, per tradizione, sensibile alle parole dei cantori, una voce che sa essere lirica e insieme sociale, politica, come se la poesia fosse declamata durante un comizio o una preghiera collettiva. La poesia che in Persia-Iran ha il respiro dei cori della tragedia greca, che funziona come un oracolo seducente e combattente, araldo di verità sottaciute che il potere vorrebbe amministrare come sua proprietà, schiacciandole nella obbedienza cieca a norme arcaiche.
No, no, la poetessa è seducente, non perché è donna, e le spetterebbe tale prerogativa, lei è seducente perché l’amore non è un sentimento ma una energia necessaria a ottenere una visione convincente delle cose. Fuori dall’amore, fuori dagli urti della tragedia, c’è soltanto sopravvivenza, indifferenza, apatia.
Averro è, il filosofo arabo commentatore di Aristotele, scrive intorno al 1180 d.C. sull’alternanza di finito e infinito, sui confini dell’anima e del corpo, sulla consistenza e inconsistenza della realtà. “L’esperienza densa del buio”, “il ventre infiammato” della terra, in questa poesia sembrano attinenti al clima oscuro da lei vissuto, ai contorni insicuri del quotidiano, a una vita libera – per quanto era possibile –- carica di insidie dal punto di vista di una donna. «Tutti temono,/ tutti hanno paura, ma io e te/ siamo legati alla fiamma all’acqua allo specchio/ e non temiamo nulla… parlo delle nostre mani innamorate/ che sopra le notti han costruito un ponte» (scrive in La Conquista del Giardino).
La sua indole ‟personale, spregiudicata e ribelle’’, gli atteggiamenti anticonformisti sono ben noti alla poesia iraniana e alle sue scrittrici (si veda l’accurato studio di Nahid Norozi, La mia spada è la poesia, WriteUp, Roma 2023). «Il paradosso è che se da un lato le spinte moderniste… invitavano a sviluppare, per la prima volta nella storia della letteratura persiana,…un sentimento lirico personale, il canone socio-letterario prescriveva che il corpo della donna fosse rappresentato come unico oggetto erotizzabile», ha scritto D. Ingenito, curatore della summa della sua opera (Giunti-Bompiani).
«Quando la mia fede era impiccata/ alle fragili corde della giustizia/ e in tutta la città/ facevano a pezzi il cuore dei miei occhi» (canta Forugh in Una finestra).
Un’altra grande voce iraniana, Simin Behbahâni declamava così con passione il pianto per una giovane donna, martire della libertà: «Non era piombo che la mano della Tirannia/ aveva scaricato sulla sua veste // ma una stella che dal tetto del cosmo/ era stillata nel calice del suo corpo…» (Dodici fontane di sangue, giugno 1985).
Risuona ancora, sempre l’urlo della poesia…
Palermo, corruzione nella sanità: 6 arresti, sequestrati 1,2 milioni
La Squadra mobile di Palermo ha eseguito sei misure cautelari nell’ambito di un’indagine della Procura su presunti episodi di corruzione nella sanità pubblica. L’inchiesta, condotta tra il 2024 e il 2025 dalla sezione anticorruzione, riguarda reati contro la pubblica amministrazione legati al riconoscimento di stati invalidanti. Ai domiciliari è finito un 65enne ritenuto “facilitatore” delle pratiche, nel cui possesso sono stati sequestrati oltre 1,2 milioni di euro in contanti. Arresti domiciliari anche per un ortopedico dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo e per un imprenditore di forniture ortopediche. Altri tre indagati sono stati colpiti da obbligo di firma e misure interdittive.







