mercoledì 14 Gennaio 2026
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Siria, scontri tra milizie curde ed esercito ad Aleppo

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Sono esplosi nuovamente i combattimenti nella città siriana di Aleppo, dove la milizia a guida curda delle Forze Democratiche Siriane (SDF) e l’esercito si sono accusati a vicenda di avere attaccato reciproche postazioni. Gli scontri sono ripresi ieri e hanno causato almeno 4 morti; oggi sono continuati e le autorità hanno ordinato l’evacuazione di alcune aree della città costringendo oltre 2.000 residenti ad abbandonare le proprie case. La tensione tra curdi e governo centrale siriano è alta da tempo: dopo la caduta di Assad, le SDF dovevano entrare a far parte dell’esercito, ma l’accordo non è mai stato ratificato.

“Anime gemelle” IA, avatar e solitudine: la frontiera dell’intimità artificiale

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L’idea che si possa colmare la solitudine e l’isolamento che stanno affliggendo la società attraverso strumenti di intelligenza artificiale sta diventando sempre più comune. Magari non tra gli psicologi e gli studiosi della mente umana, ma certamente tra i consumatori e le aziende che sviluppano software e dispositivi dedicati alle cosiddette IA relazionali. Così, in occasione del CES 2026, una delle più importanti fiere di elettronica al mondo, proliferano soluzioni che trasformano questi compagni virtuali in oggetti fisici da tenere in camera, pensati per un’interazione più naturale grazie a telecamere e microfoni sempre attivi e pronti a registrare ogni movimento dell’utente.

Las Vegas ospita in questi giorni la nuova edizione del Consumer Electronics Show, la vetrina globale in cui le principali aziende tech anticipano i prodotti destinati a debuttare nel prossimo futuro. Tra le proposte più discusse spiccano alcune capsule trasparenti che, grazie a schermi OLED ricurvi, ricreano la presenza olografica di un avatar. Queste figure digitali, spesso modellate con tratti antropomorfi e un’estetica amichevole o ammiccante — talvolta apertamente sessualizzata — rappresentano l’ultima evoluzione degli assistenti vocali e puntano a trasformarsi in dispositivi capaci non solo di eseguire comandi, ma anche di offrire un presunto supporto emotivo da integrare nella vita di ogni giorno.

Il Lepro Ami, sviluppato dall’azienda cinese Lepro, si presenta come una compagnia artificiale descritta senza mezzi termini come una vera e propria “anima gemella in IA”. Nessuna ambiguità, dunque. L’obiettivo è trasformare le sempre più diffuse app di intelligenza artificiale relazionale in un’esperienza “fisica”, capace di simulare una presenza nello spazio e superare la mediazione del freddo schermo dello smartphone. Il dispositivo promette di essere “sempre acceso” e di offrire interazioni in realtà aumentata grazie a due telecamere frontali che tracciano lo sguardo dell’utente, una telecamera posteriore che analizza l’ambiente per riprodurlo sul display e un microfono costantemente attivo per captare ogni suono nella stanza. 

Ami, l'”anima gemella”, pronta a interagire con l’utente.

Una soluzione analoga, se non quasi identica, arriva anche da Razer, marchio noto a livello globale per mouse, cuffie e accessori spesso caratterizzati da luci sgargianti che richiamano l’estetica del gaming. Si tratta di Project Ava, un “compagno da scrivania” progettato per integrarsi con le tecnologie di avatar di Grok, il chatbot del social X. Anche in questo caso il dispositivo è un cilindro dotato di uno schermo che proietta una figura olografica e integra un sistema di “visione simile a quella umana”, oltre a sensori audio che gli garantiscono una “piena consapevolezza” dell’ambiente circostante. Intervistato da Bloomberg, il CEO di Razer, Min-Liang Tan, ha affermato che il prodotto non sia pensato come supporto emotivo, ma come assistente tecnico. Tuttavia, il manager riconosce anche che, pur non volendo promuovere Ava come potenziale partner romantico, “le persone tendono a usare le loro IA in modo più personale”.

Alcuni degli avatar disponibili sul device Razer.

I rischi per la privacy e per una possibile cattiva gestione dei dati sono evidenti fin dal primo sguardo. Gli assistenti vocali tradizionali — da Amazon Alexa a Google Home — sono già finiti al centro di scandali per aver eseguito registrazioni non autorizzate e per aver fatto trapelare informazioni sensibili; un’evoluzione ancora più invasiva di quel modello, priva di soluzioni alle criticità ormai note, non può che alimentare ulteriori timori. Lepro prova a rassicurare gli utenti sottolineando la presenza sul suo device di mascherine con cui oscurare le telecamere, nonché garantendo che l’elaborazione delle informazioni raccolte avvenga localmente. Razer, invece, evita del tutto l’argomento, forse consapevole che la sua storia di mala gestione dei dati non le conferisce quella credibilità necessaria per avanzare promesse in materia di sicurezza.

Ami e Ava non sono certo i primi esponenti del loro genere: dispositivi simili già da tempo prodotti da aziende minori quali Gatebox, realtà balzata agli onori delle cronache nel 2022, quando uno dei suoi utenti ha deciso di convogliare a nozze con l’avatar proiettato dal suo dispositivo. La novità, dunque, non sta tanto nella forma quanto nella portata. Presentandosi al CES, le aziende stanno testando il terreno per valutare se queste piattaforme possano compiere il salto qualitativo, trasformandosi da curiosità di nicchia a prodotti di largo consumo. Sul fronte software, le IA relazionali sono ormai un prodotto commerciale diffuso che, nonostante le problematiche note, alimenta con fervore il mercato dei servizi in abbonamento. Resta dunque da capire se il desiderio di colmare la solitudine che attraversa la nostra società sarà sufficiente a far entrare questi chatbot direttamente nell’arredamento domestico, normalizzandoli ulteriormente.

Tossina pericolosa, Nestlè ritira prodotti per bambini anche in Italia: i lotti coinvolti

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Nestlè latte

Il ritiro di diversi lotti di latte per neonati da parte di Nestlé in numerosi Paesi europei riporta al centro una questione che va ben oltre il singolo episodio: quanto è realmente sicura la filiera alimentare, soprattutto quando riguarda prodotti destinati alla fascia più vulnerabile della popolazione? Ancora una volta, pur se volontario, l’intervento arriva solo a posteriori, quando il prodotto è già sugli scaffali – e potenzialmente nelle case – mentre le informazioni diffuse ai consumatori restano frammentarie e rassicuranti, più orientate alla gestione del danno reputazionale che a una reale assunzione di responsabilità. Un copione già visto, che solleva dubbi strutturali sui controlli, sulla trasparenza e sul potere delle multinazionali dell’alimentazione.

L’azienda svizzera ha annunciato il ritiro di oltre 800 prodotti in 24 Paesi europei, tra i quali l’Italia, la Germania e l’Austria, a causa di un problema a un ingrediente proveniente da un fornitore. Secondo il comunicato la decisione è stata presa «per una potenziale deviazione microbiologica riscontrata in un ingrediente utilizzato nella composizione di questi prodotti». Il Corriere del Ticino aggiunge che: «I controlli effettuati dalle autorità in Austria hanno rilevato piccole quantità di cereulide – una tossina che provoca intossicazioni alimentari caratterizzate da nausea e vomito – in due lotti». Ecco la lista dei prodotti e dei lotti segnalati in Italia, tenendo presente che l’assistenza per i consumatori nel nostro Paese è disponibile al numero 800 434 434 (attivo tutti i giorni dalle 8 alle 22).

  • NAN SUPREMEPRO 3 (800g) – polvere; lotto: 51240742F1.
  • NAN SUPREMEPRO 2 (300ml) – liquido; lotto: 53090742F1.
  • NAN SUPREMEPRO 3 (300ml) – liquido; lotto: 53070742F1.
  • NAN SUPREMEPRO 1 (400g) – polvere; lotto: 51460742C2.
  • NAN PRE (70ml) – liquido; lotti: 52840742D1 e 51440742D1.
  • PRENAN POST (200ml) – liquido; lotto: 52890742D1.
  • NAN EXPERT PRO SL (400g) – polvere; lotti: 51150346AD e 53040346AC.
  • NIDINA 1 (6x500ml) – liquido; lotti: 53010295E, 53070295E, 53370295E e 53380295E.
  • NIDINA 1 (500ml) – liquido; lotti: 53000295E, 53070295E, 53220295E e 53230295E.
  • NIDINA OPTIPRO 1 (2x600g) – polvere; lotti: 52620346BA e 52610346BB.
  • NIDINA 1 (4x500ml) – liquido; lotto: 53070295E.
  • NIDINA OPTIPRO 1 (800g) – polvere; lotti: 51190346AE, 51200346AK e 51230346AD.

L’anno scorso la multinazionale svizzera era stata travolta da uno scandalo in Francia, poi allargatasi anche alla Germania, dopo che un’inchiesta aveva rivelato che i pozzi utilizzati per imbottigliare la famosa acqua minerale Perrier erano contaminati, tra l’altro, da feci, batteri Escherichia coli, PFAS e pesticidi. L’acqua poi subiva un processo di purificazione con tecniche di filtrazione non conformi alla normativa.

Sempre in Francia e sempre nel 2024, Nestlè è stata rinviata a giudizio per lo scandalo delle pizze Buitoni contaminate dal batterio Escherichia coli, che all’inizio del 2022 avrebbero causato la morte di due bambini.

Negli anni la crescita globale dell’azienda è stata accompagnata da una lunga lista di controversie: dalle accuse di pratiche commerciali aggressive nei confronti di comunità vulnerabili e consumatori, in particolare per il marketing dei sostituti del latte materno, oltre alle critiche legate all’impatto ambientale, allo sfruttamento delle risorse e alle tensioni derivanti dal potere economico e politico esercitato dalla multinazionale.

PFAS nelle acque per costruire la Pedemontana Veneta: “la minaccia è imminente”

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Lo scavo delle gallerie della Superstrada pedemontana veneta ha prodotto milioni di metri cubi di rocce contaminate da PFBA, una sostanza tossica della famiglia degli PFAS usata come accelerante di presa del calcestruzzo. Parte di questo materiale, oltre tre milioni di metri cubi, è stato stoccato tra Montecchio Precalcino e Bassano del Grappa, spesso in siti in diretto contatto con falde acquifere e aree agricole. Parallelamente, nelle gallerie scavate nel territorio di Montecchio Maggiore e nei comuni limitrofi, le acque di drenaggio hanno mostrato concentrazioni ripetute di PFAS. Le analisi di luglio di ARPAV e ISPRA parlano esplicitamente di una “minaccia imminente” per le acque superficiali e sotterranee: nel comune di Caldogno otto pozzi su 31 sono già stati chiusi. La magistratura vicentina indaga per inquinamento ambientale e omessa bonifica, mentre si segnalano fonti di contaminazione ancora attive e sistemi di trattamento inefficaci.

Le gallerie della Pedemontana attraversano un sistema idrico delicatissimo, caratterizzato da falde sovrapposte e interconnesse. Durante lo scavo, grandi quantità di acqua vengono emunte per consentire l’avanzamento dei lavori. Secondo le analisi ufficiali, queste acque contengono PFAS e in particolare PFBA, una molecola a catena corta che tende a migrare rapidamente nel sottosuolo ed è difficilmente trattenibile dai trattamenti convenzionali. Le relazioni tecniche spiegano che lo scavo ha alterato gli equilibri naturali, creando nuove vie di flusso e mettendo in comunicazione falde che in precedenza erano separate. In questo modo, le gallerie si comportano come veri e propri canali artificiali, capaci di intercettare, concentrare e ridistribuire contaminanti già presenti nel sottosuolo. Le acque contaminate, una volta convogliate all’esterno, rischiano di trasferire l’inquinamento verso valle, nei corsi d’acqua superficiali e nelle aree di ricarica delle falde destinate all’uso potabile.

I dati non sono nuovi. Già negli anni passati, come ricordano inchieste giornalistiche e documenti tecnici, i monitoraggi avevano evidenziato la presenza di PFAS nelle acque di scavo e la necessità di misure straordinarie. Le analisi più recenti, però, rafforzano il quadro e lo rendono più grave. In diversi campioni prelevati nelle gallerie di Malo e Sant’Urbano, le concentrazioni di PFBA risultano significative e ripetute nel tempo, delineando una tendenza e non un episodio isolato. Per questo la relazione tecnico-scientifica di ARPAV e ISPRA parla di “rischio imminente di danno ambientale”, avvertendo che la prosecuzione dei lavori, senza un cambiamento radicale nella gestione delle acque, potrebbe aggravare in modo irreversibile la contaminazione delle falde. Il report ARPAV del 12 novembre descrive uno scenario di «progressiva contaminazione da PFBA nell’acquifero vicentino proveniente da nord». Secondo il Comitato Tuteliamo la salute, la mappa diffusa da ARPAV evidenzierebbe un flusso di contaminazione da PFAS con effetti potenzialmente devastanti per il comune di Dueville e per i pozzi acquedottistici che alimentano Padova, situati nell’area dell’Oasi di Villaverla.

A questo quadro ambientale si affianca quello giudiziario. In Veneto, l’emergenza PFAS esplode nel 2013 con la scoperta della contaminazione di una vasta falda acquifera che ha coinvolto circa 350mila persone nelle province di Vicenza, Verona e Padova. Tra il 2015 e il 2016, anche grazie alle analisi promosse da associazioni ambientaliste, emergono livelli elevati di PFAS nel sangue dei residenti. Nel 2018 la Regione dichiara lo stato di emergenza e istituisce una zona rossa in trenta comuni, vietando l’uso dell’acqua potabile. Uno studio dell’Università di Padova, pubblicato su Environmental Health, ha rilevato in quell’area un aumento della mortalità per patologie cardiovascolari e tumorali tra il 1985 e il 2018. A fine giugno si è chiuso in primo grado il processo per il disastro PFAS contro gli ex vertici della Miteni di Trissino, con 11 condanne fino a 17 anni di carcere. A ottobre, la Procura di Vicenza ha aperto una nuova indagine legata ai lavori della Pedemontana, con 12 indagati tra tecnici e dirigenti per inquinamento ambientale e omessa bonifica. Le istituzioni rassicurano sul rispetto delle procedure e dei limiti di legge, ma i documenti delineano un quadro di effetti cumulativi che va oltre la conformità formale, rendendo la Pedemontana Veneta il simbolo di un’infrastruttura realizzata accettando il rischio ambientale come costo collaterale, mentre sottoterra l’acqua continua a scorrere, trasportando sostanze che non si degradano e che, una volta immesse nel sistema idrico, non tornano indietro.

Neve sull’Europa: centinaia di voli cancellati

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Il maltempo sta paralizzando i trasporti in tutta Europa. All’aeroporto di Amsterdam Schiphol sono stati cancellati almeno 800 voli in due giorni per neve, ghiaccio e temperature rigide, con disagi destinati a durare per l’intera settimana. Tra le compagnie più colpite c’è KLM. In Francia la neve ha provocato la cancellazione di almeno 140 voli a Parigi Charles de Gaulle e altri 40 a Orly; sospeso gradualmente anche il servizio degli autobus a Parigi e in Île-de-France. In Belgio annullati circa 40 voli nello scalo di Bruxelles. Disagi in Germania e in Grecia, dove un problema tecnico alle frequenze radio ha fermato per ore arrivi e partenze. Ritardi e cancellazioni si registrano anche negli aeroporti italiani e sulla rete ferroviaria.

La bufala totale del narcotraffico venezuelano

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All’alba del 3 gennaio 2026, il cielo di Caracas è stato squarciato da aerei militari statunitensi, con raid su obiettivi statali e movimenti tattici che in poche ore hanno preparato il terreno per un annuncio clamoroso: il sequestro di Nicolás Maduro e il suo trasferimento sotto custodia degli Stati Uniti. L’amministrazione di Washington ha parlato a chiare lettere di un’operazione effettuata per combattere il narcotraffico e smantellare presunti cartelli che avrebbero trasformato il Venezuela in un “narco-Stato”. Ma se si prende sul serio la documentazione pubblica e le analisi di esperti, q...

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L’Unione Europea ha rinviato ancora la legge contro la deforestazione

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L’Unione europea ha ufficialmente rinviato per il secondo anno consecutivo la legge contro la deforestazione, nota come EUDR. La norma vieterebbe l’importazione di prodotti come cacao, caffè, soia, carne bovina, legname, olio di palma e gomma provenienti da aree deforestate dopo il 2020, imponendo dati geolocalizzati ai produttori. Approvata nel 2023 e prevista dal 2024, era già stata rinviata per pressioni politiche ed economiche. Con le nuove modifiche, l’entrata in vigore è ora prevista a partire dal 30 dicembre 2026 per i grandi operatori e dal 2027 per i più piccoli, con una revisione prevista nell’aprile 2026 che potrebbe aprire a ulteriori modifiche.

L’emendamento che permette il rinvio è stato approvato a fine dicembre con la scusa di «garantire una transizione giusta» e consentire il miglioramento del sistema informatico impiegato per presentare le dichiarazioni elettroniche sulla due diligence (la “dovuta diligenza”), le quali attestano che il prodotto non provenga da terreni deforestati e non abbia contribuito alla deforestazione. Nel settembre dello scorso anno, la Commissione UE aveva fatto sapere che i propri sistemi informatici non erano pronti per gestire la mole di dichiarazioni prevista, nonostante gli oltre due anni avuti a disposizione per approntare un sistema funzionante, e aveva proposto il rinvio della normativa. Enti come il WWF avevano definito «imbarazzante» la richiesta della Commissione: «se questo problema tecnico è reale, non solo dimostra incompetenza, ma anche una palese mancanza di volontà politica nell’investire per un’attuazione tempestiva dell’EUDR» aveva commentato Anke Schlumeister-Oldenhove, Forest Policy Manager di WWF European Policy Service. Entro il 30 aprile 2026, inoltre, la Commissione dovrà presentare una relazione per valutare l’impatto della normativa proprio su micro e piccoli operatori, con il rischio che il termine per l’introduzione della legge slitti ulteriormente.

L’EUDR è frutto della mobilitazione dal basso. La legge era stata formulata dopo che, nel 2020, 1,2 milioni di cittadini europei, insieme a 200 ONG da tutto il mondo, avevano firmato una petizione per chiedere agli organi dell’Unione una normativa che tutelasse le foreste globali. Oggi, dell’ambizioso disegno di legge iniziale resta poco. Hugo Shally, membro della Commissione UE e autore del primo testo di legge, ha spiegato in un’intervista rilasciata al Guardian che la norma è stata «svuotata» dall’eliminazione degli obblighi di verifica della provenienza delle materie prime in carico agli operatori a valle. L’alleggerimento degli obblighi diretti a carico degli operatori, a suo parere, renderà più difficile perseguire penalmente coloro che li infrangeranno, ha commentato. Originariamente, infatti, la legge prevedeva che le aziende monitorassero i propri appaltatori terzi e che venissero impiegati sistemi di geolocalizzazione per risalire agli appezzamenti di terreni coinvolti e capire se vi fosse coinvolta deforestazione illegale. Le aziende che infrangevano la normativa potevano incorrere in multe pari fino al 4% del loro fatturato – scatenando il malcontento tra multinazionali e politica.

Nella primavera dello scorso anno, 11 Paesi dell’UE – tra i quali anche l’Italia – avevano chiesto alla Commissione di depotenziare le norme, definite troppo gravose dai ministri dell’Agricoltura. In una lettera inviata a Bruxelles, i firmatari chiedevano che la legge sulla deforestazione fosse inserita nei piani di semplificazione già avanzati dalla Commissione, di introdurre Paesi o regioni con un rischio di deforestazione insignificante che fossero esenti dai controlli imposti dalla legge e meccanismi di compensazione che permettessero di disboscare se si ripiantano alberi in un’altra zona.

L’Italia, d’altronde, è in prima linea tra i Paesi che hanno chiesto un generale depotenziamento o rinvio delle leggi a tutela dell’ambiente, Green Deal in primis – siamo stati gli unici a votare contro i divieti sulla pesca a strascico, oltre ad aver votato contro la norma sulla riduzione delle emissioni industriali (riuscendo a ridurre i limiti imposti agli allevamenti intensivi), contro la legge sul ripristino della natura e contro la riduzione delle emissioni del settore auto, oltre ad aver contribuito alla riqualificazione al ribasso dello status di tutela del lupo. Il secondo mandato von der Leyen, insomma, si conferma orientato a depotenziare notevolmente le iniziative per il clima dell’UE. L’ultima iniziativa che conferma la tendenza è la retromarcia sul divieto di vendita dei motori a combustione interna, rivedendo gli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti per il 2035. In generale, gli obiettivi per la neutralità climatica entro il 2050 sono stati ampiamente rivisti, soprattutto per via delle pesanti modifiche apportate al Green Deal, che assecondano le pressioni e gli interessi di politica e aziende con scelte destinate inevitabilmente a ricadere sulla società in generale.

Il Venezuela consegnerà 50 milioni di barili di petrolio agli USA

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Gli Stati Uniti riceveranno fino a 50 milioni di barili di petrolio di “alta qualità” dal Venezuela. Lo ha annunciato sul social Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha anche precisato che il greggio sarà venduto a prezzo di mercato e i proventi saranno sotto il suo controllo «per garantire che siano utilizzati a beneficio del popolo del Venezuela e degli Stati Uniti». Il petrolio, attualmente bloccato in depositi e petroliere per le sanzioni imposte da Washington, sarà trasportato via nave verso gli Stati Uniti. Trump ha incaricato il Segretario all’Energia Chris Wright di attuare il piano. L’accordo potrebbe valere circa 1,9 miliardi di dollari.

Le api senza pungiglione sono i primi insetti al mondo con diritti riconosciuti dalla legge

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Di solito si parla di diritti legali pensando a persone, comunità o, più recentemente, a fiumi e foreste. In Perù, però, per la prima volta al mondo questi diritti sono stati riconosciuti a degli insetti. Le api senza pungiglione dell’Amazzonia hanno ottenuto uno status giuridico che ne tutela l’esistenza, in una regione dove la pressione umana sugli ecosistemi è sempre più intensa.
La decisione è arrivata attraverso due ordinanze locali, la prima adottata nella provincia di Satipo, nel Perù centrale, all’interno della Riserva della Biosfera di Avireri Vraem. La seconda nella città di Nauta, ...

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Proteste in città del Nepal, imposto il coprifuoco

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Dopo una serie di episodi di vandalismo contro una moschea, in Nepal, sono scoppiate una serie di proteste da parte della comunità musulmana. Le proteste sono scoppiate nella città di Birgunj, dove si sono registrati piccoli scontri tra i manifestanti e la comunità indù; le autorità hanno imposto il coprifuoco e dispiegato l’esercito per le strade. Vietati assembramenti e manifestazioni.